mercoledì, Ottobre 20

Parigi: blitz antiterrorismo, due morti e sette fermati Agguato a un missionario italiano in Bangladesh, che nega l'ipotesi terrorismo

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Nelle prime ore del mattino, due voli Air France diretti a Parigi dagli Stati Uniti sono stati dirottati questa notte a causa di un allarme bomba scattato dopo una telefonata anonima. Lo ha riferito la Federal Aviation Administration. I passeggeri e l’equipaggio sono stati evacuati dopo l’atterraggio e sono al sicuro. Gli aerei, un Airbus 380 partito da Los Angeles con 497 persone a bordo e un Boeing 777 partito dall’aeroporto di Washington, a Dulles, sono stati fatti atterrare rispettivamente a Salt Lake (Utah) e a Halifax, nella Nuova Scozia canadese. Air France ha confermato in un tweet che due voli hanno ricevuto «minacce anonime poco dopo il decollo. Come misura preventiva e per rendere possibili tutti i necessari controlli di sicurezza, Air France ha deciso di richiedere che gli aerei fossero fatti atterrare». Nessun ordigno trovato a bordo dei due velivoli. L’Fbi non ha trovato prove «che potrebbero rendere credibili» le minacce.

Allarme bomba anche a Copenaghen. Il terminal 3 dell’aeroporto della capitale danese è stato evacuato dopo il ritrovamento di una borsa sospetta. Lo ha riferito un portavoce dell’aeroporto, secondo cui il terminal e la stazione della metro sono stati chiusi, mentre i voli in arrivo e partenza sono stati dirottati su un altro terminal.

Nessun esplosivo trovato neanche ad Hannover, capitale della bassa Sassonia dove ieri sera è stata annullata l’amichevole Germania-Olanda. Seri indizi sulla possibilità di un attentato avevano portato a fare evacuare lo stadio a meno di due ore dalla partita, mentre era attesa la cancelliera Angela Merkel.

Operazione antiterrorismo anche in Turchia. La polizia turca ha fermato la scorsa notte all’aeroporto Ataturk di Istanbul otto sospetti ‘foreign fighters’ dell’Isis provenienti da Casablanca, in Marocco, che avrebbero avuto in programma di entrare illegalmente in Germania fingendosi rifugiati. Lo riferisce l’agenzia di stampa statale Anadolu. Uno di loro aveva con sè una mappa del percorso che dalla Turchia avrebbe dovuto portarli in Germania attraversando Grecia, Serbia, Ungheria e Austria.

Per fronteggiare la minaccia jihadista, Ankara e Washington intensificheranno «nei prossimi giorni» le operazioni contro l’Is al confine nord della Turchia con la Siria. Lo ha ribadito il capo della diplomazia di Ankara Firidun Sinirlioglu in dichiarazioni all’agenzia di stampa turca Anadolu all’indomani dell’annuncio del segretario di Stato Usa John Kerry. «Abbiamo piani per mettere fine al controllo che Daesh ancora esercita su una zona lungo la nostra frontiera. Appena questi piani saranno pronti, le nostre operazioni si susseguiranno con sempre maggiore intensità – ha detto il ministro – Non permetteremo che Daesh continui a essere presente lungo il nostro confine». Ieri Kerry parlando alla Cnn ha annunciato che Usa e Turchia lanceranno un’operazione militare congiunta per sigillare il confine nord con la Siria e impedire il passaggio dei jihadisti.

Una fabbrica di cinture esplosive da usare in attentati suicidi è stata scoperta nel nord del Libano dalla polizia, nell’ambito delle indagini seguite al duplice attacco kamikaze che la settimana scorsa ha ucciso nella periferia meridionale di Hezbollah 45 persone e ferito oltre 200. Lo riferiscono i media libanesi, citando fonti della sicurezza locale. L’attentato di giovedì scorso, rivendicato dall’Isis, ha colpito la roccaforte di Hezbollah, il movimento sciita filo-iraniano che dal 2012 combatte in Siria.

Contro la minaccia globale del terrorismo l’Unione europea deve stringere legami più forti con i Paesi vicini a Sud e a Est. L’alto rappresentante Ue per gli Affari esteri, Federica Mogherini, presentando le linee principali del riesame della politica europea di vicinato della Commissione europea, la Pev, ha sottolineato che «gli attentati terroristici di venerdì scorso a Parigi, ma anche i recenti attacchi in Libano, Egitto, Turchia e Iraq, mostrano una volta di più che abbiamo a che fare con minacce globali, che devono essere affrontate unitamente dalla comunità internazionale». In questo senso, ha continuato Mogherini, «un partenariato più forte con i nostri vicini è fondamentale per l’Unione europea, ora che dobbiamo affrontare tante sfide all’interno e all’esterno dei nostri confini». Per l’alto rappresentante «dobbiamo costruire insieme un ambiente più sicuro, cercare di risolvere le numerose crisi della nostra regione comune, sostenere lo sviluppo e la crescita delle zone più povere e affrontare le cause di fondo della migrazione».

Tuttavia, la necessità di contrastare la minaccia terroristica non può prevaricare il rispetto delle libertà fondamentali. In questo senso, occorre rafforzare il controllo sull’operato dei servizi segreti e rendere effettivi i rimedi a cui gli individui possono ricorrere contro la violazione della loro privacy. È la conclusione a cui giunge il rapporto ‘Sorveglianza da parte dei servizi segreti: garantire i diritti fondamentali e rimedi nell’Unione europeà dell’Agenzia per i diritti fondamentali della Ue che verrà presentato questo pomeriggio al Consiglio d’Europa all’apertura del Forum per la democrazia. «Dopo gli attacchi di Parigi vediamo accrescere le sfide poste dal dover garantire la sicurezza e allo stesso tempo assicurare il rispetto dei diritti fondamentali», afferma l’Agenzia. Il punto, si sottolinea, non è proibire determinate misure, neanche la sorveglianza di massa, ma assicurare che queste siano messe in atto nel rispetto dei diritti degli individui alla privacy e alla protezione dei loro dati. Nel rapporto in cui vengono analizzate le leggi che regolano i servizi segreti, i meccanismi di controllo del loro operato e i rimedi contro le violazioni che possono commettere, si argomenta che attualmente vi sono diversi problemi da risolvere.

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