giovedì, Agosto 5

Otto marzo col resuscitato

0

Ma a chi è venuto in mente di decretare lo sconto di pena a Berlusconi che scade giusto l’8 marzo?

Pare calcolato apposta, per rimarcare che lui torna libero, armato (di soldi… d’altro…boccaccia mia…) e pericoloso, con le sue cene eleganti in canna e la folkloristica fidanzata, centaura convinta, non si sa se ancora incombente o no.

Liberatosi della pena (e aridalli!), credo che costei abbia perso la sua funzione di dimostrazione catartica e dunque, dopo la botta di vita di un lusso esagerato, sarà messa in naftalina e ritornerà alla sua realtà… a meno che non ce la ritroviamo candidata che so, alle prossime regionali campane.

Lui, invece, ha tutte le opportunità di riprendere il train de vie che lo faceva abbioccare alle parate militari o ai convegni barbosi, mentre il suo vicino di poltrona, Giorgio Napolitano, più anziano di una decina d’anni, stava sveglio e vispo come un grillo.

Saranno in fila come ad uno sportello postale il primo giorno di pagamento delle pensioni le sue personal trainer (o meglio, le coach di una certa parte di lui e non certo il cervello, anche se molte di noi donne equilibrate abbiamo notato in quasi tutti gli uomini una strana discesa del cervello in sedi posizionate a metà corpo) che festeggeranno il ritorno del guerriero dalla sua avventura a Cesano Boscone… fra vecchietti coetanei e da rinvigorire. In quel cimento ha davvero realizzato l’obiettivo del suo affidamento in prova ai servizi sociali, non facendo loro mancare parole di incoraggiamento e di conforto: un vero mito, la dimostrazione vivente che non c’è tramonto alla vigoria sessuale… meno male che le vecchiette ospiti godono della moratoria post menopausa, altrimenti il passaggio di Mr B. sarebbe stato salutato con un successivo baby boom, meglio del famoso black out del 1965.

Perché quello durò qualche giorno (e si dice che, in tale occasione furono anche avvistati sei UFO), mentre la sua presenza alla ‘Sacra Famiglia’ è stata ben più lunga… e, nel caso, era lui l’UFO rispetto alla realtà quotidiana di un gruppo di anziani: lui con la sua vita esagerata, senza sacrifici economici, completamente avulso dalla realtà di un normale cittadino.

E invece, con lo sconto di 45 giorni, per un’ipotetica buona condotta, e che cadrà giusto l’8 marzo, la mimosa sarà sostituita da questo evento epocale della liberazione anticipata di costui che -notizie processuali recenti-  se ne portava insieme quattro ragazzuole a letto, perché, poverine, le ospitava giacché s’era fatto tardi… Non lesinava ‘dolcissime carezze’ e subiva, da parte di una Erinni come quella tal Sabina Began, scenate da angiporto, condite da insulti contro le concorrenti alle sue attenzioni.

Non venitemi a dire che sono questioni strettamente private. I ruoli istituzionali ablano completamente ogni diritto alla privacy, visto che si assume un ruolo simbolico che ha di per sé una sua sacralità anche se lo ricopre l’orso Yoghi.

E’ questo l’effetto deleterio che l’avvento di questi personaggi dalla morale disinvolta ha recato, ossia la morte delle Istituzioni, a cui il cittadino deve rispetto e non una sospirosa strizzata d’occhio, perché anche a lui piacerebbe starsene a letto con quattro cavallone.

Il simbolico, in questo caso, è da film hard, non da Padre della Patria, a meno che, con tale espressione, non si voglia indicare un soggetto addetto alla ripopolazione della Nazione, oberata dalla crescita zero.

Perché io, cittadino messo ai piedi di Pilato da una crisi che va avanti da anni, devo portare rispetto e avere un sentimento di reverenza per un individuo che antepone le sue compulsioni sessuali persino agli impegni politici nella sua veste istituzionale? Per uno che, secondo i miei principi etici, sente di dover disprezzare e non rispettare?

Ed ora lui torna sulla scena giusto il giorno della Festa della Donna: ovvero di quel femminile che, con i suoi comportamenti da ‘consumatore finale’ -l’espressione viene dal suo avvocato-fiancheggiatore, Niccolò Ghedini e illustra sufficientemente la concezione che il personaggio ha delle donne…-, ha calpestato e offeso.

Fra le sue ‘imprese’, possiamo annoverare una scuderia di donne sistemate in appartamenti in via dell’Olgettina, a disposizione degli uzzoli che saltavano alla fantasia malata del loro pascià; una serie di donne spudorate e senza scrupoli messe a carico degli italiani (alcune, ancora oggi), invadendo la scena politica con la loro sguaiata presenza e oscurando le donne di valore, che quotidianamente, nel silenzio della loro missione di lavoratrici, madri, impegnate per il vero bene comune, traggono giusto il minimo vitale (e forse neanche quello).

La Festa della Donna è loro e, invece, persino sui media, quest’anno sarà oscurata con la notizia di taleliberazioneche porterà l’attenzione generale a concentrarsi su un personaggio che l’Italia dovrebbe lasciarsi alle spalle, piuttosto che continuare ancora a tenersi fra coloro che decidono il suo destino.

Un effetto collaterale che mi provoca un grande dolore ed un senso di sorellanza ancora più forte con le donne che giorno dopo giorno sputano sangue per sopravvivere, guadagnandosi il pane con un impegno ‘vero’… senza cene eleganti (che, magari, senza ‘eleganza’ devono cucinare per sé e tutta la famiglia, dopo una giornata di dura ‘fatica’).

Ecco, sono piombata nella tristezza… Scusatemi… ma credo di farmi ambasciatrice del pensiero delle molte donne che la pensano come me!
Persino di quelle donne saudite il cui destino, secondo notizie che ci arrivano di laggiù, continua ad essere dibattuto in una mitica conferenza sui diritti della donna, i cui partecipanti erano rigorosamente tutti uomini. Lo dimostra la foto contenuta in quest’articolo, che ho trovato in francese. Paradossale!

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Condividi.

Sull'autore

End Comment -->