giovedì, Aprile 15

Parigi e la Torre della discordia Contrasti nel comune sulla realizzazione della futura Tour Triangle

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Parigi – Dopo 120 anni dalla costruzione della Tour Eiffel, Parigi si ritrova ancora una volta alle prese con un’impresa architettonica degna di una delle più importanti capitali mondiali. La Tour Triangle, questo il nome datogli a causa della sua forma, è la nuova sfida architettonica con cui si dovrà misurare la capitale francese nei prossimi anni.

Concepito dagli architetti svizzeri Jacques Herzog e Pierre de Meuron, il mastodontico edificio dovrebbe sorgere tra tre anni nel 15imo arrondissement di Parigi, nel cuore del parco delle Esposizioni di Porte de Versailles, situato nella zona sud ovest della città. La torre avrebbe una base trapezoidale e si ergerebbe su 50 piani per 180 metri di altezza e 200 di larghezza. Al suo interno dovrebbe ospitare soprattutto uffici di aziende francesi e straniere. I costi annunciati per il compimento  dell’opera si dovrebbero aggirare attorno ai 550 milioni di euro, una cifra a carico del gruppo immobiliare franco-olandese Unibail-Rodamco, che ha già investito 10 milioni di euro in studi di ricerca.

Il progetto è stato annunciato nel 2008, quando il primo cittadino della Ville Lumiere era ancora il socialista Bertrand Delanoe e Anne Hidalgo ricopriva il ruolo di assessore all’urbanistica della città. La realizzazione di quello che dovrebbe essere il terzo edificio più alto di Parigi, però, è messa in serio pericolo da buona parte del Consiglio Comunale. Gli assessori appartenenti al gruppo dai verdi dell’EELV, dell’UMP, dell’UDI, del MODEM e dal Parti de gauche hanno espresso all’unanimità il loro dissenso, giudicando l’opera troppo costosa e non necessaria in questo momento.

Tra i più decisi oppositori ci sono i verdi dell’EELV, che si son mostrati fin da subito contrari al progetto. Il partito ecologista, alleato con il PS alle ultime elezioni municipali di marzo, ha sempre optato per una politica incentrata su una transizione ecologica che utilizzi un’economia utile e intelligente.

A tal proposito, Anne Souyris, copresidente del gruppo al comune, ha dichiarato a luglio che la linea del suo partito è basata su «dei progetti utili socialmente ed ecologicamente, che riducano la pressione di mercati finanziari sulla città». Una presa di posizione netta, in aperto contrasto con l’atteggiamento del comune, sempre alla ricerca di investitori esterni che possano apportare un sostegno economico alla riqualificazione urbanistica della capitale.

Meno chiaro è stato invece l’UMP, che all’inizio aveva approvato il piano giudicandolo un buon incentivo per la creazione di nuovi posti di lavoro, salvo poi ritornare sui propri passi alcuni giorni fa. Philippe Goujon, sindaco del 15imo arrondissement di Parigi e Presidente del gruppo di centrodestra della capitale, ha dichiarato in un’intervista rilasciata la scorsa domenica al quotidiano ‘Journal de Dimanche’ che voterà contro la proposta. «Confermo la nostra opposizione all’edificazione di questa torre. È vero che inizialmente mi ero mostrato favorevole, ma il progetto è completamente cambiato rispetto agli schizzi iniziali». In particolare, Goujon rimprovera all’amministrazione socialista di aver trasformato la proposta iniziale in un semplice palazzo destinato a essere riempito da uffici.

In questa contesa, però, il vero rivale di Anne Hidalgo è ancora una volta Nathalie Kosciusko-Morizet (NKM), la sua principale avversaria nelle ultime elezioni municipali. La deputata di centrodestra non ha perso occasione di attaccare apertamente il sindaco, criticando l’utilità e l’estetica dell’edificio.

Tuttavia, all’interno del gruppo di centrodestra ci sono anche assessori favorevoli alla realizzazione dell’opera. Jerome Dubus, consigliere del 17° arrondissement di Parigi, ha dichiarato che «abbandonare ora avrebbe un impatto negativo sull’attrattività della capitale». Risulta chiaro come l’atteggiamento dell’UMP in merito alla questione sia pilotato da interessi puramente elettorali. Bloccare un programma così ambizioso significherebbe dare un duro colpo all’immagine dell’attuale amministrazione, che ha fatto di questo progetto il fiore all’occhiello del suo mandato. A questa opposizione politica si aggiunge inoltre il parere negativo dei parigini. Secondo un sondaggio realizzato dall’istituto francese BVA, il 56% dei residenti nella capitale sarebbe contrario alla realizzazione della Torre, reputata troppo dispendiosa e inutile.

In una situazione simile, Anne Hidalgo si è trovata costretta ad ammettere di avere “un problema con la maggioranza”, riconoscendo che il progetto è attualmente in pericolo vista la forte opposizione riscontrata nel Consiglio Comunale. Il 17 e 18 novembre si terrà una votazione che potrebbe bloccare definitivamente l’inizio dei lavori. Avendo perso la maggioranza assoluta dopo le ultime elezioni, la Hidalgo si potrebbe trovare dinnanzi a un numero schiacciante di voti negativi. Attualmente i partiti politici contrari alla costruzione della Torre occupano 87 seggi su 163. Il PS può contare solamente sull’appoggio dei comunisti del PCF, che hanno già dato il loro consenso. Il primo cittadino di Parigi ha giudicato questo ostruzionismo totalmente ingiustificato e fuori luogo, giocandosi la carta del giro di capitali che una simile impresa potrebbe innescare.  Secondo il sindaco, oltre ad avere un ritorno in termini economici e di immagine, la costruzione della Torre creerebbe 3000 nuovi posti di lavoro. Anche Jean-Louis Missika, assessore all’urbanistica e all’architettura del Comune di Parigi, ha commentato negativamente un eventuale sospensione del piano: «L’abbandono di questo progetto sarebbe una catastrofe per l’attività economica di Parigi», aggiungendo che «la Torre può dare un segnale agli investitori stranieri e agli architetti internazionali». Missika non ha poi dimenticato di sottolineare l’atteggiamento ambiguo dell’UMP sulla questione, definendolo «una postura da campagna elettorale».

L’afflusso di finanziamenti che porterebbe la costruzione della Tour Triangle rappresenta una vera e propria manna dal cielo per le casse di Parigi, che attualmente hanno un buco di 400 milioni di euro. A peggiorare la situazione ci sono poi i tagli del governo alle municipalità francesi. Su questo tema, la Hidalgo si è già scontrata più volte con il suo stesso partito, criticando apertamente la mancata approvazione di alcuni progetti di legge che avrebbero aiutato a raddrizzare il bilancio di Parigi.

Per ovviare al deficit finanziario che affligge i conti della capitale, il primo cittadino ha concentrato le sue energie nella realizzazione di una serie di investimenti in progetti immobiliari. Nel corso del suo mandato è stato previsto l’impiego di 1,4 miliardi di euro da immettere nella costruzione di immobili da parte di privati. Se la maggioranza del Consiglio rimarrà sulle sue posizioni, la Tour Eiffel dovrà aspettare ancora un po’ prima di avere accanto a sé una sorellina minore. Per il momento, però, i turisti e gli amanti della Ville Lumiere si possono godere il paesaggio dalla cima di quella che all’epoca venne definita da molti  come un’opera antiestetica e priva di significato artistico.

 

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