domenica, Aprile 18

Partigiani SI e NO: le gaffes (volute?) della Boschi field_506ffbaa4a8d4

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Se da palazzo Chigi o dalla sede del Partito Democratico al Nazareno qualcuno voleva far capire al Paese che il Presidente del Consiglio è inquieto, che molti componenti del Governo sono preoccupati e nervosi, ecco, se è questo che qualcuno vuole comunicare, sappia che c’è perfettamente riuscito. Si è perfettamente compreso che le prossime elezioni amministrative, solo sulla carta dovranno decidere chi può essere il candidato più adeguato a guidare importanti città (con una mole di enormi problemi da risolvere urgenza e senza che si sappia da dove cominciare) come Roma, Napoli, Milano. Invece no. La X che tracceremo su questo o quel simbolo, le persone a cui decideremo di dare fiducia verranno letti e soppesati in chiave politica; accade sempre, anche per elezioni di condominio, ma qui ognuno si affannerà a vedere se da questo voto si saranno i primi visibili segni di crepe nell’edificio costruito dal presidente del Consiglio Matteo Renzi e la sua squadra. Bocciato Roberto Giachetti (candidato del PD a Roma?); sconfitta di Renzi. Stessa cosa a Milano, e ovunque. Dal momento che palazzo Chigi già prevede che le amministrative non porteranno risultati esaltanti, e che comunque è bene tenersi il più possibile lontani, ecco che lo scontro e le tensioni si spostano sul referendum confermativo delle modifiche costituzionali che si terrà in autunno.

Si dovrebbe poter decidere in pace se quelle modifiche ci garbano oppure se riteniamo passabili le proposte governative; se hanno delle ragioni coloro che temono il patchwork che la riforma propone; o se al contrario è preferibile lo status quo, che la nuova via proposta è peggiore dell’antica… Dovrebbero spiegarci articolo per articolo, cosa prevede, che cosa si vuole cambiare, e perchéNulla di tutto ciò. Siamo a maggio e già è scoppiata la rissa a suon di ‘alleati di Casa Pound’ e gli antifascisti reduci dalla lotta di Liberazione del fascismo voteranno SI e non NO come molti dirigenti dell’Associazione Partigiani.
Naturalmente si può dire di tutto, è uno degli inconvenienti della democrazia; ma che ad alimentare questo assurdo clima sia un Ministro della Repubblica, e che, anzi, il Presidente del Consiglio dia il suo fattivo contributo, annunciando che se non verrà accontentato dal risultato delle urne lui prende su e si mette in castigo…beh, è tutto piuttosto grottesco. Poi uno dà uno sguardo fuori casa, si affaccia ai ‘balconi’ statunitensi, vede i Donald Trump, le Hillary Clinton, i Bernie Sanders, e un poco si consola. Ma è una consolazione al ribasso.

Insomma, Maria Elena Boschi, responsabile del delicato Ministero per le Riforme, ha il pregio della chiarezza. Pensare a quello che si dice è sicuramente un pregio; ma non è obbligatorio dire sempre quello che si pensa. Un po’ di riserbo non guasterebbe. Ma forse, come suggeriscono vecchie volpi che gravitano attorno a palazzo Chigi fin da tempi immemorabili, è proprio qui, l’astuzia: sollevare polveroni e provocarenotizieche sono vere e proprie armi didistrazioni di massa‘. Ci si accapiglia su non fatti, e si perde di vista la carne del problema.
Con tutto il rispetto per i partigiani (è anche grazie alle loro dure lotte se ora possiamo beneficiare di libertà che altri popoli si sognano). Ma di grazia, per quanto emblematico, significativo il fatto che il direttivo nazionale dell’ANPI abbia assunto una posizione polemica verso la riforma, non è comunque cosa da fine del mondo. Quel direttivo ha espresso un’opinione legittima; non tutti vi si riconosceranno, lo faranno sapere, avremo modo di conoscere i buoni motivi degli uni e degli altri. Amen. Invece no, si inzuppa… Boschi, ineguagliabile madonna di Laterina, regala una notizia-scoop. Intervista da ‘In mezz’ora‘ fa sapere che ci sono molti partigiani che voteranno per la riforma da lei proposta e difesa. Bene. E’ nella logica del referendum che ci sia chi vota SI e chi vota NO. Poi si fanno le somme e si vede. Ma che bisogna c’è di scagliare offese gratuite? L’offesa gratuita è in una manciata di parole: «Poi però ci sono molti partigiani, quelli veri, che hanno combattuto, e non quelli venuti poi, che voteranno sì alla riforma costituzionale». «Quelli veri», «che hanno combattuto, e non quelli venuti poi».

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