martedì, Ottobre 26

Pannella. Il Diciannove Maggio field_506ffb1d3dbe2

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Ei fu. Volano nel vento i petali più belli della rosa radicale. Si ferma Roma. Il mondo percosso, attonito, sta muto di fronte all’ultimo ruggito del leone di Teramo. Nato il 2 maggio 1930, Marco Pannella ci ha salutato il diciannove maggio 2016 alle 13:45 dalla clinica romana di Nostra Signora della Mercede, dove era stato ricoverato il pomeriggio precedente per un peggioramento delle sue condizioni di salute. ‘Radio Radicale‘ pervade l’aria con il Requiem di Mozart, il guerriero pacifista è andato altrove a combattere una nuova battaglia. Dopo la laurea in legge, avventurosamente conseguita nel 1955, nello stesso anno partecipa alla nascita del Partito Radicale assieme a Mario Pannunzio, Nicolò Carandini e Leone Cattani. Nel 1963 ne prende in mano le redini, diventandone Segretario  di rientro da Parigi dove viveva come corrispondente  del quotidiano ‘Il Giorno’. Nel 1966 le sue attività segnano più incisivamente il panorama politico italiano con la fondazione della LID,  Lega Italiana Divorzio. Quattro anni di lotte per i diritti civili, culminate con l’approvazione nel 1970 della legge Fortuna-Baslini, che consente alle coppie di poter accedere allo scioglimento del matrimonio.

Pannella si era dimostrato già d’allora personaggio affascinante ed enigmatico, aveva catturato perfino l’attenzione del filosofo Jean-Paul Sartre, che lo descriveva così: «Un Partito Radicale internazionale, che non avesse nulla in comune con i partiti radicali attuali in Francia? E che avesse, ad esempio, una sezione italiana, una sezione francese…? Conosco Marco Pannella, ho visto i radicali italiani e le loro idee, le loro azioni; mi sono piaciuti. Penso che ancora oggi occorrano dei partiti, solo più tardi la politica sarà senza partiti. Certamente dunque sarei amico di un simile organismo internazionale». Nel 1974 il Referendum sul divorzio, voluto dagli integralisti cattolici, sancisce con quasi il 60% dei NO all’abrogazione una svolta sociale. Due anni ancora e Pannella è già punto focale del Parlamento italiano nel quale entra per la prima volta. Nel 1979 è europarlamentare, venendo a contatto con diverse realtà che vanno anche al di là dello stesso continente e lo impegnano sul fronte africano, trovando anche una sponda con il Segretario della Democrazia Cristiana, Flaminio Piccoli. La campagna contro lo Sterminio per fame nel mondo porta nel 1985 all’approvazione di un complesso di iniziative e stanziamenti. Pannella si offre per la gestione diretta, proponendosi come Sottosegretario agli Esteri in supporto all’allora Ministro Giulio Andreotti, ma al suo posto viene incaricato Francesco Forte, del Partito Socialista.

Instancabile, si era dedicato attivamente all’abrogazione della legge n. 194 del 1978 sull’aborto, promuovendo il Referendum  tenutosi nel maggio  1981, che fallisce mantenendo il provvedimento nel suo status precedente. Appoggia e configge più volte con il Partito Socialista, specie sotto la guida di Bettino Craxi: sostiene le richieste d’intervento durante il rapimento del Presidente della Democrazia Cristiana Aldo Moro. Con l’avvento della cosiddetta ‘Seconda Repubblica’, Pannella schiera i radicali a favore della candidatura di Silvio Berlusconi alle elezioni politiche del 1994. Poi, e sino ad oggi, un alternarsi  di posizioni ed alleanze su tutti i fronti, ma sempre a partire dalle proprie idee. Negli anni successivi si moltiplicano a tutti i livelli iniziative politiche, scioperi della fame e proteste ‘ghandiane’ a trecentosessanta gradi, con particolare attenzione ai diritti dei carcerati, combattute anche con il supporto dell’Associazione ‘Nessuno tocchi Caino‘.

Emma Bonino, sua eterna amica e compagna di battaglie, tra affetto profondo ed epocali scazzi, oggi lo ricorda così dai microfoni di Radio Radicale‘: «Mancherà a tutti, penso persino ai suoi avversari. Molto amato ma poco riconosciuto nei suoi meriti in questo paese che tanto gli deve». E prosegue: «Credo che ora molti dovrebbero riflettere, ora che non è più in vita, sui suoi meriti e la sua presenza nella storia di questo Paese». Il Premier, Matteo Renzi, da Bruxelles dichiara: «E’ la scomparsa di un grande leader italiano, che ha segnato la storia del Paese. Vorrei a nome mio personale, del governo e della forza politica che rappresento fare un grande omaggio alla storia di questo combattente e leone della libertà». Il Presidente del Senato, Pietro Grasso: «Marco Pannella ha affrontato la malattia con la stessa fierezza con la quale, per decenni, si è battuto per le cause in cui credeva. Dobbiamo moltissimo a quest’uomo forte e appassionato che, come accade raramente, è stato sempre stimato anche dai suoi avversari. Con lui se ne va un protagonista assoluto della storia repubblicana e delle battaglie per i diritti civili. Addio Marco».

Eterno, irripetibile e libero da ogni condizionamento, si sposta su un altro fronte un uomo che ha rianimato i cuori degli italiani con le sue inimitabili lotte per l’affermazione dei diritti civili. Vogliamo ricordarlo così, con il suo inseparabile sigaro tra le mani, pronto ad impartirci ancora una volta, con quella delicatezza e nobiltà d’animo che lo contraddistinguono, una lezione di democrazia perenne.

 

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