mercoledì, Agosto 4

OPG, commissariamento delle Regioni e ricorsi al Tar

0
1 2 3


Come le strutture sanitarie possono prendersi in carico adeguatamente questi pazienti?

Applicare misure innovative e rispettose della dignità delle persone con disabilità mentale grave è e sarà compito di chi ha maturato decenni di esperienza nei DSM sui territori. Va comunque sottolineato che la legge 81 è parte di una più ampia transizione culturale, che richiederà anni per essere condivisa e applicata pienamente dai rappresentanti dei cittadini e dalla magistratura.

 

Non c’è il rischio che gli OPG saranno sostituiti con altre strutture che dovranno garantire misure di sicurezza adeguate per i soggetti socialmente pericolosi? Insomma che si passi da una struttura all’altra, ma che alla fine non cambi nulla?

L’Organismo di Coordinamento del processo di superamento degli OPG da me presieduto vigilerà sull’adeguatezza delle procedure adottate all’interno delle REMS e come ho già più volte affermato auspico che la struttura di questo organismo possa essere riprodotta a livello regionale per una più efficace collaborazione tra le molte amministrazioni coinvolte. Dopo anni di discussione, da ultimo nell’intenso dibattito parlamentare precedente l’approvazione della legge 81, si è giunti a un consenso, a decenni di distanza dalla legge Basaglia, anche sul definitivo passaggio dalla gestione penitenziaria a quella sanitaria degli internati in OPG, che quindi divengono pazienti. Il Ministero dell’Interno, più volte convocato al nostro Organismo, ha rassicurato sulla particolare attenzione che Prefetture e Questure di riferimento riserveranno alla sorveglianza esterna necessaria.

 

A che punto sono le misure alternative che assicurino progetti terapeutici e riabilitativi di tali soggetti?

Tutte le regioni hanno lavorato alla formulazione di progetti terapeutici e riabilitativi individuali, e in molti casi vi sono già stati diversi incontri dei dirigenti degli assessorati alla sanità con la Magistratura e le Procure per sviluppare ulteriormente le reti locali di assistenza ed evitare la misura di sicurezza provvisoria in REMS, utilizzando ove possibile misure alternative. È stata anche prestata doverosa attenzione alla formazione del personale, per la quale il MEF sta sbloccando progressivamente le risorse messe a disposizione dal Ministero della salute, previa formulazione di adeguato piano di utilizzo da parte delle Regioni.

 

Quali misure le ASL dovranno intraprendere per portare avanti progetti terapeutici e riabilitativi alternativi agli OPG?

Stiamo seguendo con attenzione le iniziative regionali volte a sviluppare al più presto progetti terapeutici riabilitativi individuali a favore degli attuali internati, in modo tale che i Dipartimenti di salute mentale competenti per territorio di residenza possano prenderli in carico, attraverso le strutture e i servizi già oggi presenti e disponibili sul territorio. Nelle REMS è prevista la partecipazione di personale esterno dedicato a particolari progetti riabilitativi come la musicoterapia, l’arte-terapia, laboratori multimediali, giardinaggio e altre attività pratico-manuali. La sicurezza e la protezione per le strutture sono garantiti dalle Questure e dalle Prefetture, a volte la Regione ha voluto un servizio di guardie giurate. Occorre che il personale sia formato in maniera efficace a garantire la sicurezza dei cittadini e il benessere dei pazienti, utilizzando le molte competenze e le esperienze spesso d’avanguardia già presenti nelle ASL e nei DSM.

 

In definitiva, con quali interventi concreti si interverrà per garantire una migliore qualità della vita dei pazienti?

Una percentuale elevata di pazienti è stata già dimessa dagli OPG verso una presa in carico territoriale nei DSM con programmi terapeutico riabilitativi sia residenziali, in strutture non detentive, che in regime non residenziale. Le REMS fino ad ora attivate non hanno ancora sufficiente capacità ricettiva per accogliere tutti i pazienti che devono essere trasferiti dagli Ospedali psichiatrici giudiziari e quelli provenienti dalla libertà nei confronti dei quali l’Autorità giudiziaria abbia disposto l’applicazione della misura di sicurezza detentiva: dovremo lavorare ancora più intensamente all’interno dell’organismo di coordinamento da me presieduto con le Regioni, il Ministero della Giustizia, la Magistratura e il MEF per garantire l’attuazione di quanto la legge giustamente prescrive. Le regioni e il Ministero della giustizia concordano con il Ministero della Salute nell’affermare che il ricorso ancora frequente alla misura di sicurezza detentiva provvisoria non è sempre appropriato.

 

 

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Condividi.

Sull'autore

End Comment -->