giovedì, Maggio 6

Padoan, progetti per 5 miliardi 40

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Pier Carlo Padoan

Progetti per 5 miliardi, lo ha annunciato il Ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan nel corso della 14esima conferenza del Femip a Napoli. «E’ stata attivata in sede Ecofin una task force composta da Commissione europea, Bei e Stati membri, per identificare progetti pubblici e privati per i prossimi 3 anni. I progetti, più di mille in cinque settori (ricerca, innovazione, economia digitale, energia, trasporti, politiche per le Pmi) dovranno essere presentati entro il 14 novembre, e avranno un valore superiore ai 5 miliardi», ha detto il Ministro.
«Ogni Stato membro», prosegue Padoan, «attiverà una propria task force, che in Italia sarà coordinata da Ministero dell’Economia e da Cassa Depositi e Prestiti, con il compito di identificare i progetti da presentare. Questa iniziativa  ha come obiettivo quello di dare una svolta all’economia italiana ed europea. I progetti devono essere grandi progetti: banda larga, anche al Sud, messa in sicurezza della rete stradale, alta velocità Napoli-Bari, sostegno alle Pmi. A livello europeo  è importante mettere al centro crescita, lavoro, completamento dell’unione bancaria».

 Il Ministro dell’Economia si dice poi fiducioso sulle soluzioni del mercato per le carenze delle banche «Siamo fiduciosi che ci saranno soluzioni di mercato per colmare il fabbisogno di liquidità delle due banche italiane bocciate dagli stress test Bce,  il risultato dell’esercizio è frutto di stress test da scenario estremo e ricordando che le banche italiane che allo stato hanno necessità di adeguarsi sono 2 e non 9, le altre infatti-ha sottolineato -Padoan- hanno già grandemente aumentato il capitale e sono nella zona di assoluta sicurezza».

Si è svolta oggi a Roma la Conferenza delle Regioni per analizzare i tagli previsti nella legge di stabilità. «Contiamo molto sulla ragionevolezza delle proposte che noi facciamo e quindi del prendere atto che alcune cose sono incontrovertibili e che non si posso comprimere fino oltre un certo livello», ha detto il Presidente della regione Valle d’Aosta, Augusto Rollandin. «Abbiamo esaminato punto per punto non solo il problema della sanità ma anche della riduzioni del trasporto pubblico nazionale, con eventuali proposte in linea con quello che è stato detto durante l’incontro, alcune proposte vanno nella logica di rendere compatibile con quelli che sono i tagli con la volontà di mantenere quello spirito di ripresa che deve essere anche capito da parte del governo».

Per Massimo Garavaglia– coordinatore degli Assessori regionali al Bilancio e Assessore in Lombardia: «Con l’applicazione dei costi standard a tutti i livelli della pubblica amministrazione avremmo risparmi enormi, dai 20 ai 30 miliardi di euro, la difficolta’ di applicare i costi standard è politica perché significa riduzione di clientele e di posti di lavoro».

«Una riforma del sistema pensionistico è necessaria. È un obiettivo che condividiamo».Queste le parole  del Commissario straordinario dell’Inps, Tiziano Treu, in audizione in Commissione per il controllo sulle attività degli enti previdenziali, sulla funzionalità del sistema previdenziale pubblico e privato. E per quanto riguarda il Tfr in busta paga per Tiziano Treu  «risponde a un bisogno immediato, perché servono dei soldi subito. La soluzione che è stata presa è frutto di una soluzione temporanea. È il minor male, mi auguro però che non sia definitiva».

Il 28,4% della popolazione italiana è a rischio di povertà o esclusione sociale. Lo scrive l’Istat nel report sui redditi del 2013.
Il rischio di povertà o esclusione sociale mostra la diminuzione più accentuata al Centro e al Nord (-7,7% e -5,9% rispettivamente), mentre nel Mezzogiorno, dove si registra una diminuzione del 3,7%, il valore si attesta al 46,2% (più che doppio rispetto al resto del Paese).
Oltre che nel Sud e nelle Isole, valori elevati dell’indicatore si osservano tra le famiglie numerose (39,8%), con un solo percettore (46,1%), con fonte di reddito principale proveniente da pensione o altri trasferimenti (34,9%) e tra quelle con altri redditi non provenienti da attività lavorativa (56,5%); è inoltre più elevato tra le famiglie con reddito principale da lavoro autonomo (30,3%) rispetto a quelle con reddito da lavoro dipendente (22,3%).

Rispetto al 2012, il rischio di povertà o esclusione sociale diminuisce tra gli anziani soli (dal 38,0% al 32,2%), i monogenitori (dal 41,7% al 38,3%), le coppie con un figlio (dal 24,3% al 21,7%), tra le famiglie con un minore (dal 29,1% al 26,8%) o con un anziano (dal 32.3% al 28,9%). Tra le famiglie con tre o più figli si osserva, invece, un peggioramento: dal 39,8% si sale al 43,7%, a seguito dell’aumento del rischio di povertà (dal 32,2% al 35,1%)

Duro il commento del Codacons «Per anni i politici italiani e i governi che si sono succeduti hanno abbandonato al loro destino le regioni del Sud Italia, e il risultato è un livello di povertà insostenibile per un Paese civile», afferma in una nota il Presidente Carlo Rienzi. «Praticamente nel Mezzogiorno un cittadino su 2 è a rischio povertà, ma sono anche gli altri indicatori economici a destare forte preoccupazione: basti pensare che nel Sud il Pil è calato nel 2013 del -4%, il doppio rispetto alla media nazionale, e che nelle regioni del Mezzogiorno il reddito medio annuo è inferiore di oltre il 28% rispetto a quello del resto d’Italia».
«Senza un cambio di rotta il Paese non riparte Il Governo deve attuare una seria politica di rilancio del Sud Italia, fatto di investimenti e di legalità, perché salvare le regioni più povere equivale a salvare l’intero Paese».

Surplus di 32,6 Mld di euro, l’1% del Pil europeo, questi i dati  del secondo trimestre diffusi oggi da Eurostat sulla bilancia commerciale dell’Ue.
In Testa la Germania (+46,3 mld), poi Olanda (+15,6 mld) e Italia (+6,1 mld). I deficit più significativi in Gran Bretagna (-25,5 mld), Francia (-11,4 mld) e Finlandia (-1,4mld).

Sempre oggi la Bce ha annunciato l’avvio dell’acquisto degli Abs (prestiti cartolarizzati delle banche) a novembre. La Bce ha scelto Deutsche Bank, Ing, State Street e Amundi per aiutarla nell’operazione. 

La Borsa di Milano ha chiuso la seduta con i principali indici poco mossi: Ftse Mib +0,19%, Ftse All +0,10%

 

 

 

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