giovedì, Giugno 24

Panama, le conseguenze dell’ampliamento del canale Intervista ad Alfredo Luis Somoza sulle conseguenze dell’ampliamento del canale di Panama

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A Panama l’industria italiana ha partecipato attivamente ai lavori (ad esempio con le aziende Salini Impegilo e Cimolai), ma una volta ultimata l’espansione, quali potranno essere le conseguenze nei rapporti economici tra il nostro Paese e l’America Latina?

Le imprese italiane hanno vinto le gare per queste opere in base alla loro esperienza e solidità, con pochi aiuti della ‘politica’ e in un contesto dominato dalle imprese statunitense. E’ stato fondamentalmente merito loro, ma difficilmente questo fatto potrà modificare la sostanziale latitanza del “sistema Italia” dall’America latina. Un’eterna occasione mancata alla quale si tentò di porre rimedio soltanto durante la breve esperienza del Governo Prodi bis.

 

Per l’America del Nord il Canale di Panama è una rotta commerciale strategica, il suo allargamento avrà effetti positivi sull’economia statunitense?

Le ricadute più positive si avranno sui Paesi del Pacifico, quali la Corea del Sud e la Cina, che armano le moderne navi che ora potranno circolare dal Canale risparmiando tempo e soldi.

 

Le grandi opere producono spesso conseguenze sull’ambiente circostante, nel caso dell’ampliamento del Canale di Panama quale sarà l’impatto ambientale?

L’impatto ambientale su quel tratto di terraferma si è già avuto all’epoca della distruzione di un’importante fetta di foresta primaria centroamericana per la costruzione del Canale, l’impatto dell’allargamento resterà moderato, anche se non va sottovalutato l’impatto sui Mare dei Caraibi dal passaggio delle nuove mega-navi.

 

Nonostante le attività criminali a Panama siano diminuite dal 2007 ad oggi, la prospettiva dell’aumento del numero di navi che transiteranno dal Canale richiama l’attenzione sul tema della sicurezza della zona, sono stati presi dei provvedimenti a riguardo?

Il canale è stato storicamente uno dei loghi più sorvegliati al mondo, con la presenza fisica in Panama di importanti basi militari statunitensi. Essendo poi un’arteria che interessa tutti gli stati è stata finora risparmiata da eventi che potessero mettere in discussione l’operatività. Non penso si introdurranno nuove misure rispetto a quanto già esistente

 

La Cina, con il benestare del Presidente nicaraguense Daniel Ortega, sta finanziando la costruzione di un canale transoceanico in Nicaragua, quali saranno le conseguenze per Panama se questo progetto andrà a buon fine?

Questo è il vero pericolo per il Canale del Panama. Tra l’altro, il Canale nicaraguense sarà costruito sul tracciato dove originariamente si sarebbe dovuto fare quello di inizi ‘900 poi finito in Panama.  Per la sua costruzione si stanno verificando espropri violenti di comunità rurali e si preventiva un enorme impatto ambientale negativo, soprattutto per il Lago di Nicaragua che diventerà parte centrale del sistema di attraversamento che prevede tratti di canale misto a navigazione lagunare.  La Cina con questa mossa vuole assicurarsi una sua via ‘privata’ nel caso in cui eventuali tensioni con gli Usa possano ostacolare il passaggio delle sue navi da Panama, dove Washington continua a dettare legge. C’è sicuramente anche un discorso di costi, che saranno inferiori rispetto a quelli panamensi, e possiamo scommettere, ulteriormente scontati per le navi battenti bandiera di Pechino.

 

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