giovedì, Giugno 17

Parcheggi rosa, ma solo per donne etero Il caso emblematico di Pontida ci permette di affrontare il delicato argomento della tutela delle donne in stato interessante

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Sarà capitato a molti di noi di vedere in città parcheggi delineati da strisce rosa e da specifici cartelli aventi come simbolo le donne in gravidanza o con un bebè a bordo. Sono aree di cortesia, gratuite, create per permettere la sosta alle mamme vicino a luoghi pubblici di riferimento, quali farmacie, ospedali, consultori e asili. Un’iniziativa ammirevole dei Comuni, un gesto di civiltà che agevola la vita delle donne in un momento così delicato come la maternità.

A Pontida, cittadina in provincia di Bergamo, con poco più di tremila abitanti, in vista della tradizionale adunata della Lega Nord, quest’anno è accaduto un fatto insolito.Da ottobre, infatti, nel piccolo comune lombardo, entreranno in funzione i parcheggi rosa riservati unicamente alle donne incinte, in linea con la direttiva europea sulla parità di trattamento tra i sessi.

L’Amministrazione comunale, guidata dal sindaco Luigi Carrozzi, nel tentativo di andare incontro alle esigenze delle donne in gravidanza e delle mamme con bambini molto piccoli, ha pensato di istituire una delibera approvata dalla Giunta comunale il 2 settembre 2017, per creare degli appositi parcheggi di cortesia, noti come ‘parcheggi rosa’, ma a patto che «siano esplicitamente esclusi dall’ambito di applicazione del regolamento comunale i soggetti non appartenenti ad un nucleo famigliare naturale», ovvero non facenti parte della ‘famiglia tradizionale’ composta da un uomo e una donna e eventuali bambini al seguito. Niente parcheggio, quindi, per lesbiche o donne single.

Le nuove regole per la gestione dei parcheggi sono state redatte dall’Assessore al Territorio, Ambiente ed Ecologia, Emil Mazzoleni, e sono state approvate grazie ad 8 voti favorevoli e solo 2 contrari, tra i quali quello del consigliere di minoranza Gionata Ghilardi: «E’ un provvedimento assurdo. Il comune ha recepito una direttiva europea che dovrebbe servire ad aiutare le donne, inserendo dei paletti discriminatori. Per parcheggiare la macchina una donna incinta deve avere un tagliando rilasciato dal comune di Pontida che attesti che fa parte di una famiglia ‘tradizionale’. Anche una ragazza madre che magari vive con i genitori e non fa parte di una famiglia ‘naturale’, non potrebbe parcheggiare».

A scanso di equivoci, la delibera specifica che per ‘donna’ si intende un individuo di sesso femminile e che per richiedere il permesso è necessario compilare una domanda e dichiarare, sotto la propria responsabilità, di essere in possesso di tutti i requisiti.

Per ottenere il pass, infatti, la donna dovrà far parte di ‘un nucleo familiare naturale’ e avere la cittadinanza italiana o di un Paese membro dell’Unione Europea.

Fa sorridere che un’amministrazione comunale sia così lontana dalla realtà, dato che le donne hanno la possibilità di mettere al mondo dei figli in quanto donne, e non perché fanno parte di una categoria specifica. Ci sono donne lesbiche, donne eterosessuali, donne bisessuali che desiderano diventare madri e vanno tutelate in ogni caso.

Questa decisione ha scatenato diverse polemiche. La prima denuncia è stata fatta proprio dalla comunità LGBT, che sul blog di cultura lesbica ‘LezPop’, ha dichiarato: «I figli li facciamo anche noi. Come fai a capire se una donna è etero oppure no?».

Il caso emblematico di Pontida ci permette, però, di affrontare un argomento delicato che è quello relativo alla tutela delle donne in stato interessante e al mantenimento di un atteggiamento rispettoso e sensibile nei confronti del genere femminile.

I parcheggi rosa non sono previsti dal codice stradale. Chi ne usufruisce al posto delle mamme non è soggetto a sanzione come accade, invece, nel caso degli spazi riservati agli invalidi oppure alle aree destinate a parcheggio a pagamento, ma l’unico accorgimento che si dovrebbe avere sarebbe quello di basarsi sul proprio senso etico e morale e rispettare un posto vuoto assegnato, seppur simbolicamente, alle donne in gravidanza.

Senza il timore di una sanzione, infatti, ci si sente in diritto di far valere le proprie egoistiche ragioni, non considerando il danno che si arreca alla comunità. Rispetto e sensibilità sono quindi i concetti cardini della questione sui parcheggi rosa, ma non tutti sono disposti a dare la precedenza alle donne in stato interessante.

Molto spesso assistiamo a delle scene dove sensibilità e rispetto vengono meno. Come è accaduto ad esempio ad Arona, dove da circa un anno, sono stati assegnati i parcheggi rosa. In una città particolarmente attenta alle esigenze delle categorie più ‘deboli’, il sindaco Alberto Gusmeroli ha pensato di riservare già dall’anno scorso cinque aree rosa dedicate alle donne. La scelta del Sindaco è giustificata dal fatto che il Primo cittadino ha voluto dare l’esempio alla sua comunità di dover rispettare tutte le donne e mamme che ogni giorno devono destreggiarsi col passeggino tra marciapiedi e automobili. Se dovessero anche cercare un parcheggio, si perderebbero nel traffico cittadino.

Come nella maggior parte delle città in cui sono stati introdotti, anche ad Arona i parcheggi rosa hanno suscitato il consenso della maggior parte dei cittadini. Eppure qualcuno ha protestato contro l’iniziativa, accusando l’amministrazione comunale di aver ‘sporcato’ il suolo pubblico con una vernice diversa da quella prevista dal codice della strada.

Il cittadino in questione, un residente del luogo, ha fatto riferimento all’articolo 137 del regolamento di esecuzione del codice della strada, il quale stabilisce i colori dei segnali stradali orizzontali: bianco, azzurro, giallo e giallo alternato con il nero. Il Primo cittadino è stato, pertanto, invitato a multarsi con una sanzione amministrativa.

Questa mancanza di sensibilità verso la categoria delle mamme ha ricevuto lo sdegno dei cittadini e ha indotto ad una amara riflessione. Questo episodio pone in risalto la mancanza di valori di cui la nostra società soffre e ciò dimostra la scarsa considerazione che si ha verso la categoria femminile.

A sostegno del Sindaco è intervenuta l’associazione ‘Guida per Genitori’ che si è resa promotrice di un’iniziativa chiamata ‘Parcheggi rosa alla riscossa’. Si tratta di una campagna di educazione civica che è nata dal desiderio di creare un portale dedicato alle famiglie e di migliorare la vivibilità delle nostre città.

Il successo che ha ottenuto è avvenuto grazie alla partecipazione attiva di mamme, papà, nonni e baby-sitter e, a questo proposito, è stato creato un volantino da scaricare, stampare e lasciare sul parabrezza dell’automobilista indisciplinato che ha occupato ingiustamente il posto riservato alle mamme, nel quale è stata scritta questa frase ‘Sono certa che ha faticato a trovare un posto per la sua auto. Tuttavia le sarei immensamente grata se la prossima volta potesse parcheggiare sugli altri stalli che le sono stati riservati. Confido nel suo senso civico e nella sua cortesia. Una mamma’.

Parcheggi rosa alla riscossa è, dunque, un’iniziativa simbolica, per sensibilizzare l’opinione pubblica e per cercare di rendere partecipe la società verso le problematiche che interessano le fasce più deboli.

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