domenica, Giugno 20

Pasolini. La scomparsa preparata

0

Quaranta anni fa. Notte tra l’1 e il 2 Novembre 1975, tra Ognissanti e Giorno dei defunti, prime ore di Domenica 2: Pier Paolo Pasolini va incontro al proprio destino. Se mai frase idiomatica fu calzante, questa lo è. Ché il destino lo attendeva davvero, e verso quel quasi ineluttabile, prefigurato, finale precipitava la vita del più fecondo intellettuale italiano. Di quando e quanto lo fosse sta a ciascuno giudicarlo, ma più fecondo, cioè generatore di altro e nuovo, davvero. E la straordinaria, crescente, attenzione nei confronti suoi e della sua opera sta a dimostrarlo. Empiricamente, cioè nell’unico modo davvero possibile.

«La grande energia che l’opera di Pasolini continua a trasmettere nel mondo è dovuta alla pluralità di campi d’intervento, alle incursioni piratesche in terreni al di fuori delle sue competenze ed alla capacità di mostrare le incoerenze, i punti deboli del sistema. E, sopra tutto, alla sua capacità di porre dubbi, seminare interrogativi, abbattere verità accettate convenzionalmente. Pasolini era uno straordinario uomo-orchestra, un Re Mida che dominava i materiali espressivi più eterogenei, trasformandoli al minimo contatto». Così il critico cinematografico Gian Piero Brunetta in Cent’anni di cinema italiano.

La “mano omicida” (che fosse di Pino Pelosi o di altri marchettari, di ladri, rapinatori, ricattatori, fascisti…) colpì quell’uomo. Questo uomo. Percosso e travolto dalla sua stessa auto in un lercio spiazzo dell’Idroscalo di Ostia, Roma. Il corpo  massacrato venne ritrovato da una donna verso le 6:30. Ninetto Davoli ne fece il riconoscimento. E le foto di quel corpo cristologicamente, oscenamente straziato, vennero pubblicate, ed oscenamente ripubblicate, aggiornate, oggi. Oscena, laica, “Sacra sindone”. Ché l’oscenità, ed il portarla da “fuori scena” a “in scena”, è stata una delle caratteristiche del suo operare. Consciamente ed inconsciamente. Inconsciamente spinto al conscio.

«Secondo me c’è una forte affinità fra la fine di Pasolini e la fine di Caravaggio, perché in tutt’e due mi sembra che questa fine sia stata inventata, sceneggiata, diretta e interpretata da loro stessi», diceva il critico d’arte Federico Zeri. E l’amico e sodale Alberto Moravia, scrittore: «La sua fine è stata al tempo stesso simile alla sua opera e dissimile da lui. Simile perché egli ne aveva già descritto, nella sua opera, le modalità squallide e atroci, dissimile perché egli non era uno dei suoi personaggi, bensì una figura centrale della nostra cultura, un poeta che aveva segnato un’epoca, un regista geniale, un saggista inesauribile». E, poi, infine, il pittore Giuseppe Zigaina, come Pasolini friulano, ed a lui legato dal 1946, rapporto sustanziato da scritti incrociati, collaborazioni, apparizioni nei film… Un profondo con-sentire, sia umano che artistico, sfociato nel rievocare le circostanze della scomparsa a partire dal confronto con la simbologia presente in gran parte delle sue opere. Con una sconvolgente, icastica conclusione: Pasolini ha «progettato per quindici anni la propria morte».

Diciamo, analogamente, ma diversamente, che Pasolini aveva progettato per lunghi anni la propria scomparsa.

Ché Pasolini è vivo.

 

  1. Continua

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Condividi.

Sull'autore

End Comment -->