lunedì, Settembre 20

Parigi cambia il quadro ISIS

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L’ISIS con il suo feroce attacco a Parigi diretto a obiettivi civili ha svelato la sua natura, le sue abilità e intenzioni. La necessità della sua eliminazione adesso è fuor di dubbio. Le vittime di Parigi non sono più importanti delle altre, ma Parigi cambia i giochi di potere.

Negli ultimi 18 mesi, l’ISIS ha dimostrato di poter cambiare le carte in tavola da quando per la prima volta ha attirato l’attenzione dell’opinione pubblica fondando il cosiddetto Stato Islamico per le regioni di confine desertiche di Siria e Iraq. Gli eventi mediatici inscenati in maniera atroce e le macabre esecuzioni sono stati progettati ad hoc per scioccare e stupire. Ma questo ha funzionato localmente. L’analisi dei principali osservatori oggi appare ribaltata. Si tendeva a vedere l’ISIS incentrata principalmente sul territorio e sulla regione, su costruzioni di Stato (non vitali), sulla formazione del Califfato, mirando ai nemici regionali piuttosto che a quelli che operano a livello mondiale. I recenti attentati a Beirut, la distruzione in volo di un aereo di linea russo e i feroci attacchi a Parigi hanno innalzato di molto il livello della minaccia.

Ciò che risulta ancora poco chiaro è se l’attacco a Parigi sia stato il frutto di una struttura di comando centralizzata operante fuori dalla capitale dell’ISIS in Siria, o piuttosto un’azione da parte di organizzazioni locali ‘affiliate’ o operazioni ‘selvagge’ ispirate dall’ISIS per agire localmente. In ogni caso, questa serie di eventi richiama oggi un’azione internazionale più ampia e profondaISIS deve essere eliminato.

Sono arrivato a questa conclusione dopo una serie di sensazioni contrastanti: nel corso degli anni è cresciuta in me la convinzione che gli interventi militari dell’Occidente e le guerre per ‘correggere’ il Medio Oriente non solo hanno fallito, ma hanno anche profondamente esacerbato quasi tutti i conflitti regionali. In fin dei conti Washington ha perso tutte le guerre recenti in Afghanistan, Iraq, Yemen e altrove. L’Occidente è stato tanto il problema quanto la soluzione.

Dobbiamo ricordarci che oggi non ci sarebbe l’lSIS se gli USA non avessero invaso e distrutto la leadership, il Governo, le istituzioni di Governo, le élite, l’Esercito, le infrastrutture e l’ordine sociale iracheno. Dobbiamo ricordarci che la storia del Medio Oriente non è iniziata l’11 settembre, ma piuttosto l’11 settembre è stato già il culmine di anni di politiche occidentali di intervento e di manipolazioni politiche. Non possiamo continuare a rendere più decisa la nostra ‘azione’ senza avere queste due premesse stampate in testa. Ora è necessario fare qualcosa, sebbene nelle nostre azioni passate non ci sia niente di confortante.

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