venerdì, Settembre 24

A passo di gambero

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Bangkok – L’ Associazione Gambero Thailandese ha chiesto con urgenza al Dipartimento per la Pesca  di limitare in ogni modo le attività di pesca illegale, altrimenti l’Unione Europea potrebbe meditare di introdurre il divieto sull’importazione di prodotti da pesca thailandesi.

Somsak Paneetatayasai, il Presidente dell’Associazione, ha affermato che gli operatori della pesca in sede nazionale attendono di vedersi comminare un “cartellino giallo” da parte dell’Unione Europea al fine di imporre una più attenta valutazione sulla Thailandia, nello specifico, nel caso in cui si rivelasse un permanere nel non riuscire a limitare le attività di pesca illegale, non segnalata, non regolamentata, IUU in sigla, con grandi preoccupazioni circa i diritti umani dei lavoratori della pesca.
Nel caso in cui la Thailandia non riesca a trovare una soluzione che conduca a reali progressi nell’arco di sei mesi, l’Unione Europea potrebbe poi passare al “cartellino rosso” per bandire i prodotti da pesca thailandesi in modo totale.
Il presidente dell’associazione ha affermato che il Dipartimento della Pesca dovrebbe emendare le leggi correlate alle attività di pesca, rafforzare strettamente il linguaggio giuridico che regolamenta questo settore ed informare i partner commerciali che la Thailandia sta intraprendendo tutte le azioni necessarie per supportare la pesca sostenibile che agisce secondo le leggi internazionali ed i principi comunitari e globali sulle attività di pesca.
Somsak Paneetatayasai ha affermato che nel caso in cui l’Unione Europea bandisca i prodotti ittici thailandesi, i gamberi freschi refrigerati ed i prodotti a base di gamberi, tutta la Nazione ne sarebbe direttamente colpita e coinvolta. Il gambero thailandese esportato oggi ha avuto una contrazione del 50 per cento a causa di patologie come la Sindrome di Morte Infantile EMS fin dal 2012.
Il settore del gambero thailandese è stato ridotto da 540.000 tonnellate a 250.000 tonnellate nel 2013. Il valore dei gamberi esportati è caduto per un controvalore di 3.1 miliardi di Dollari USA fino a 2.2 miliardi di Dollari USA.
Da Gennaio ad Agosto di quest’anno,  il valore del gambero thailandese esportato ha assommato 36.9 miliardi di THB, scendendo dai 41.8 miliardi di THB nello stesso periodo dell’anno precedente.
A tutto questo bisogna anche aggiungere la contrazione delle esportazioni di prodotti da pesca thailandesi a causa della crisi globale che ha messo in difficoltà i clienti ricevitori dei prodotti thailandesi e non solo nell’ambito della pesca. A causa delle contrazioni delle esportazioni, soprattutto per la crisi del debito sovrano che attanaglia uno degli importatori principali dei prodotti thailandesi (compresi il riso e le orchidee, tanto per citare altri due prodotti dove la Thailandia primeggia nel Mondo) ovvero l’Unione Europea, oggi la Thailandia si ritrova a dover gestire sia la crisi delle esportazioni sia le regolamentazioni che salvaguardano innanzitutto la salute delle persone ma che –allo stesso tempo- cercano di alleviare anche le scarse capacità economiche e finanziarie per importare i prodotti realizzati in Thailandia.

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