mercoledì, Luglio 28

Papa Francesco: Marino, Trump e…

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Certo, uno che per mestiere ha a che fare con il cielo, per forza che una volta in aria si esalta. E così Francesco che già a terra non è che si trattenga molto, salito su un aeroplano regolarmente si scatena. Ora, al ritorno dal viaggio in quell’America latina che si trova al centronord del continente, ha nuovamente dispensato le proprie pastorali attenzioni a destra e manca. La scorsa volta era toccato all’ancora (per poco) Sindaco di Roma, Ignazio Marino, che si era voluto a tutti i costi imbucare alla sua presenza millantando rapporti strettissimi. Adesso è toccato al candidato Repubblicano ‘in pectore’ per la Presidenza USA, Donald Trump, che vorrebbe costruire un muro di 2.500 chilometri al confine con il Messico, e rispedire da quelle parti grossomodo 11 milioni di persone. Così, tanto per gradire.

Bergoglio non ha evidentemente gradito molto, tanto più dopo avere toccato con mano le già a lui ben note condizioni messicane. «Una persona che pensa soltanto a fare muri, sia dove sia, e non a fare ponti, non è cristiana. Questo non è nel Vangelo» ha anzitutto detto. La cosa importante, però, è soprattutto un’altra. E’ la parresia, la capacità di parlare apertamente, di dire tutto, che è cifra a lui da sempre abituale, ma via via sempre più radicalmente affermata. E così nello strapaese, nella stracittà, più che altro nello stramondo delle meraviglie (non sempre meravigliose) in cui siamo immersi, ha alzato forte, ed evidentemente in maniera programmata, la propria voce. Dopo una prima risposta pesante dell’interlocutore blondocrinito la polemica sembra poi essersi momentaneamente placata, con Trump pronto a fare un opportuno, ed opportunistico, passo indietro tentando di tenere assieme la rava e la fava (tipica espressione del midwest). «Non mi piace scontrarmi con il Papa» ha detto ad un incontro elettorale della emittente ‘Cnn’. Per poi aggiungere: «Dobbiamo costruire un muro e lo faremo. Abbiamo bisogno di sicurezza. È quello che chiedono i cittadini», però lui (nel senso del Papa) «è un uomo meraviglioso». Fossimo in lui (nel senso di Trump) non staremmo comunque troppo tranquilli, ché caratteristica specifica del pastore argentino è quella di non garbargli molto di essere preso per ‘tonto’.

E quindi attenzione ché se al prossimo viaggio chissà a chi tocca, questa storia di muri e deportazioni Superfrancesco non la lascerà certo decantare troppo a lungo.

 

E, dunque, in questo Febbraio 2016

da Lunedì 15 a Venerdì 19

Lunedì 15

Martedì 16

Mercoledì 17

Giovedì 18

Jorge Mario Bergoglio sull’aereo di ritorno da Cuba e Messico ne ha, con santa e nodosa misericordia, per tutti.

Venerdì 19

Trump abbozza e dice tutto e il suo contrario. Ma non è detto che gli giovi.

 

E poi

Sabato 20 e Domenica 21

Sabato e Domenica, Angelus e dintorni…

 

E la prossima settimana

da Lunedì 22 a Domenica 28

Voti e voto finale, almeno in prima lettura, sulle Unioni Civili in Senato. O almeno così dovrebbe essere, giunti ormai alla quarta settimana. (Abbiamo giusto aggiornato il calendario, poi chissà…).

 

E così sta finendo anche questo Febbraio, che non tornerà mai più. Purtroppo o per fortuna che sia. Vedremo.

 

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