venerdì, Luglio 30

Patrimonio culturale italiano: si cambia? Turismo: quei nuovi scenari economici relativi alla riqualificazione della cultura italiana

0

basilica di Assisi

C’è una nuova legge per agevolare la riqualificazione del patrimonio culturale italiano. L’Italia attende da circa 60 anni una regolamentazione opportuna, al fine di rilanciare la ricchezza del Bel Paese, mai degnamente valorizzata. Il provvedimento legislativo del Ministro dei Beni e delle Attività culturali, Dario Franceschini, introduce novità interessanti a cominciare dall’ArtBonus, che prevede la deducibilità del 65% delle donazioni devolute per il restauro di beni culturali pubblici, le biblioteche e gli archivi, gli investimenti dei teatri pubblici e delle fondazioni lirico sinfoniche. Non poteva mancare il piano delle agevolazioni fiscali per favorire la competitività del settore turistico, mediante la sua digitalizzazione e la ristrutturazione e riqualificazione degli alberghi. E’ soltanto un timido segnale di un cambiamento culturale del Paese, dimenticando le realtà storiche da valorizzare come gli antichi musei presenti nei borghi medievali italiani, a cominciare dal Museo della Casa Contadina di Corciano, a due passi da Perugia. Sono presenti nel provvedimento di legge anche le misure per Pompei, la Reggia di Caserta, il recupero delle periferie, le semplificazioni amministrative in campo turistico, le foto libere nei musei, il riesame dei pareri delle Soprintendenze, la Capitale italiana della Cultura. E’ bene segnalare il buon apprezzamento degli economisti del settore sul bonus del 30% riguardante la ristrutturazione degli alberghi, sulla riforma dell’Enit e sulla tax credit per il cinema.

Il bonus per la ristrutturazione degli alberghi”, commenta Francesco Capobianco, Project manager ed esperto di economia del turismo della Società di Studi Economici Nomisma, “è un sicuro strumento strategico per intercettare i nuovi turisti alla ricerca di alberghi con elevati standard, al pari delle strutture ricettive presenti in Europa, Cina e America. E’ decisamente fondamentale per l’economia del Paese una simile iniziativa, al fine di aumentare quella quantità di turisti, ormai in costante crescita, con una forte capacità di spesa”. 

Ma l’Italia del Sud sconta forti ritardi poiché mancano strutture e infrastrutture. Nel meridione andrebbe riservata una corsia d’emergenza per intervenire con provvedimenti ad hoc. I servizi sono pressoché inesistenti mentre il turista potrebbe scegliere volentieri quelle stupende località, con paesaggi mozzafiato, testimonianze storiche e artistiche. E’ un’opportunità che la classe politica dovrebbe prendere in considerazione per impostare un serio programma di interventi finanziari. Tutto ciò potrebbe favorire il rilancio del turismo e dell’economia di quella porzione d’Italia, compresa l’occupazione.

La continua fase di incertezza economica”, sostiene Francesco Capobianco, “divide i turisti. C’è chi è propenso a una crescente disponibilità di spesa e c’è chi è più sensibile alla congiuntura economica. I primi, rigidi rispetto al prezzo, non affronteranno cambiamenti radicali del comportamento turistico ma chiederanno continui miglioramenti degli standard qualitativi offerti, specie in relazione all’ospitalità alberghiera. I secondi, invece, asseconderanno le tendenze già presenti nel turismo: lo short break diverrà più frequente, le destinazioni saranno a più corto raggio, il mezzo di trasporto sarà maggiormente condiviso e l’alloggio prescelto più accessibile. Il fattore prezzo assumerà sempre di più una decisiva importanza, mentre gli acquisti last minute incrementeranno il loro peso rispetto alle modalità d’acquisto con relativo anticipo”.

La riforma dell’Enit è basilare per rilanciare quella programmazione del sistema Paese, evitando l’attuale parcellizzazione dell’offerta turistica. Spesso assistiamo a promozioni organizzate da singole regioni, mentre sarebbe auspicabile una centralità della promozione turistica e culturale del Bel Paese.  

E’ imprescindibile focalizzare l’attenzione per migliorare l’attrattività dei new comers, senza lasciare sullo sfondo i clienti tradizionali”, afferma Francesco Capobianco, “che costituiscono la porzione principale del turismo straniero in Italia. Sotto il profilo turistico il Bel Paese è in ritardo rispetto ai principali competitor europei, i quali hanno agito in anticipo nel dialogo economico con le nuove potenze mondiali, riuscendo a incoraggiare le tendenze in maniera più efficace. Se il recupero della capacità industriale sciupata nei due shock recessivi del 2009 e del 2012-2013 sarà un processo lungo e dall’esito molto incerto, puntare sul turismo in maniera corale, ovvero a livello istituzionale e aziendale, rappresenta una leva da attivare nel minor tempo e, probabilmente, con maggiore possibilità di successo, ancorché non sostitutiva della manifattura, spina dorsale del tessuto socio-economico italiano“.

E’ necessario limitare la frammentazione della promozione all’estero, con interventi di coordinamento almeno per specifici target, come quello dei new comers, poiché la Penisola rappresenta una tappa fondamentale di un tour in Europa. Il complemento di questo ragionamento”, continua Francesco Capobianco, “risiede nell’inadeguatezza delle risorse destinate all’Enit che difficilmente potranno supportare un univoco brand Italia su scala globale, il quale, per quanto in declino, è ancora molto forte, specie nelle componenti storico-architettonica ed enogastronomica. A questi fattori se ne possono aggiungere altri, tra i quali spiccano le vecchie questioni sulla difficoltà di attrarre investimenti. Il miglioramento delle aziende turistiche, non soltanto quelle ricettive, dovrebbe essere accompagnato dal contenimento dei costi con l’adozione di applicativi e soluzioni ICT innovative. E’ indubbiamente necessaria anche un’attenta qualificazione delle risorse umane rispetto a quanto avvenuto nel passato. Il nuovo turista è divenuto portatore di specifici bisogni di vacanza che si traducono in una domanda più personalizzata. I lavoratori del settore del turismo, per accompagnare questa nuova tendenza, specie nella componente leisure, hanno bisogno di un bagaglio di conoscenze tecniche, linguistiche, culturali, senza dimenticare una notevole capacità di gestione delle modalità turistiche, al fine di mantenere il contatto diretto con gli aspetti identitari dei territori visitati”.

La tax credit per il cinema è una buona occasione per attrarre produzioni estere, capaci di scegliere la Penisola come la location privilegiata, dove effettuare le migliori riprese cinematografiche per i film. 

Con questa iniziativa si percepisce un chiaro richiamo verso l’Italia”, conclude Francesco Capobianco, “che può essere colto come un’autentica occasione per rilanciare l’economia, mediante una maggiore presenza di lavoratori stranieri. E’ anche una buona opportunità per il cinema italiano il quale può tornare a crescere in maniera più marcata. L’approccio culturale del provvedimento di Dario Franceschini è decisamente buono, ma è necessario assistere alla sua attuazione mediante la legge delega. Solo in questo modo possiamo comprendere la sua applicazione nelle diverse sfaccettature del settore economico”. 

Restaurare soltanto le strutture dei musei italiani per migliorare la loro immagine non risolve i vecchi problemi, perché serve una nuova politica di gestione.

Tiziana Leopizzi, architetto ed esperta di arte contemporanea, è fortemente preoccupata per la scarsa valorizzazione dei musei italiani. “Il numero dei musei presenti in tutta Italia”, afferma Tiziana Leopizzi, “è davvero esorbitante. L’assortimento è vasto e variegato. Dai musei di archeologia a quelli di categoria, dal vino alle auto, per finire con i percorsi espositivi dedicati al costume. La loro valorizzazione presupporrebbe investimenti in attrezzature e personale, ma i fondi a disposizione sono sempre insufficienti. Pertanto le carenze, soprattutto di personale, sono notevoli. Per fortuna esistono numerose associazioni di volontariato che, animate dalla loro passione, forniscono un valido aiuto, in certi casi anche didattico, raccogliendo aneddoti e curiosità per arricchire la cultura dei visitatori”.

E’ davvero preoccupante lo stato architettonico dei musei italiani, non giustamente valorizzati per ospitare degnamente turisti e visitatori italiani. “Non godono certamente di buona salute le strutture dei musei italiani”, conclude Tiziana Leopizzi, “perché il problema è sempre il solito: mancanza di fondi. Fra l’altro i nostri musei prevedono un costo molto basso dei biglietti di ingresso e questo non aiuta una buona gestione amministrativa. Il problema è preparare il pubblico a pagare il biglietto perché altrimenti non saranno frequentati neppure con l’ingresso libero”.

Il settore del turismo è un sicuro volano economico per l’Italia. I beni culturali possiedono quella straordinaria capacità sociale che implica una molteplicità di benefici, fra i quali quelli legati al turismo culturale. Il viaggio consente un godimento della cultura per ampliare il proprio bagaglio di conoscenze.

Il turismo rafforza il fondamentale rilievo culturale italiano mediante la sua programmazione: delle grandi agenzie di viaggio, delle catene alberghiere, delle società di trasporti. L’industria turistica italiana è stata basata sul turismo estero, fatto di vacanze stanziali, di soggiorno soprattutto al mare, senza escludere i laghi e la montagna comprese le città d’arte. L’Italia ha sapientemente sfruttato la sua geografia e la sua storia come fattori naturali di affermazione, senza preoccuparsi di specializzare e di potenziare le strutture dell’offerta riguardante le sue risorse, di ridistribuire i flussi turistici sul territorio nazionale, di mantenere elevato il livello della domanda interna. Per molti versi, negli anni più recenti, la crescita del turismo culturale, nel Paese, ha superato le previsioni ponendo i gestori dei patrimoni dinanzi a problemi del tutto inediti.

Sono diversi i motivi alla base del cambiamento: dalla crescita economica al livello di cultura dei turisti, senza tralasciare il notevole incremento del valore monetario delle opere d’arte, in grado di favorire l’esplosione della capacità d’attrazione dei musei.

Il vero punto da analizzare, stando alle recenti previsioni, è lo sviluppo del settore previsto nei prossimi anni che include la valorizzazione della cultura del Bel Paese. Il turismo culturale registrerà una forte espansione, costituendo un fattore importante di un nuovo sviluppo della cultura italiana. La gestione del settore è rimasta nelle mani degli operatori turistici che non hanno, spesso, la percezione della valenza dei beni culturali, capaci di diventare autentici ambasciatori del patrimonio artistico e culturale della Penisola.

Creare piccoli tour regionali legati alle bellezze culturali e artistiche, significa disegnare una road map del turismo, in grado di valorizzare e tutelare il patrimonio storico dell’Italia. Un simile progetto trova la sua giusta applicazione nella Valle d’Aosta, dove i castelli conservano il patrimonio culturale della regione. Sono chiamate sentinelle del passato, luoghi di straordinaria bellezza, ricchi di fascino, dove si percepisce l’importanza del tempo trascorso. Nel Medioevo la parola castellum identificava la residenza fortificata del signore feudale. Questa ha una posizione preminente, spesso ha una torre principale e una chiesa annessa. La torre generalmente ha una forma quadrata con terrazza. Il primo piano ha una copertura a volta in muratura, mentre gli altri sono in legno. Le pareti esterne sono lisce, con alcune anguste feritoie. Il castellum ha locali adibiti a dimora del signore.

Un’altra iniziativa da sostenere e da qualificare per riscoprire le piccole località italiane è quella riconducibile al vino. Sulle strade dell’enoturismo c’è sempre da ammirare tanta cultura. Nei percorsi ma anche attraverso i sentieri. Perché l’immenso patrimonio culturale di cui dispone l’Italia racconta secoli di vita, a dimostrazione dei beni storici presenti sul territorio. E’ in questo piccolo tassello che è bene inserito l’enoturismo, autentico motore economico che agevola la visita ai diversi luoghi d’Italia, bellezze esemplari della Penisola.

Il patrimonio artistico e architettonico costituisce una parte essenziale dell’identità culturale di una nazione. È bene custodire la memoria del passato perché permette di tramandare alle generazioni future, cultura e tradizioni.

 

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Condividi.

Sull'autore

End Comment -->