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Palestina – Israele, la Terza Intifada? field_506ffbaa4a8d4

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L’interludio del processo di pace israelo-palestinese (1993-2000) si interrompe nel 2000 con il fallimento del vertice di Camp David fra Bill Clinton, Ehud Barak e Yasser Arafat. La Seconda Intifada esploderà di lì a poco. Il suo inizio è databile al 28 settembre 2000 quando, l’allora capo dell’opposizione israeliana Ariel Sharon, entra nel complesso della Spianata delle moschee di Gerusalemme dove sorgono le due antiche moschee (al-Aqsa e la Cupola della Roccia). Israele ritiene che l’insurrezione fosse stata preparata fin dall’estate. Sulla scena fanno ingresso le bombe umane e in Israele iniziano anni di piombo: nel peggiore, il 2002, si contano 452 morti. Israele inizia allora ad erigere una lunga barriera protettiva. Intanto l’Esercito reagisce con irruenza. Nell’operazione repressiva Muraglia di Difesa, in Cisgiordania si avranno 500 morti.

La durata effettiva della sommossa è tuttora oggetto di discussione: si sottolinea una distensione nei rapporti fra Israele e ANP nel 2004, fino a quando la morte di  YasserArafat e la caduta in coma del coriaceo Ariel Sharon non hanno rivoluzionato lo scenario. Il laburista Ehud Barak viene spazzato dalla scena politica per far posto a Sharon (Likud) che rinchiude leader palestinese nella Muqata di Ramallah, quasi fino alla morte (Parigi, 2004). Il successore di Arafat, Abu Mazen, è critico della rivolta armata: ne condivide i fini politici (la fine dell’occupazione israeliana), ma ritiene che il prezzo pagato sia eccessivo. Nel 2005 lo stesso Sharon si arrende alla rivolta palestinese quando ordina il ritiro da Gaza di ottomila coloni. E l’anno successivo, quando i palestinesi vanno alle urne, premiano Hamas, che in seguito assumerà il controllo di Gaza con un putsch militare anti-Anp. Una vittoria che apre un conflitto interno irrisolto con i moderati di Fatah, mentre i rapporti fra il nuovo governo israeliano e l’ANP tornano a farsi tesi. Ad ogni modo, la fine della Seconda Intifada è stimabile nel 2005. Alcune stime fissano genericamente in 4.000 i morti palestinesi e in 1.200 quelli israeliani.

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