sabato, Maggio 15

Palazzo Strozzi: da Pontormo a Picasso true

0

picasso

Da Pontormo e Rosso a Picasso il passo è breve. Dai “gemelli diversi” , Maestri della “maniera moderna” del Rinascimento, al grande protagonista dell’arte contemporanea, ci separa giusto quanto resta di questa breve e strana estate che, climatologicamente parlando ci riesce difficile definire “ bella”. Bella, affascinante intrigante e istruttiva è stata invece la Mostra su “Pontormo e Rosso” che ha chiuso in questi giorni i battenti con un bilancio che a Palazzo Strozzi a Firenze considerano straordinario: 150 mila visitatori, dei quali 24 mila rappresentati da visitatori facenti parte di gruppi scolastici, oltre 10 mila invece le persone che hanno preso parte alle visite guidate. “Quando volge al termine un’impresa che abbia richiesto un impegno ragguardevole e per la quale sia stata investita passione senza risparmio, il cuore è preso dalla malinconia”: questo il commento di Antonio Natali, Direttore degli Uffizi, la cui Galleria ha dato un rilevante contributo alla riuscita della Mostra, attraverso il prestito di molti dei capolavori esposti. Ascoltiamo ancora le sue parole: “tanto è felice la stagione dell’allestimento, tanto è triste il tempo dello smontaggio. Rimane la soddisfazione di aver portato a Firenze, per i nativi e per i suoi ospiti, tante opere d’altissima poesia e d’aver proposto il riscontro dei percorsi espressivi di due artefici tra i più grandi d’ogni tempo, riuscendo ( ce n’è pervenuta nozione, sicura e gratificante) a farli oggetto dello stesso amore che ha animato le indagini preliminari”. Alle commosse parole del Direttore degli Uffizi, fanno riscontro quelle del Presidente della Fondazione Palazzo Strozzi Lorenzo Bini Smaghi. Questa Mostra rappresenta il culmine dell’attività di Palazzo Strozzi da oltre 8 anni, sia per quel che riguarda il numero dei visitatori sia per il riscontro della critica, e conferma il successo di una istituzione culturale che in pochi anni si è affermata sullo scenario internazionale, grazie al sostegno della città. Quando a Firenze si vuole fare qualcosa di importante e si ha il coraggio di fare delle scelte di qualità, ci si può e si è competitivi.

Calato il sipario su questo grande evento culturale ora si guarda, non senza qualche preoccupazione, alle prossime manifestazioni espositive che si proiettano nel 2015 e 2016. La prima è dedicata a Picasso e la modernità spagnola. Apertura il 20 settembre. Si tratta di una rassegna di opere del grande Maestro provenienti dalla collezione del Museo Nacional Centro de Arte Reina Sofia. A tal proposito è stata fatta un’ampia selezione che consentirà di riflettere sull’influenza che Pablo Picasso ha esercitato su tutta l’arte del XX secolo mettendolo a confronto con altri importanti artisti spagnoli quali Joan Mirò, Salvator Dalì, Juan Gris, Maria Blanchard, Julio Gonzales. La Mostra ripercorre un periodo cronologico compreso tra il 1910 e il 1963. E’ organizzata in 9 sezioni e accoglie nel complesso 90 opere, di cui la metà dello stesso Picasso: dipinti, incisioni, disegni, sculture e una ripresa cinematografica che darà il senso di un’epoca artisticamente rivoluzionaria.

Tra le opere di Picasso sono presenti celebri capolavori come Testa di donna (1910), Ritratto di Dora Maar (1939), il pittore e la modella (1963), di Jean Mirò potremo ammirare Siurana, il sentiero (1917), Figura e uccello nella notte (1945), l’Arlecchino ( 1927) di Dalì. Ma l’attrazione maggiore è data dallo straordinario nucleo di disegni preparatori del celebre capolavoro Guernica (1937), mai esposti in numero così elevato fuori dalla Spagna e che testimoniano il lavoro giorno per giorno e l’ispirazione di Picasso. Sarà questo il punto culminante del percorso espositivo la cui sezione si intitolerà: Verso Guernica. Il Mostro e la Tragedia. La Mostra su Picasso resterà aperta fino al 25 gennaio, poi a marzo, sempre a Palazzo Strozzi, si aprirà una rassegna sui Bronzi monumentali del mondo ellenistico, in collaborazione con vari musei. Infine, a settembre dell’anno prossimo, il terzo ed ultimo evento tra i più attesi. Titolo: Bellezza divina. Arte sacra da Gauguin a Fontana. Ci sarà ovviamente tempo e modo di riparlarne: basti dire che è pensata in occasione del Convegno Ecclesiale Nazionale che si terrà a Firenze in novembre, al quale interverrà papa Bergoglio.

Dunque, carne al fuoco ce n’è abbastanza e di qualità ma i problemi aumentano e costringono gli organizzatori a programmare a medio termine, due tre anni che sono il minimo per allestire qualcosa d’importante. La preoccupazione più grande è di natura economica: i tagli alla spesa pubblica hanno ridotto i contributi pubblici: e senza di essi, poiché non esistono agevolazioni fiscali per i contributi privati, nessuna istituzione culturale è in grado di svolgere le sue funzioni. Quest’anno, ricordava Bini Smaghi, si è ridotto da 600 a 400 mila euro il contributo della Camera di Commercio e quello della Provincia ( ente ormai azzerato nelle sue funzioni) di fatto non esiste più: dunque, il 2013 si è chiuso con una diminuzione in bilancio di 1, 1 milioni di euro che ha comportato un’erosione di 750 mila euro del patrimonio della Fondazione. Quando facciamo i conti, dobbiamo pensare all’equilibrio di un’istituzione il cui Modello in Italia è raro se non unico: il bilancio è per un terzo pubblico, per un terzo privato e per un terzo basato sui ricavi. Purtroppo la quota pubblica è scesa lo scorso anno sotto il 25% ( passando dai 39 milioni di euro del 2013 ai 24 dell’anno prossimo).

Per far quadrare i conti nel 2014 è stato necessario trovare nuove fonti di origine pubblica grazie al sostegno della Regione e continuare sulla strada della riduzione dei costi e dell’aumento dei finanziamenti privati, che in una situazione di generali difficoltà economiche è compito arduo. Bini Smaghi difende con forza il modello di Palazzo Strozzi che non deve essere alterato, tanto più che l’apporto all’economia cittadina indotto dalle Mostre di Palazzo Strozzi che hanno visto un aumento di visitatori del 17 per cento, è rilevante. Uno studio del Boston Consulting Group sull’impatto economico delle attività della Fondazione sul territorio fiorentino dimostra che nel 2013 l’impatto dei visitatori venuti esclusivamente per vedere una Mostra o partecipare ad un evento a Palazzo Strozzi è stato pari a 29 milioni di euro grazie ad un maggior numero di turisti esclusivi. Un apporto, dunque, superiore di circa 14 volte il contributo pubblico alla Fondazione. Quest’anno dovrebbe essere superiore. Di questo stato di cose ne ha fatto le spese il Centro di Cultura Contemporanea la Strozzina, che pure aveva registrato lo scorso anno un flusso di 52 mila visitatori con un aumento del 40% rispetto al passato. La mostra Senza coraggio non c’è sfida, dedicata al panorama spagnolo emergente, già programmata , è stata cancellata e la direttrice Franziska Nori assumerà le redini del Frankfurter Kunstverein. Sul futuro della Strozzina, quale centro espositivo underground, è apparso assai preoccupato il Direttore della Fondazione, Bradburne. Ma secondo Bini Smaghi la Fondazione e Firenze sapranno affrontare con coraggio le sfide continue che una situazione in movimento come quella che riguarda anche le attività culturali, pone al Paese.

Quali potranno essere le ricadute su enti come la Fondazione con il piano di riorganizzazione dei Beni Culturali presentato del Ministro Franceschini? Il progetto riguarda il settore pubblico, con il quale abbiamo stabilito – afferma il Presidente – un rapporto di grande collaborazione che intendiamo mantenere e rafforzare. Il mondo cambia, bisogna adeguarsi, non credo vi saranno cambiamenti. In effetti, con gli Uffizi e il Polo Museale la collaborazione è stata fino ad oggi proficua e con il Sindaco Nardella la Fondazione sta tentando nuove sinergie. Certo è che sul versante pubblico il piano di riassetto presentato nelle sue linee generali da Franceschini ha suscitato perplessità e irritazione. Di questo stato d’animo si è resa interprete la Direttrice del Museo di San Marco, che custodisce i capolavori del Beato Angelico, Magnolia Scudieri che ha manifestato in una lettera le sue vive preoccupazioni al Ministro, invitandolo a “non separare” Uffizi, Accademia e Bargello dalla gestione integrata con gli altri musei, che non sono luoghi ingessati dediti solo a custodire gelosamente i capolavori che conservano, ma rami di uno stesso albero. Insomma, una gestione separata di alcuni “mostri sacri” oltre a rappresentare una violenza storica, non garantirebbe la sopravvivenza delle realtà museali “minori”. Nella sua replica il ministro sembra respingere l’idea di voler smantellare il Polo museale. Il dibattito è appena iniziato.

 

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Condividi.

Sull'autore

End Comment -->