domenica, Luglio 25

Pannella, il cuore oltre l'ostacolo Luci e ombre di un illustre degente che ha scritto la storia d'Italia degli ultimi 40 anni

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Comunque la pensiate su di lui, che condividiate le sue battaglie o che lo consideriate un donchisciotte persino un po’ molesto, Giacinto Pannella, detto Marco, ha scritto la storia d’Italia.

Lo ha fatto a botte di scioperi della fame e della sete – mai a scioperi della fama, dea che lo ha sempre lusingato assai – ed anche a botte vere e proprie, visto che la mischia non gli è mai dispiaciuta.

Leggere che l’altra sera un malore l’ha portato al Policlinico Gemelli, dove ieri notte è stato operato all’aorta femorale, spinge a una riflessione sulla sua lunghissima presenza sulla scena politica nazionale, ove entrò agli inizi degli anni ’70.

Viviamo – è innegabile – in un quadro politico e sociale che reca la sua impronta, quella delle sue battaglie che, di dritto o di rovescio, hanno inciso sull’esistenza e il modus agendi degli italiani (e delle italiane: due fra tutte, la ‘pillola’ e l’aborto) e che ancora producono polemiche e contrapposizioni.

Una vera goduria, per lui, suscitare dibattiti, soprattutto se accesi; soprattutto se tali da evidenziare quanto fosse solo apparente la modernizzazione culturale di un’Italia che sente viva la presenza del Vaticano fra i suoi confini e, dunque, osa meno rispetto ad altri Paesi, anche di tradizione cattolica, come la Spagna – aborto, depenalizzazione delle droghe leggere, pillola anticoncezionale, eutanasia, divorzio, unioni omosex – mentre lui, di queste battaglie, è sempre stato l’alfiere.

Salvo sorprendere tutti – la cosa gli è spesso riuscita, persino con la sopravvivenza a scioperi della fame e della sete che avrebbero stravolto Maciste – invocando Papa Francesco, quasi in un personale expertise, affinché anche il Sommo Pontefice elevi la sua voce a favore dell’amnistia e dell’indulto per il 2014.

Marco Pannella dimostra di sentire il fascino di Papa Bergoglio quale artefice di una Chiesa sobria, a-mondana, universale, aperta. Quasi un parallelismo con l’universalità del transnazionalismo laico dei Radicali.

Sapere che questo uomo dalla tempra d’acciaio si trova in terapia intensiva, per un secondo intervento di ‘riparazione’ dell’aorta (la prima volta si trattò dell’aorta addominale; ora ad essere danneggiata era quella femorale) dà un certo senso di straniamento e persino di smarrimento.

Perché, anche nelle sue incoerenze – ad esempio, i flirt con l’Innominato che proprio non sembravano in linea con la sua storia politica personale; oppure l’appoggio a Storace nelle Regionali del 2013, quelle vinte da Zingaretti, Deo gratias! – nessuno può negare che sia stato uomo generoso, di quelli che, come si suol dire, ha sempre gettato il cuore oltre l’ostacolo. E, ora, l’aorta…

Per noi della generazione post-sessantottina, Marco Pannella rappresenta una presenza politica costante anche nei discorsi dei nostri coetanei che si sono appassionati al ‘bene comune’.

All’epoca avevamo ben altra concezione di quest’espressione e Pannella era una bandiera di tale imprinting generoso e disinteressato. E lo è rimasto ancora: mentre altri, della sua covata – non posso fare a meno di pensare a Daniele Capezzone… ma sono stati tanti altri gli ‘allievi di Marco’ che si sono fatti attrarre dal colore dei soldi o del potere (a meno che i due elementi s’intreccino) – lungo la via si sono allontanati dall’itinerario da lui tracciato.

Francamente, talvolta è parso che pure lui stesso abbia avuto certi zig zag incomprensibili a chi non s’annidasse nella sua mente, ma, tirando le somme, si tratta di elementi marginali rispetto al nucleo centrale della sua azione politica ultraquarantennale.

Suo è stato il merito per un’altra battaglia di civiltà: quella per una donna Presidente della Repubblica, nella persona di Emma Bonino, competente, diretta, decisa. Talvolta anche lei/Castore spericolata, come il suo Marco/Polluce o protesa ad asseverare posizioni scomode.

Non dimentichiamo quella volta in cui ha praticamente fatto vincere la Presidenza della Regione Lazio a Renata Polverini (con tutte gli esiti a cascata di quest’elezione: da Fiorito alle dissipazioni delle prebende della Giunta e del Consiglio), perché le saltò l’uzzolo di fare uno sciopero della fame per non ricordo quale causa benemerita, che, però, produsse un contraccolpo fatale a livello della sua elezione (mancata).

E’ come se – entrambi – non sappiano resistere all’appeal di una battaglia dei valori, con un piglio da muoia Sansone con tutti i Filistei, malgrado, però, questa loro polarizzazione possa portare con sé la conseguenza del naufragio irreparabile di un disegno più grande.

Ora, però, queste recriminazioni sono del tutto peregrine: storia (italiana) fatta, capo ha.

Sono utili soltanto per indicare quanto abbia contato (e conti ancora) l’intervento di Marco Pannella nell’affresco politico italiano; le sue appassionate battaglie, dove spesso ha agito in solitaria, tirando la volata agli altri che gli si sono aggregati soltanto quando si rendevano conto di quanto questi principi fossero graditi agli italiani.

Compresa la candidatura di Ilona Staller, in arte Cicciolina, pornostar catapultata proprio dalla candidatura nella lista Radicale nei velluti rossi di Montecitorio. La volontà discola di épater les bons bourgeois; il desiderio di far discutere hanno sempre animato in maniera irresistibile Marco Pannella; ma ha saputo riscuotere anche l’apprezzamento di coloro che avrebbero dovuto contrastarlo: vabbé che lo riconosce oggi che il Leone azzoppato è legato ai tubicini della terapia intensiva all’ultimo piano del Gemelli, ma il cinico Maurizio Gasparri (per favore, non presentatemelo come una mammoletta, lo ricordo da ragazzino a Vietri sul mare e non è cambiato di un’ette) gli ha reso omaggio: «Auguri a @MarcoPannella avversario su tanti fronti ma militante generoso e infaticabile, #forzamarco».

Ed è quello che gli diciamo anche noi, giurandogli che quest’articolo non è un coccodrillo ante mortem ma un incitamento a tener duro e a tornare ad essere le vieux enfant gaté della politica italiana.

 

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