domenica, Giugno 20

Otto Settembre. Tutti a casa field_506ffbaa4a8d4

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Otto Settembre 2015. Tutti a casa come l’’Otto Settembre’ 1943? Sono passati settantadue anni da quel momento fondativo dell’identità nazionale. Con il Re (meglio, ‘il re’) in fuga con Pietro Badoglio e gli altri verso lidi sicuri, i soldati ed il Paese tutto allo sbando. “Momento fondativo”, ché quell’evento con cui non si sono mai fatti veramente i conti sino in fondo, nonostante tutto quello che si è detto, scritto, rappresentato, rappresenta e forma una parte, non secondaria, del carattere degli italiani. La voglia di fuga, di arrendersi dinnanzi alle difficoltà, Soprattutto di scaricare comunque la responsabilità sugli altri. Ed i sintomi li ritroviamo in pieno in questi giorni tra i nostri leader politici, con rare eccezioni. Epigoni di Vittorio Emanuele III ed i suoi.
Torna perciò di assoluta attualità ‘La Badoglieide’, riproposta a suo tempo da Virgilio Savona e Giorgio Gaber. Che sarebbe assai divertente, non fosse, allora ed ora, tragica. “In una brevissima pausa del grosso rastrellamento dell’Aprile 1944, nella notte tra il 25 e il 26, in una baita d’una località vicino a Narbona, tra le valli Grana e Maira, otto o nove partigiani della quarta banda Giustizia e Libertà (II settore), parlano, accennano ad un motivo, cantano. Sono Ivanoe Bellino, Alberto e Livio Bianco, Nino Monaco, Nuto Revelli ed altri. Sul motivo molto orecchiabile della canzone E non vedi che sono toscano, nasce la prima strofa, poi, in collaborazione collettiva, le altre e tutta la canzone”. Questa la ricosatruzione dell’origine da parte dello stesso Revelli.

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