mercoledì, 1 Febbraio
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Passato lo Strega, gabbato lo santo

Solita esperienza devastante il Premio Strega, ma è bello -di tanto in tanto- sfidare la congrega dei grandi editori, che, se Dio vuole, ora come ora tutto sono fuorché grandi, soltanto grossi, come dice il mio amico Marcello Baraghini, che dirige Stampa Alternativa.

Quest’anno vincerà Elena Stancanelli, che scrive cose alla moda, ogni tre righe ci mette un cazzo, una fica, un pompino, roba così, che pare faccia tanto pornoscrittrice. Povero Alberto Moravia, che ai suoi tempi gli sequestravano i libri, e poveri anche noi che un’opera interessante come ‘La vita interiore‘ ce la siamo dovuta leggere di nascosto.
Ah be’, sì be’, direbbe Dario Fo.
Non solo Stancanelli, comunque, nella dozzina del premio Strega c’è di peggio, anche se mica è facile. Non mancano Mondadori (Eraldo Affinati) e Rizzoli (Edoardo Albinati), che giocano una carta a sorpresa: schierare due autori che fanno rima tra loro. Impresa ardua, ma Monnezzoli ci riesce. Prepariamo un termovalorizzatore, uno di quelli che a Renzi piacciono parecchio.

Ponte alle Grazie mette in campo la Rossana Campo, ma la battuta è troppo facile. Giunti gioca con Antonio Moresco -un vero intellettuale, dicono, pronto per i salotti di Fazio-  e passa il turno pure E/O con Simona Loiacono.
Giordano Meacci di Minimum Fax rievoca Liberty Valence e rafforza la tradizione tutta italiana dei titoli ‘alla cazzo di cane’, come diceva mio nonno.
Neri Pozza e la Lorenza Malaguti ci regalano un romanzo storico che va tanto di moda, non ce lo possiamo far mancare.
Garzanti schiera  Vittorio Sermonti e punta sull’assonanza, visto che non riesce a far rima. Frassinelli va deciso con la Raffaella Romagnolo, tanto per cambiare una donna, le quote rosa debordano. D’altra parte siamo al Premio Strega, mica al ‘premio stregone’.
Voland scommette su Demetrio Paolin, ma tu guarda c’è anche Voland che a me pareva pubblicasse un tanto a pagina, ma mi sbaglierò, forse c’ha il doppio binario. Tunuè ci fa la sorpresa -dopo tanti bei fumetti- di presentare un romanzo insipido ma accede in semifinale. Autore Luciano Funetta, pure qui regola dell’assonanza, Tunuè fa fumetti, lui si chiama Funetta… Carneade. Chi era costui?

Non so voi, ma io credo che mi rileggerò tanto Pasolini e se avanza tempo passo dal ‘libera libro‘ della Coop e faccio scorta per l’estate di Leonardo Sciascia, Italo Calvino, Elio Vittorini, Ennio Flaiano, Alberto Moravia, Carlo Cassola a costo zero.
Oggi mi son fermato in Autogrill e ho comprato ‘Una stagione all’inferno‘ di Arthur Rimbaud invece della Stancanelli che lascio alla deriva della Nave di Teseo. Buon pro vi faccia se leggerete questi libri, ma dopo bevete un sorso di Strega per digerire il polpettone.

 

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