martedì, novembre 13

Orban all’attacco: ‘Questo Parlamento Ue ha i giorni contati’ Migranti, calano gli arrivi in Italia. Lite tra Salvini e Jean Asselborn

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«I giorni di questo Parlamento e della Commissione sono ormai contati. Spero che nel Parlamento eletto in futuro non ci sia una maggioranza pro-migranti». Parola di Viktor Orban, che confida in una vittoria elettorale della destra populista alle prossime elezioni europee nel maggio 2019. Le sue parole arrivano dopo il voto all’Eurocamera che ha sancito l’apertura di un procedimento verso l’Ungheria per violazione dello stato di diritto.

Parlando di migranti, l’Alto commissario dell’Onu per i rifugiati Filippo Grandi ha affermato: «Ho rivolto un’esortazione a tutti perché il linguaggio della politica non crei spazi per atteggiamenti a sfondo razzista. Io non accuso nessuno ma il linguaggio della politica è diventato molto aggressivo, non solo in Italia, e può dare spazio a tendenze latenti nella società, a trasferire tensioni sui migranti e sui rifugiati».

Italia che intanto vede calare gli arrivi nel Paese. Ad agosto sono stati in tutto 12.500 i migranti arrivati nell’Ue, un numero in linea con lo stesso periodo del 2017. E il nostro Paese registra un calo del 62% rispetto ad agosto 2017, con 1500 migranti arrivati sulla rotta del Mediterraneo centrale. Primo Paese la Spagna con 6500 persone arrivate. In generale, da inizio anno a oggi, è la Grecia la seconda meta preferita. E proprio con Atene la Commissione europea sta pianificando di trasferire migliaia di migranti dai centri nelle isole greche, per alleviare la situazione di forte sovraffollamento, e fare spazio nel caso in cui ci fosse un flusso di profughi per l’assalto ad Idlib, in Siria.

Nel frattempo lite tra il ministro dell’Interno Matteo Salvini e il responsabile degli Esteri e degli Affari europei Jean Asselborn (ministro del Lussemburgo) nel corso della conferenza a Vienna sulle migrazioni dove partecipano i ministri degli Interni Ue e di alcuni Paesi del Nordafrica. Il lussemburghese ha ribadito la necessità dell’immigrazione per contrastare l’invecchiamento della popolazione europea. E Salvini ha replicato: «Sentivo qualche collega prima di me dire che abbiamo bisogno di immigrazione perché la popolazione europea invecchia, io ho una prospettiva completamente diversa. Io penso di essere al governo e di essere pagato dai miei cittadini per vedere i giovani tornare a fare quei figli che facevano qualche anno fa, e non per espiantare il meglio dei giovani africani e rimpiazzare europei che per motivi economici non fanno più figli. Sono due visioni completamente diverse. Magari in Lussemburgo hanno questa esigenza, in Italia abbiamo l’esigenza di fare figli non di avere nuovi schiavi per soppiantare i figli che non facciamo più». Asselborn ha cercato di interrompere il ministro italiano, che poi ha ribadito: «Rispondo pacatamente al suo punto di vista che non è il mio. Io non l’ho interrotta, mi lasci finire». Ma il lussemburghese ha poi concluso dicendo: «In Lussemburgo, caro signore, avevamo migliaia di italiani che sono venuti a lavorare da noi, dei migranti, affinché voi in Italia poteste avere i soldi per i vostri figli. Merde, alors».

Il 18 settembre a Mosca avrà luogo l’incontro fra il presidente russo Vladimir Putin e il primo ministro ungherese, in visita di lavoro in Russia. In primo piano ci sarà lo sviluppo della cooperazione russo-ungherese nonché questioni internazionali attuali. Intanto la Russia ha annunciato che non intraprenderà nessuna misura nei confronti di Alexander Petrov e Ruslan Boshirov, i due cittadini russi accusati da Londra di aver avvelenato gli Skripal poiché «non hanno violato alcuna legge in territorio russo e non abbiamo informazioni ufficiali sul fatto che lo abbiano fatto in altre parti del mondo».

Il doppio passaporto per i sudtirolesi sarà introdotto «solo nel rispetto dell’idea di pace europea e d’intesa con l’Italia». A ribadirlo il cancelliere austriaco Sebastian Kurz, secondo cui «l’Alto Adige è un esempio come la pacifica convivenza possa funzionare a lungo termine». E conferma: «L’autonomia altoatesina non è un tema nuovo, ma importante».

Negli Usa, l’amministratore delegato di Amazon nonché editore del Washington Post Jeff Bezos dice: «Le grandi aziende meritano di essere esaminate e controllate, ma la politica non dovrebbe denigrarle. Ritengo che sia un errore per chi è eletto attaccare i media e i giornalisti», non citando mai il presidente Donald Trump. Intanto Paul Manafort, l’ex capo della campagna elettorale del tycoon, si dichiarerà colpevole oggi in tribunale come parte dell’accordo con il procuratore speciale del Russiagate per evitare un secondo processo. 

Migliaia di dimostranti palestinesi provenienti da Gaza si sono raccolti in alcuni punti di frizione lungo il confine con Israele da dove hanno cercato di forzare i reticolati. I dimostranti, secondo fonti, avrebbero lanciato verso i soldati israeliani sassi e bottiglie incendiarie. In un’occasione è stato lanciato un ordigno avvolto in una bandiera palestinese. Quattro i dimostranti feriti dal fuoco dei militari a Jabalya, e altri due a Rafah. Incidenti sono segnalati anche al valico di Erez nel Nord della Striscia. Lanciti verso il Neghev aquiloni e palloni incendiari.

«Noi italiani possiamo davvero aiutare a creare una condizione di pace permanente nel Corno d’Africa e lo dobbiamo fare nel nostro interesse». E’ chiaro il commento di Romano Prodi, ex presidente del Consiglio dei Ministri e della Commissione Europea. «Dobbiamo mobilitare in un grande accordo l’Europa e la Cina perché entrambe hanno interesse e, agendo da sole, rischiano di suscitare tensioni sociali e politiche. Il Corno d’Africa è una realtà estremamente variegata, con i tre Paesi, Etiopia, Somalia, Eritrea, tutti con rapporti molto stretti con l’Italia, economici, politici e anche di affetto. Un rapporto speciale che se non ricostruiamo di nuovo, il tempo lo esaurisce».

Chiudiamo con la Ue, con la commissaria Violeta Bulc che avvisa: «Proponiamo di porre fine al cambiamento orario stagionale da ottobre 2019, adesso la parola passa agli stati membri che dovranno adottare tutte le misure necessarie per avviare un coordinamento attraverso l’Ue». Mentre il vicepresidente della Commissione, lo slovacco Maros Sefcovic ha precisato che «circa 4 milioni e 600mila persone hanno risposto al sondaggio effettuato e l’84% delle risposte sono state a favore dell’abolizione dell’ora legale».

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