domenica, Settembre 26

Paul Rusesabagina, dall’Hotel Mille Colline un falso eroe creato da Hollywood Arrestato il 31 agosto, non avrebbe avuto alcun ruolo nel salvataggio delle persone rifugiatesi durante il genocidio presso l’Hotel Mille Colline. Estorceva loro denaro, minacciando di consegnarli ai miliziani

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Paul Rusesabagina, nato nel 1954, è stato arrestato in Rwanda il 31 agosto, secondo le informazioni fornite dal Rwanda Investigation Bureau. Il Procuratore Generale del Rwanda lo accusa di essere un negazionista del genocidio del 1994, uno dei principali finanziatori del gruppo terroristico FDLR (Forze Democratiche di Liberazione del Rwanda), dirigente e finanziatore di altri due gruppi terroristici minori MRCD (Movimento ruandese per il Cambiamento Democratico) e il PDR-Ihumure (Partito per la Democrazia). È accusato di aver ordinato vari atti terroristici, incendi dolosi, rapimenti e omicidi. Tutti crimini perpetuati in Rwanda contro civili disarmati e innocenti nel distretto di Nyabimata – Nyaguru nel giugno 2018 e nel distretto di Nyangwe – Nyamagabe nel dicembre 2018.

La notizia è stata ripresa da tutti i media internazionali in quanto Rusesabagina era fino ad ora considerato un eroe nazionale. Di origine Hutu, durante il genocidio lavorava come direttore presso il famoso Hotel des Mille Collines di Kigali. Tramite un incredibile atto di eroismo e fronteggiando le orde assetate di sangue dei miliziani Interrahamwe, Rusesabagina salvò 1.268 persone rifugiatesi all’interno del hotel. La maggioranza di esse erano tutsi. Questa la versione data dell’eroiche gesta di Rusesabagina dal famoso film di Hollywood nominato all’Oscar ‘Hotel Rwanda’ (2004). Il ruolo dell’eroe hutu fu interpretato dall’attore americano Don Cheadle.

Rusesabagina, sua moglie, i suoi figli e i rifugiati alla fine riuscirono a fuggire in Tanzania, grazie al Fronte Patriottico Ruandese, il movimento partigiano guidato da Paul Kagame che liberò il Rwanda dopo 30 anni di dittatura razial nazista che si concluse con il genocidio di 1 milione di persone. Dopo essere ritornato in Rwanda per altri due anni, nel 1996 Rusesabagina chiese ed ottenne asilo in Belgio trasferendosi a Bruxelles con la famiglia dopo aver ricevuto presunte minacce di morte. Dopo aver ricevuto nuove minacce, si sono stabiliti  a San Antonio Texas, ottenendo la Green Card.

Rusesabagina ha fondato l’Hotel Rwanda Rusesagagina Foundation per lottare per i diritti umani globali. Per il suo attivismo ricevette nel 2000 il Premio per l’Umanità Immortal Chaplains, Nel 2005 una medaglia presso la Università del Michgan, il Premio per la Libertà del National Civil Rughts Museum e La Medaglia Presidenziale della Libertà. Nel 2007 ricevette il dottorato di legge ad honorem presso la Università di Guelph. Nel 2008 il dottorato ad honorem presso il Gustavus Adolphus College. Nel 2009 il dottorato di Arti presso il Loyola Univesity di Chicago. Nel 2011 Il premio Tom Lantos per i diritti umani conferito dalla The Lantos Foundation for Human Rights and Justice.

Nonostante la fama di eroe costruita da Hollywood, il suo attivismo e i vari riconoscimenti ricevuti, i media francesi e belgi (sempre attenti e cauti nel parlare dei complicati avvenimenti della Regione dei Grandi Laghi) nel dare notizia del suo arresto lo definiscono ‘Un eroe controverso’.

Perché questa definizione? Paul Rusesabagina non avrebbe avuto alcun ruolo nel salvataggio delle persone rifugiatesi durante il genocidio presso l’Hotel Mille Colline. È quanto afferma Edouard Kayihuraattivista dei diritti umani e sopravvissuto dell’Hotel Mille Colline, in una dettagliata inchiesta condotta nel 2014: ‘Inside the Hotel Rwanda: The Surprising True Story … and Why It Matters Today’. Questo libro espone l’eroe di Hollywood come un simpatizzante del Hutupower profittatore e politicamente ambizioso.

Prima di tutto, all’epoca dei fatti, non era il direttore dell’Hotel Mille Colline. Aveva ricoperto la carico di Vice Direttore di questo Hotel nel 1984. Allo scoppio del genocidio era il direttore del Hotel des Diplomates. Assieme a sua moglie (di origine tutsi) e ai suoi figli si era rifugiato presso l’Hotel Mille Colline. Rusesabagina si impose subito sugli altri rifugiati in quanto amico intimo di due comandanti supremi del genocidio, il Generale Augustin Bizimungu (condannato nel 2011 dal Tribunale Penale Internazionale per il Rwanda ad una pena di 30 anni per genocidio) e Froduald Karamira, vicepresidente dell’ex partito al governo HutuPower MRND,  (condannato a morte per crimini di genocidio nel aprile 1998).

Grazie a queste amicizie, Rusesabagina estorceva denaro a coloro che avevano trovato rifugio presso l’Hotel Mille Colline, minacciando coloro che non pagavano di consegnarli ai miliziani genocidari.  La direzione dell’Hotel chiese a Rusesabagina di interrompere immediatamente le estorsioni sui rifugiati. Richiesta ignorata dall’eroe di Hollywood che approfittando della situazione aveva preso il controllo della famosa struttura alberghiera a 5 stelle.

Le pesanti accuse sono supportate da testimonianze giurate di alcuni sopravvissuti che si erano rifugiati presso l’hotel. “Quando siamo arrivati al cancello dell’hotel per fuggire al massacro dei tutsi, ci siamo diretti verso la reception. Paul Rusesabagina non voleva farci entrare perché non avevano soldi. A lui non interessava il rischio che correvamo di essere uccisi a colpi di machete. Ci fece entrare solo quando un amico di mio padre riuscì a pagare 500 dollari a testa” Testimonia Serge Rusagara.

Ero una amica di Madame Rusesabagina e la pregai di salvarci ospitandoci presso l’Hotel Mille Colline. Lei convinse suo marito che propose niente meno che Foruduald Karamiravenisse a prenderci e a scortaci fino all’Hotel. Le dissi che avevo paura di Karamira. Allora suo marito inviò dei soldati ruandesi che erano vicini alla nostra casa intenti ad uccidere altri tutsi. Ci chiese 900 dollari a testa. 800 per lui e 100 per i soldati che ci avrebbero scortati. Ovviamente accettammo” testimonia Odette Nyaramilimo, sopravvisuta dell’Hotel Mille Colline.

Il giornalistsa Kerry Zukus, la giornalista britannica Linda Melvern e lo scrittore Philip Gourevitch, autore di ‘We Wish to Inform You That Tomorrow We Be Killed With Our Families’, (1998) hanno definito la storia di eroismo di Rusesabagina una ‘frode’. L’eroe di Holliwood non ebbe alcun ruolo nel proteggere e salvare le 1.268 persone rifugiatesi nell’Hotel. Esse si salvarono grazie al Comandante dei Caschi Blu, il Canadese Romeo Dallaire che strinse un accordo con il Generale Augustin Bizimungu per non prendere d’assalto l’Hotel delle Mille Colline. Per tutto il periodo del genocidio fu una manciata di caschi blu tunisini a tenere a bada le milizie genocidarie che, fregandosene degli accordi tra Dallaire e Bizimungu, erano intenzionate ad entrare nell’Hotel a uccidere tutti i Tutsi.

Paul Rusesabagina era un semplice approfittatore della situazione che aveva escogitato un perverso modo di far soldi minacciando i rifugiati di consegnarli a morte certa. Fu talmente abile che durante la liberazione approfittò dello stato di shock dei sopravvissuti per convincere i partigiani del Fronte Patriottico Ruandese del suo ruolo di salvatore. A differenza di quello che Rusesabagina afferma nella sua autobiografia, non furono i partigiani del FPR ad accompagnarlo alla frontiera con la Tanzania. Lui e la sua famiglia si posero in salvo rubando un mezzo dell’Hotel e portandosi con sé le migliaia di dollari guadagnati dall’estorsione.

Ritornato in Rwanda dopo aver messo al sicuro la fortuna acquisita durante il genocidio, Rusesabagina si inventò le minacce di morte, ottenendo l’asilo per lui e la sua famiglia in Belgio, in quanto aveva saputo che la magistratura stava indagando sulle estorsioni compiute ai danni dei rifugiati presso l’Hotel Mille Colline. Successivamente emigrò in Texas per il timore che il governo ruandese potesse chiedere al governo belga la sua estradizione per essere giudicato dei suoi atti criminali.

All’inizio Rusesabagina sfrutta la fama acquisita dal film Hollywoodiano per diffondere fake news contro il governo ruandese, affermando che in Rwanda vi era una dittatura tutsi che trattava gli Hutu come animali. Sposò anche la teoria del doppio genocidio. Il movimento di liberazione di Paul Kagame avrebbe ucciso in Rwanda e in Congo otre 2 milioni di hutu tra il 1995 e il 1996 per vendetta. Teoria diffusa da quello che rimaneva delle forze genocidarie in fuga e da missionari cattolici belgi e italiani di Bukavu, provincia del Sud Kivu, Congo. Teoria etichettata come una pura falsità dalle Nazioni Unite.

Da fiancheggiatore della propaganda HutuPower, Rusesabagina diventa finanziatore del gruppo terrorista FDLR e successivamente assume incarichi dirigenziali dei due gruppi terroristici minori MRCD e il PDR-Ihumure. La sua cattura non è solo un importante atto di giustizia verso i sopravvissuti dell’Hotel Mille Colline che furono costretti a pagare cifre esorbitanti per non essere consegnati da questo mostro alle milizie genocidarie. È anche un importante atto politico e militare. Secondo fonti accreditate in questi ultimi mesi, Rusesabagina stava mettendo a disposizione delle FDLR i miliziani MRCD e PDR-Ihumure per un piano di invasione del Rwanda che sarebbe in fase di preparazione con l’appoggio del regime burundese CNDD-FDD.

Anche il luogo della sua cattura è avvolto nel mistero. Le autorità ruandesi rifiutano di fornire particolari sul suo arresto affermando solo che è avvenuto in territorio ruandese. La versione ufficiale sembra alquanto improbabile visto che il noto terrorista HutuPower sapeva che ogni posto di polizia in Rwanda aveva la sua foto segnaletica. La famiglia di Rusesabagina afferma che è stato rapito da agenti segreti di una potenza straniera e consegnato al Rwanda mentre si trovava in questi giorni a Dubai per affari.

Un’altra versione identifica il luogo della cattura presso la località di Bokombo nel territorio di Rutshuru, Nord Kivu, Congo. L’arresto di Rusesabagina sarebbe avvenuto nello stesso luogo e nello stesso giorno del scontro armato tra esercito congolese (FARDC) e una nutrita colonna di terroristi ruandesi FDLR dove ha trovato la morte Leo Cyprien, alias Generale Kagoma, uno dei migliori strateghi delle FDLR. All’operazione militare potrebbero aver partecipato truppe d’élite dell’esercito ruandese.

Difficile conoscere al momento quale delle due versioni corrisponda alla verità. Un dato di fatto comunque salta agli occhi. “L’arresto di Rusesabagina e l’esecuzione extragiudiziaria del Generale Kagoma non sono causali colpi di fortuna, bensì due vittorie ben studiate da parte delle forze armate alleate congolesi e ruandesi al fine di indebolire la coalizione di gruppi armati che si sta apprestando ad invadere il Rwanda con appoggio di potenze regionali. La situazione nei Grandi Laghi è molto tesa e qualcosa di irreparabile potrebbe giungere con grande sorpresa della comunità internazionale” afferma un esperto militare regionale sotto anonimato.

È importante che l’opinione pubblica internazionale conoscala vera storia degli eventi all’Hotel Mille Collines durante il genocidio in Ruanda. Una realtà che espone le falsità e le inesattezze della rappresentazione hollywoodiana delle gesta di Paul Rusesabagina. Testimonianze che mettono a nudo come Rusesabagina sia stato in grado di alimentare le sue pericolose ambizioni politiche a causa dei fatti contorti del film. È importante per mettere finalmente le cose in chiaro, e farlo sono stati autorevole dal punto di vista di un sopravvissuto agli eventi ” dichiarò nel 2014 David Russell, ex direttore del Survivors Fund (SURF) e fondatore di The Social Enterprise commentando il libro inchiesta di Edouard Kayihura. “Rusesabagina ha dirottato l’eroismo commerciando con il genocidio” ha dichiarato Francois Xavier Ngarambe, il presidente di Ibuka, l’ente ombrello delle associazioni dei sopravvissuti all’Olocausto.

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