venerdì, Ottobre 22

Parigi: blitz antiterrorismo, due morti e sette fermati Agguato a un missionario italiano in Bangladesh, che nega l'ipotesi terrorismo

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Critiche da Mosca. La posizione di «certi Paesi occidentali sulla Russia» è «miope e nociva per tutto il mondo», ha dichiarato il premier russo Dmitri Medvedev, a Manila per il summit Apec, ribadendo la sua «profonda convinzione» che nella lotta al terrorismo «bisogna essere insieme». «Noi come prima resistiamo da soli al terrore e vinceremo, anche l’Occidente probabilmente potrà resistere, ma la questione è a che prezzo». Gli attacchi dei terroristi a Parigi e l’esplosione dell’Airbus russo sui cieli dei Sinai causata da un ordigno «non sono crimini commessi contro un solo paese ma contro il mondo intero»: lo ha dichiarato il premier russo Dmitri Medvedev, a Manila per un summit Apec. «La guerra è stata dichiarata» dai jihadisti «all’interno mondo civile, questa è una minaccia globale che è, sfortunatamente, assolutamente reale». Putin ha firmato un decreto per la creazione di un Comitato russo per la lotta al finanziamento del terrorismo. Lo riporta la Tass precisando che il nuovo Comitato – alla cui attività parteciperanno diversi enti statali e ministeri – ha il compito di bloccare i mezzi finanziari o i beni di organizzazioni o persone sospettate di terrorismo. Dopodomani la Duma e il Consiglio della Federazione – i due rami del parlamento russo – terranno una seduta congiunta sulla lotta al terrorismo. Lo ha annunciato il presidente della Duma, Serghiei Narishkin, precisando che alla riunione parteciperanno anche i presidenti dei parlamenti regionali, rappresentanti delle confessioni religiose e di alcune organizzazioni giovanili. Intanto sempre il Consiglio della Federazione ha lanciato un appello ai parlamenti di tutto il mondo per «creare una larga coalizione di Stati che ripudiano l’estremismo violento e sono pronti a dare il loro contributo nella vittoria contro il male comune». Secondo i senatori russi, inoltre, le sanzioni «riducono le possibilità della comunità internazionale nella lotta al terrorismo». Ue e Usa hanno sanzionato Mosca per la sua posizione nella crisi ucraina.

Sul fronte siriano, Mosca smentisce le dichiarazioni di Ankara secondo cui al recente summit di Vienna si sarebbe deciso di escludere Bashar al Assad dal processo politico a Damasco. «Non è stato raggiunto alcun accordo secondo cui il presidente Assad non parteciperà a qualche tappa del processo politico», ha detto il ministro degli Esteri russo Serghiei Lavrov. «È vero che alcuni Paesi, e anche i nostri colleghi turchi, hanno promosso questa idea, ma non hanno ricevuto approvazione unanime». Due giorni fa il ministro degli Esteri turco ha annunciato che Assad «non si candiderà» alle prossime elezioni previste dopo il periodo di transizione in Siria.

Sul campo la Russia intensifica gli attacchi. Senza un coordinamento ufficiale con i raid francesi, anche quelli russi si concentrano su Raqqa, roccaforte dei jihadisti. Il presidente Vladimir Putin l’aveva anticipato, dopo che i servizi segreti hanno confermato che è stata «inequivocabilmente» una bomba dello Stato islamico a fare precipitare nel Sinai l’aereo russo con 224 passeggeriBomba che sarebbe stata piazzata sotto il sedile di un passeggero situato accanto al finestrino. Lo ha riferito il quotidiano russo Kommersant, citando esperti a Mosca dell’intelligence russa e dell’Aviazione vicine alle indagini sull’attentato. La rivelazione, se confermata, smentirebbe quanto sostenuto inizialmente sull’attacco, ovvero che sarebbe stato provocato da una bomba collocata nella stiva. Secondo le fonti, l’analisi di un foro su una sezione dell’A321 indica che «l’esplosione è avvenuta all’interno dell’aereo». «La bomba apparentemente è esplosa nella parte posteriore della cabina, in prossimità della coda dell’aereo. Di conseguenza, la coda si è distaccata e il resto dell’aereo è andato in pezzi, provocando la morte immediata di tutte le persone a bordo a causa di un drastico calo di pressione all’interno», ha dichiarato uno degli esperti.

Il jihadismo internazionale continua a mietere vittime. Sarebbero un trentina, 32 secondo il quotidiano nigeriano The Citizen, e 80 feriti, le vittime di un attentato messo a segno in un affollato mercato della città di Yola, nello stato settentrionale di Adamawa, uno dei più colpiti dalle violenze del gruppo estremista Boko HaramSecondo la Croce rossa locale, obiettivo degli attentatori era uno spiazzo che funge da parcheggio dei camion e in cui si svolge ogni giorno un mercato di bestiame. L’area ospita anche un ristorante all’aperto e una moschea.
E’ la seconda volta, nel corso dell’anno, che la città diventa teatro di un attacco perpetrato di danni dei civili con ordigni esplosivi. In particolare, l’attentato di oggi giunge a distanza di 24 ore da una visita in città del presidente Mohammadu Buhari, durante la quale il capo di Stato aveva dichiarato che Boko Haram «è a un passo dall’essere sconfitto». Nel corso della sua visita Buhari ha visitato un campo di sfollati causati dalle violenze del gruppo integralista che, in sei anni, hanno causato secondo stime aggiornate circa 170.000 morti. Buhari ha chiesto ai vertici militari di accrescere il loro impegno sul campo per contrastare il gruppo i cui attacchi hanno oltrepassato le frontiere con i vicini Ciad, Niger e Camerun.

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