lunedì, Ottobre 25

Parigi si prepara all'alluvione del secolo

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Case allagate, tagli alla rete elettrica, distribuzione di acqua potabile bloccata, trasporti idem… Esercizio a grandezza naturale da questo lunedì, 7 marzo, fino al 18. Un’alluvione che, una volta su cento, può diventare un evento catastrofico. Le operazioni di simulazione sono cominciate con l’evacuazione di una casa di riposo, la depurazione dell’acqua e il salvataggio in elicottero.

Parigi ha i piedi ben piantati nell’acqua. Tuttavia, da lunedì, la capitale sta vivendo un’alluvione che durerà fino al 18 marzo. L’operazione è in realtà una simulazione chiamata Sequana UE, dal nome della dea della sorgente della Senna. “Questa prevede uno scenario di disastro della Senna, che tracima delle sue banchine e che inonda Parigi e l’Ile-de-France” precisa Ludovic Faytre, responsabile dello studio dei rischi presso l’IAU (Institut d’aménagement et d’urbanisme).

Si parla di un aumento eccezionale delle acque della Senna che potrebbe inondare una parte di Parigi e dei dipartimenti della periferia. “C’è un grande rischio di catastrofi naturali nell’Île-de-France, in grado di immobilizzare l’intera città”, spiega Ludovic Faytre.

 

Cosa accade?

L’esercitazione prevede l’arrivo di un fronte freddo stazionario sulla Francia settentrionale, all’inizio del mese di febbraio 2016. Questo episodio freddo è immediatamente seguito da una precipitazione accentuata nell’Île-de-France. I flussi della Senna, la Marna e la Yonne aumentano continuamente tra fine febbraio e inizio marzo. I livelli di Senna e Marna aumentano a un ritmo giornaliero di 50 cm. Gli analisti confermano la tendenza di aumento per il periodo dal 7 al 12 marzo e parlano di una grande alluvione come nel 1910.

Tutto questo avviene in tre fasi: dal 7 al 13 marzo, le acque della Senna salgono fino a 5,50 metri a Parigi-Austerlitz il lunedì 7 Marzo; 7,13 metri il giovedì 10 marzo; livello R1 raggiunto venerdì 11 marzo. Il fine settimana del 12 e 13 marzo il picco del diluvio e sono previste delle esercitazioni sul campo, accompagnate dalla comunicazione al pubblico sulle azioni nell’Île-de-France. Infine, dal 15 al 18 marzo, la Senna inizia a diminuire la sua portata. Gli attori iniziano la gestione del post-crisi.

 

Chi è coinvolto?

L’operazione si svolgerà in cinque dipartimenti con 900 soccorritori, 150 poliziotti, 40 veicoli di sicurezza civili, tra cui 20 veicoli pesanti, e quattro elicotteri. Quattro Paesi europei parteciperanno: Italia, Spagna, Belgio e Repubblica Ceca arriveranno sul posto con le proprie strutture di emergenza. Lo scenario ha una possibilità su cento di accadere ogni anno, 87 istituzioni e aziende saranno quindi impegnate a prepararsi. Direttamente coinvolti anche operatori pubblici e privati, che rappresentano tutti i settori economici e amministrativi nella regione di Parigi, dalle grandi aziende alle piccole e medie imprese, dai comuni alle prefetture, fino ad arrivare a società nei settori delle telecomunicazioni, dei media (FES, GrDF …) o di trasporto (RATP, Vinci autostrade …), assicurazioni, banche, scuole e musei. La RATP, per esempio, immagazzina grandi quantità di cemento nella regione di Parigi al fine di murare gli ingressi di alcune stazioni della metropolitana e quindi proteggerli. Inaccessibili durante l’alluvione, si potranno riaprire rapidamente dopo l’inizio dell’abbassamento.

Nel 1910, la Senna era salita a 8,62 metri. Quaranta chilometri di strada erano state allagate, la fogne completamente intasate e lo Zuavo del ponte dell’Alma era completamente coperto d’acqua. Il livello più alto dal 1658. Se la Senna salisse cosi alta oggi, 830.000 parigini avrebbe i piedi nell’acqua e cinque milioni di persone in totale sarebbero colpite da interruzioni di corrente, oltre che dall’incapacità di andare al lavoro, ecc … L’OCSE stima in 30 miliardi di euro il costo immediato per l’economia francese. Non sarà quindi sufficiente esclamarsi “Che acqua! Che acqua!” come il conte Mac Mahon nel 1875.

 

Qual è lo scopo dell’operazione?

Sequana UE mira a testare la capacità della regione per rispondere a un tale disastro e imparare ad agire in modo coordinato. L’operazione si propone inoltre, nel parlare e comunicare, a sviluppare una “cultura del rischio di alluvioni” tra i cittadini, le imprese e le istituzioni pubbliche. Perché è raro, l’incidente non viene scartato: l’ultima alluvione conosciuta come “secolare” risale al 1910. Nella capitale, 20 000 edifici sono stati inondati e il livello del fiume aveva raggiunto 8,62 metri.

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