mercoledì, Agosto 4

OPG, commissariamento delle Regioni e ricorsi al Tar

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Perché nonostante siano stati stanziati dei finanziamenti, le Regioni sono ancora molto indietro?

La situazione è complessa, innanzitutto per l’esistenza di normative generali, ad esempio quelle sugli appalti, che rallentano oggettivamente il processo. Va anche sottolineato che la programmazione dei posti nelle REMS era basata sui trend epidemiologici delle presenze in OPG degli ultimi anni, che non lasciava prevedere un così alto numero di nuovi invii da parte della Magistratura, e che ha portato in alcuni casi a sottostimare il fabbisogno. Tuttavia diverse Regioni hanno adempiuto con efficienza e adeguato tempismo a quanto richiesto dalla legge. Al momento alcune situazioni sono ancora in via di definizione. Tra le diverse misure che abbiamo concordato all’interno dell’Organismo c’è la rilevazione dei flussi delle assegnazioni dei nuovi internati presso le REMS e la condivisione dei nominativi dei responsabili delle strutture, al fine di creare una rete avente lo scopo di far circolare le informazioni in tempo reale e favorire la corretta programmazione dei movimenti.

 

Con quali tempistiche si intenderà procedere contro le Regioni inadempienti?

Il nostro Ministero ha già da tempo iniziato ad agire, in termini di legge con le procedure di commissariamento, contro chi si è dimostrato poco attento o addirittura totalmente inadempiente: si tratta di scarsa sensibilità istituzionale, e prima ancora civile, in poche situazioni residuali che non inficiano il lavoro efficace di molti. Mi auguro che il commissariamento avvenga nel più breve tempo possibile. Ritengo che l’organismo da me presieduto, che si è riunito anche con cadenza settimanale nel corso degli scorsi mesi, continui a rappresentare il necessario luogo di confronto tra i rappresentanti delle istituzioni nazionali e regionali, che provano a far fronte alle pressioni e agli stimoli che provengono dal Parlamento e dai cittadini. I rappresentanti delle diverse istituzioni presenti ai lavori dell’organismo hanno condiviso questa mia visione nel corso dei mesi, animando e facendo progredire i lavori dell’organismo stesso, com’è stato peraltro riconosciuto anche da associazioni come StopOpg e da quasi tutti i mezzi di comunicazione.

 

Quando si concluderà in tutte le Regioni il totale trasferimento dei pazienti dagli OPG in strutture alternative?

Posso dire, con le dovute cautele, che il processo si concluderà in tutte le Regioni, tranne forse per il Veneto, già per la fine del 2015. I motivi dei ritardi, oltre a quelle precedentemente elencati, sono anche di natura burocratica, come spesso accade. Tuttavia, posso dire che i cambiamenti verificatisi quest’anno sono stati straordinari. Gran parte di questi hospice sono stati affidati ai REMS. Sono stati chiusi gran parte dei luoghi di esecuzione delle pene. Un fatto estremamente positivo se si tiene conto che questi OPG erano delle vere e proprie ‘carceri’ dove spesso i detenuti venivano chiamati a scontare pene anche lievi. Oggi invece sono in strutture sociali e vengono adeguatamente seguiti da un’equipe medica specializzata.

 

Ad oggi il sistema sanitario nazionale è pronto ad occuparsi del reinserimento sociale di tali soggetti?

Da quanto mi risulta la situazione è a buon punto in quasi tutte le Regioni. Ove la condizione clinica lo consente i professionisti che operano nei DSM hanno predisposto, come già detto, piani per il reinserimento sociale di queste persone che vivono una situazione di estrema delicatezza. Ancora una volta va ribadito che la collaborazione delle diverse istituzioni rappresenta lo strumento principale per la piena attuazione della riforma. Considerata la mancata apertura delle strutture provvisorie in alcune Regioni il DAP è stato costretto a realizzare assegnazioni temporanee fuori bacino di pazienti nell’ambito più prossimo e nelle regioni più disponibili, per poi trasferirli di nuovo nella regione di residenza. Ritengo che tale prassi debba essere interrotta prima possibile per tutelare il benessere delle persone, che sarebbe gravemente compromesso da continui spostamenti e per garantire quel percorso di reinserimento che tutti auspichiamo.

 

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