lunedì, Aprile 19

Outing

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E’ bastato che un titolo di giornale ieri mattina lasciasse intendere che Landini sta lì lì per fare il grande passo, cioè mettersi personalmente a disposizione per radunare l’opposizione sociale e politica al Governo di Renzi (e Marchionne), ed è scoppiato il finimondo!

Camusso l’ha poco meno che scomunicato (ma la CGIL non aveva tagliato finalmente il cordone ombelicale dal PD?), Civati si è sfilato subito subito (lui vuole “una sinistra che unisca, non che divida”: praticamente una corda legata alle caviglie dei lavoratori con un’incudine attaccata fino al fondo nero del neoliberismo), e anche SEL è stata percorsa da un tale brivido di terrore (Landini apertamente in campo, Vendola lo sa, non permetterebbe più a nessuno il giochino del colpo al cerchio e quello alla botte) che non si rintraccia una dichiarazione sellina da nessuna parte  come peraltro hanno taciuto paralizzati i Rodotà, le Spinelli e tutti gli invitati alla mensa della sinistra radicale eternamente in costruzione (ed eternamente inconclusa, manco fosse la Salerno – Reggio Calabria).

Tanto che a sera, giustamente, Landini ha detto chiaro e tondo che Travaglio aveva capito male, che lui resta a fare opposizione a Renzi e Marchionne dal teatro di guerra della FIOM, e che unire antagonismi sociali e politici contro il neoliberismo diabolico del Jobs Act e derivati (prima che lo facciano l’estrema destra e i populismi vari) è senz’altro una necessità ma non è necessariamente il suo proprio mestiere.
E ti credo, visto il ‘fuoco amico’ che si era già messo all’opera!

Però a noi compagni di buona volontà e retto pensiero, una mezza giornata di speranza ce l’hai regalata, Maurizio caro davvero, con quel tuo outing sperimentale.
Grazie! Con questi chiari di luna mica è poco.
Oggi è un altro lunedì d’Europa ai tempi del colera del capitalismo.

 

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