giovedì, Agosto 5

Pd con la 'berlusconite': magistrati 'cattivi'

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Il caso Lodi diventa il nodo centrale attorno a cui ruota la politica italiana in questi giorni e fra gli attacchi dell’opposizione e le richieste di chiarimento da parte della maggioranza, vi è chi come Giuseppe Fanfani, membro laico del Consiglio Superiore della Magistratura (CSM) ed esponente del Partito democratico, chiede di effettuare delle verifiche concrete sui fatti che hanno portato all’arresto di Simone Uggetti definendole «la legittimità dei comportamenti tenuti e dei provvedimenti adottati» e interpretando l’azione come: «Forse figlio di un clima di tensione che non fa bene né alla giurisdizione né ai rapporti interistituzionali» e proseguendo: «Non ho mai visto, in 40 e più anni di attività di penalista incarcerare alcuno per un reato come la turbativa d’asta, soprattutto quando l’interesse dedotto è quello di una migliore gestione di una piscina comunale. Non mi pare fossero necessari provvedimenti di cautela, ma se proprio lo si riteneva bastavano provvedimenti interdittivi e non certo coercitivi. Il carcere, poi, mi pare del tutto fuor di luogo, frutto di una non equilibrata valutazione del caso». Immediata la replica del Movimento cinque Stelle che attraverso i loro rappresentanti della commissione Giustizia di camera e Senato fanno sapere: «Invece di processare i politici corrotti, si vogliono processare i PM che scoprono i reati. Fanfani, esponente laico del CSM nonché esponente del Partito Democratico, vuole aprire un fascicolo contro i magistrati di Lodi che hanno scoperchiato l’ennesimo scandalo, questa volta portato avanti da Simone Uggetti, sindaco PD e braccio destro di Guerini, attuale vice segretario del PD. Fanfani si lamenta che la misura del carcere è eccessiva, perché se fai un reato di turbativa d’asta costruendo un bando ad hoc per far vincere gli appalti a chi vuoi tu e poi cerchi di cancellare le prove, basta una misura interdittiva mica coercitiva. Non solo si ruba, si eliminano le prove, ma per il PD non è abbastanza» e concludono: «Siamo oltre qualsiasi decenza istituzionale. L’occupazione militare del CSM da parte del PD comincia a ripagare: in Italia non è la corruzione il problema ma i magistrati, schema che si ripete da Berlusconi in poi». A loro si aggiunge Renato Brunetta, capogruppo alla Camera per Forza Italia, che commenta: «La vicenda del sindaco di Lodi? Noi siamo garantisti, sempre e comunque. Ci fa sorridere che tra i garantisti adesso ci siano anche quelli di ‘Repubblica’: evidentemente sono garantisti a corrente alternata» ed ai microfoni dei cronisti presenti aggiunge: «Noi siamo garantisti sempre: sia quando le cose toccano noi, ma soprattutto quando toccano gli avversari. Chiediamo trasparenza, chiarezza e che ci sia una magistratura senza pregiudizi, perché non è possibile abusare della carcerazione preventiva. Questo lo abbiamo sempre detto: garantisti sempre e comunque. Noi vogliamo battere Renzi nelle urne perché ha sbagliato tutto: politica economica, riforme, ma non strumentalizzando, magari, una cattiva magistratura». Sulla posizione presa da Fanfani interviene anche il Premier Matteo Renzi che alla fine del ‘question time‘ previsto oggi alla Camera ha dichiarato agli organi di stampa presenti: «Il governo non commenta il Csm, ci sono regole del gioco da rispettare. La mia posizione non è mai cambiata: noi rispettiamo le iniziative dei magistrati, speriamo arrivino a processo presto e ai partiti politici che strumentalizzano invitiamo a guardare a casa propria». Dal carcere di San Vittore Simone Uggetti fa sapere: «Ho agito per il bene della città, come ho sempre fatto». 

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