lunedì, Novembre 29

Palestina – Israele, la Terza Intifada? field_506ffbaa4a8d4

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Quella dei rapporti tra Israele e Palestina è una storia di conflitti -a volte solo annunciati, altre tragicamente combattuti, come lo scorso anno–  in corso ormai da troppo tempo, tanto che si fatica a risalire alla prima origine degli scontri.

Convenzionalmente, ne datiamo l’esordio al principio del Novecento, individuandone le cause nell’estensione e il controllo dei confini, i rapporti tra religione e politica, le ingerenze occidentali nell’autodeterminazione di popoli che detengono risorse materiali irrinunciabili -come il petrolio, ma non solo- per il benessere dei cosiddetti Paesi ‘sviluppati’.

Limitatamente alle intifade, tra periodi di massimo sforzo nazionale e pause di riorganizzazione, la sollevazione palestinese che in questi giorni torna a mettere a dura prova l’equilibrio della società israeliana è iniziata quasi 30 anni fa.

La Prima Intifada prende le mosse il 9 dicembre 1987, nell’ambito della quale sono stati eseguiti diversi atti spontanei di protesta contro le Forze dell’Ordine Israeliane. La scintilla è nel campo profughi di Jabalya (Gaza) al termine dei funerali di quattro manovali travolti (accidentalmente, secondo Israele) da un camion mentre viaggiavano su due taxi collettivi. Ma la collera dilaga e in poche ore la sollevazione contagia l’intera Striscia e la Cisgiordania. Tutti sono colti di sorpresa: dai vertici dell’Olp, a Tunisi, fino al Premier israeliano Yitzhak Shamir e al Ministro della Difesa Yitzhak Rabin. I Fratelli musulmani reagiscono, invece, fulmineamente dando vita a un nuovo movimento politico: Hamas.

‘Intifada’ diventa la parola d’ordine con cui i palestinesi annunciano al mondo di essere determinati a liberarsi dall’occupazione israeliana. Psicologicamente, è il momento preciso in cui mostrano di non aver più complessi di inferiorità -diversamente dai regimi arabi di quel tempo- di fronte alla macchina bellica israeliana. Secondo lo sceicco Ahmed Yassin (il fondatore di Hamas, ucciso da Israele) l’intifada del 1987 concluse un ciclo storico di 40 anni di inferiorità e di umiliazione palestinese (iniziato nel 1948, con la nascita di Israele) e diede avvio a un ciclo opposto di altri 40 anni: che nelle sue previsioni dovrebbe portare fra una decina di anni alla sconfitta definitiva di Israele.

La Prima Intifada dura quasi sei anni: fino agli accordi di riconoscimento Israele-Olp (accordi di Oslo 1993). Durante la rivolta a Gaza e in Cisgiordania si forma una nuova leadership nazionalistica (nell’Olp emerge il carismatico Faisal Husseini), mentre declina la influenza di Giordania ed Egitto. Gli eventi si estendono ad una vera e propria rivolta popolare, includendo civili di ambedue le parti, per perdere poi intensità nel corso degli anni a seguire. Alla fine il prezzo di sangue è pesante: si conteranno in totale 2.322 morti, di cui 160 israeliani (100 civili, di cui 5 bambini), 2.162 palestinesi. Di questi, oltre mille sono stati uccisi da soldati israeliani e quasi altrettanti sono caduti per mano di altri palestinesi.

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