lunedì, Agosto 2

Pasqua 2016: campana firmata Marinelli

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La campana della Pasqua 2016 del Giulibeo della Misericordia è firmata Marinelli.
Ci sono storie che varcano i confini spaziotemporali. Eternandosi al di là di ogni dimensione, e restando per sempre. Proprio come il suono delle campane. Il solo in grado di attraversare varie epoche senza finire mai, restando uguale a se stesso nei secoli, e in ogni dove del pianeta.
Da Oriente a Occidente, da Nord a Sud. Un suono che è nato nel cuore dell’Italia. Lassù, in alta montagna, in pieno Molise, in provincia di Isernia, esiste la casa mondiale dei sacri bronzi. E’ la Pontificia Fonderia Marinelli, che ha sede ad Agnone. Qui si fabbricano ininterrottamente tintinnaboli dall’Anno 1000. Ben 23 generazioni di persone appartenenti a un unico ceppo famigliare, i Marinelli, legano il cognome della propria gloriosa dinastia a questo nome.

Una famiglia straordinaria, un caso unico al mondo, cui si devono le più antiche e importanti campane del mondo.

https://www.youtube.com/watch?v=CEC4Dgo4Wr8

La loro fonderia, che nel 1924 Papa Pio IX elesse Pontificia, è la voce della storia della Chiesa e dei suoi Santi, San Pio da Pietralcina e San Giovanni Paolo II compresi.
A quest’ultimo, e all’incontro avvenuto negli anni Novanta in Agnone con Pasquale Marinelli, Patriarca indimenticato della campane e uomo di punta del Cda della Banca D’Italia, è dedicato un quadro in stile Nouveau Pop Art firmato dall’artista torinese Gerlando Colombo nell’anno dell’Expo 2015, intitolato ‘Rintocchi di Eternità’, nato per celebrare i fasti millenari dell’azienda di Agnone: la più antica impresa al mondo, la sola a conduzione continuativa completamente familiare di cui si abbia memoria così lontana nel tempo, eletta Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco e per questo annoverata tra i siti di rilevanza storica mondiale.

Ed è così che, a 15 anni esatti dal Giubileo indetto dal Santo Karol Wojtyla, il mondo cattolico e non varca le Porte Sacre di Roma nell’Anno Santo della Misericordia, e quelle inaugurate  -per la prima volta nella storia- in tutte le diocesi del mondo.
‘Porte aperte all’accoglienza e alla Misericordia’: questo messaggio contiene il cuore del pontificato di Francesco, il Papa mite e coraggioso reso forte dalla Sua debolezza. Anche Agnone e il Molise tutto vivono con devozione e fede le infinite riflessioni su tali temi, fondamentali in tempi di crisi e di terrore.

Nell’antica Fonderia Marinelli fervono i lavori intorno alle campane e ai bronzi commemorativi che ricorderanno l’evento religioso. La prima campana destinata al Santo Padre è stata presentata il 7 dicembre 2015 in una più ampia manifestazione organizzata dal Comune di Agnone presso il Teatro Civico e presso il ‘Museo Internazionale della Campana’, che conta ogni anno oltre 30mila presenze da tutto il mondo.

Il tema giubilare della Misericordia era già stato espresso nella nuova campana d’Altare di S. Maria Maggiore a Roma e nella stupenda statua del Cristo Misericordioso (della considerevole altezza di 2,60 metri), opera del giovane scultore Ettore Marinelli, che svetta sul timpano della chiesa di Nostra Signora di Lourdes, nel marchigiano.

Entrambi i bronzi sono stati apprezzati e benedetti dal Pontefice nel corso dello scoro anno.

La Campana della Misericordia reca in bassorilievo Gesù Misericordioso nell’atto della benedizione con l’iscrizione: ‘MISERICORDIAE VULTUS
GIUBILEO STRAORDINARIO DELLA MISERICORDIA MMXV – MMXVI’                                                        lo Stemma di Papa Francesco e il moderno logo con la figura stilizzata del Cristo che regge sulle proprie spalle ‘il bisognoso’.

La sua nota musicale è un DO ed è alta circa 50 cm. Nel cuore di Armando e Pasquale Marinelli, i fratelli titolari della Pontificia Fonderia di Agnone  –uomini esemplari in un’Italia in crisi che radicano il proprio successo internazionale nei valori della famiglia, del lavoro e delle tradizioni– è indelebile -e forse accresciuta- l’emozione nel ricordo della presentazione in piazza S. Pietro della grande campana del Giubileo del 2000.
Il bellissimo bronzo monumentale, del peso di 50 quintali, posto al centro del colonnato del Bernini, ricevette la benedizione del Papa Santo suonando i suoi primi rintocchi nel primo giorno del terzo Millennio.
Il Campanone propriamente detto è ora collocato nei Giardini Vaticani accanto alle più grandi opere d’arte del mondo, a memoria dello storico evento giubilare. Il progetto di tale monumento, sostenuto dalla Regione Molise, fu suggerito dallo stesso Carol Wojtyla in occasione della straordinaria visita alla Fonderia Marinelli il 19 marzo del 1995. Queste le parole testuali che allora pronunziò in quel contesto: «Per il Grande Giubileo…ci vuole una Grande Campana!». E così fu.

La storia si ripete. Specie quella che fa rima con vita, emozione, bellezza. Perché è lì che, per dirla con un frase del poeta moderno Gae Capitano, si nasconde ‘Il Dio delle Piccole Cose’.

 

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