domenica, Luglio 25

‘Parola’ di Francesco

0
1 2


La ‘rivoluzione di Francesco’ è in realtà quanto di più tradizionale esista. Jorge Mario Bergoglio, il prete «venuto dai confini del mondo», sta rimettendo mano alle fondamenta della Chiesa Cattolica a partire dalle fondamenta vere e proprie poste, all’incirca duemila anni fa, dal fondatore. Gesù Cristo. Per i ‘poveri Cristi’.

La sua ‘strategia’ si è articolata in vari passaggi che ‘L’Indro’ ha seguito, e sottolineato. Ed anche attraverso l’uso peculiare ed innovativo, per quanto anch’esso ancorato sugli strumenti ‘classici’ della tradizione, della parola, e della parola scritta. Anche l’uso di Encicliche ed Esortazioni Apostoliche ha avuto una pregnanza nuova, antica e diversa. ‘Evangelii Gaudium‘, Esortazione Apostolica, suo vero e proprio Testo Programmatico. ‘Laudato Si’’, Enciclica. ‘Discorso della Montagna’, in occasione del secondo incontro, in Bolivia, dei Movimenti Popolari. ‘Conclusioni sinodali’. ‘Angelus‘ di Domenica 8 Novembre 2015. ‘Intervento di Firenze’, freschissimo, di Martedì 10 Novembre 2015. Sei momenti di snodo della sua ‘predicazione’. Che sono stati, se non ignorati, impossibile con lui, spesso ridotti ad altro, e di ben minore portata, rispetto alla loro radicale forza.

Francesco, per riuscire a cambiare lo stato attuale delle cose, internamente ed esternamente alla Chiesa Cattolica, sta facendo tanto, di tutto: per riportare l’ecclesia alla propria originaria prospettiva, cioè alla propria missione costitutiva. Ed il mondo ad un minimo di sopportabile dignità. Per cambiare davvero ci vuole tanto. Sforzo. Impegno. Tempo. E tanta buona sorte. Fortuna. O, se vogliamo, aiuto dello Spirito Santo. Quanto a sforzo ed impegno non abbiamo dubbi. Sul tempo speriamo, anche se in molti lavorano per lasciargliene il meno possibile. Per buona sorte e fortuna non dipende da lui. Quanto allo Spirito Santo, tantomeno dipende da lui (lui: sempre Francesco), ché, per definizione soffia dove vuole.

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Condividi.

Sull'autore

End Comment -->