lunedì, Novembre 29

Palestina – Israele, la Terza Intifada? field_506ffbaa4a8d4

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Va sottolineato che in questi trent’anni la guerriglia ha più volte mutato volto, anche per la nascita di forme di resistenza alternative ad Hamas. Gli attivisti della fine degli anni Ottanta che affrontavano l’Esercito israeliano con sassi e fionde, all’inizio del Duemila hanno ceduto il testimone ad una nuova generazione di ‘professionisti’ della lotta armata.
Costoro per anni hanno insanguinato le strade di Israele con ordigni sempre più sofisticati. L’anno scorso anch’essi, però, si sono rivelati obsoleti, quando da Gaza Hamas ha ostentato capacità militari di tutto rispetto, con nutriti lanci di razzi nel centro di Israele. E con l’evolversi degli attacchi, anche nuovi ‘termini’ di Hamas hanno preso piede. L’anno scorso si è avuta la ‘Car Intifada‘ (il ricorso ad automobili per travolgere israeliani), mentre ora si parla di unaIntifada dei coltelli, considerato che gli accltellamenti stanno diventando la modalità predominante di questo nuovo, preoccupante ciclo di violenze.

Le cause dell’ultimo ciclo di violenze possono essere identificate nelle recenti misure restrittive adottate dal Governo israeliano nei confronti delle comunità di fede musulmana.
In settembre, in concomitanza con le feste religiose ebraiche, il Governo israeliano ha proibito numerose volte l’accesso a Gerusalemme est e alla Moschea di Al-Aqsa ai musulmani, per consentirlo a gruppi di religiosi-nazionalisti ebrei legati al movimento dei coloni. In aggiunta, ha messo fuori legge i Mourabiteen, i guardiani della moschea, provocando per diverse settimane scontri tra religiosi e la Polizia di confine israeliana.

Gerusalemme est è stata occupata e unilateralmente annessa da Israele nel 1980. I palestinesi ne vorrebbero fare la propria capitale. Il sito religioso -che gli ebrei chiamano Monte del Tempio- è sotto l’autorità giordana, che dal 1967 ne preserva lo status quo. A causa delle tensioni sulla Spianata, le relazioni tra Amman e Tel Aviv sono ai minimi storici.
La deliberata escalation provocata da Israele ha fatto salire la tensione oltre la linea di sopportazione, dando luogo ad una reazione di massa spontanea, amplificata dal fatto che la gente, soprattutto i più giovani, non intravedono nessun orizzonte futuro.

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