mercoledì, Agosto 4

Pannella, ‘più grande della vita’ ed anche di se stesso field_506ffbaa4a8d4

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Ci sono due immagini che rappresentando ‘fatti’ e non solamente sentimenti sono segno di attuale concretezza e quindi indicazione per l’azione. E che in quanto tali sarebbero molto piaciute a Marco Pannella dopo che ‘Il Diciannove Maggio’ personale (in questo caso duemilasedici) lo ha alla fine portato a spostarsi da questa nostra terrena postazione di presenza e, per quanto lo riguarda, lotta. La prima è quella còlta durante il ‘saluto’ di sabato 21 a Piazza Navona a Roma quando Sergio D’Elia che in quel momento ‘conduceva’ dal palco, dialogando con una persona poggia delle carte sulla cassa in cui ‘sta’ Pannella usandone molto normalmente il piano come supporto per prendere appunti, quasi neanche accorgendosi di quanto sta facendo. Dimostrazione implicita di come Pannella continui ad essere la ‘base’ di una presenza sulla quale fondarsi per operare. Nel piccolo e nel grande. La seconda immagine, fondamentale, è di poco prima. Quando ‘Radio Radicale’ blocca l’immagine che da ore sta trasmettendo con telecamera fissa dal salone di Via di Torre Argentina, sede del Partito Radicale, al cui centro è posta quella stessa cassa con Pannella immobile: è il momento della chiusura definitiva, e pudore impone giustamente di non mostrarlo. Ma osservando quegli ultimi momenti sembra quasi impossibile, no proprio impossibile, che un qualsiasi contenitore possa per l’appunto infine ‘contenere’ Marco Pannella. E la stessa impressione si ripropone in quella piazza da cui tante volte il leader radicale aveva fatto all’amore con la gente provando a sedurla con le proprie parole e spesso e molti effettivamente seducendo, così come il giorno dopo, domenica, al momento della chiusura del piccolo loculo di marmo candido nella sua Teramo.

«Larger than life», «Più grande della vita» definiscono gli ‘americani’ una personalità che trascende la quotidianità ed i suoi limiti, e Pannella era davvero ‘più grande della vita’, e forse soprattutto più grande di se stesso. Ché il vero rimprovero che chi l’ha apprezzato, amato e seguito gli può fare è in fondo solo quello di avere dato sì moltissimo ma in fondo meno, e forse molto meno, rispetto al suo essere, poter essere, dover essere e soprattutto a quanto gli imponeva l’unico vero competitore di Marco Pannella, Marco Pannella medesimo. Come per ciascuno di noi. Esagerato, eccessivo, appariscente come le peculiari cravatte colorate che da qualche anno prediligeva e che ben rappresentavano la sua anticonformistica libertà, può sembrare incredibile che Pannella si sia davvero ‘fermato’. E infatti non è credibile, e ci permettiamo di aggiungere non realistico. Ancor più in sintesi: non è vero. E se uno scoglio non può arginare il mare, si può pensare che un evento ‘incidentale’, per quanto comunemente preventivabile, come l’esaurirsi delle funzioni della nostra macchina fisica possa fermare uno come lui? Ma via…

Adesso che la buriana di commemorazioni fisiologicamente si placa, e se sono state per qualcuno anche il modo per riconciliarsi con la coscienza personale e professionale va bene comunque, è il momento di provare ad immaginare come continuerà la sua avventura terrena. E l’unica risposta è che nessuno può dirlo, come quando nasce una vita, come quando una vita deve perpetuarsi in qualche modo ‘reincarnandosi’ in altre seguendo strade fortunatamente imprevedibili. E per questo Marco Pannella non ha e non può avere eredi che non siano tutti, e volendo ciascuno, quelli che avendolo incontrato, frequentato, seguito (o incontrando, frequentando, seguendo oggi e domani quel tanto che ha seminato) voglia continuare a modo proprio a far crescere quei semi e quelle piante. In primo luogo a partire dalla propria personale libertà ed allegria. Ci vorrà certamente un po’ di tempo, ma il più formidabile patrimonio ‘eccentrico’, personale e politico, della vicenda pubblica italiana ha tutti i presupposti per sviluppare e svilupparsi ancor più e meglio. In ogni caso presto vedremo che ne sarà di Pannella dopo la scomparsa, termine che trattando di lui è assoluto ossimoro cioè accostamento di parole che esprimono concetti opposti. Ché il dopopannella di Pannella è sempre Pannella.

 

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