lunedì, Aprile 19

ONU, un saudita a monitorare i diritti umani L'idea stessa che l'Arabia Saudita venga incaricata dall'ONU, non solo a rappresentare ma a perorare questioni relative ai diritti umani, è insensata

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Beirut Le Nazioni Unite l’hanno fatto davvero! I funzionari ONU, in stile puramente orwelliano, hanno incaricato un esponente saudita quale presidente di una commissione per i diritti umani, invitando la più repressiva delle nazioni del mondo a monitorare le violazioni dei diritti umani a livello internazionale. Benvenuti nel cono d’ombra.

Le Nazioni Unite stanno diventando un contenitore vuoto, nient’altro che uno strumento nelle mani di una potente élite politica, e la recente decisione presa a Ginevra di nominare l’ambasciatore dell’Arabia Saudita Faisal bin Hassan Trad quale presidente di una illustre commissione sui diritti umani ha lasciato molti osservatori esterrefatti.

Anche se è ovviamente ingiusto incolpare l’Ambasciatore Trad per l’uso liberale della pena di morte da parte della propria nazione, la sua carica rappresenta comunque quel tipo di politica, di conseguenza l’ONU avrebbe potuto considerare il fatto che l’Arabia Saudita è uno dei regimi più repressivi e punitivi esistenti, prima di nominare uno dei suoi funzionari per una carica così importante.

Una teocrazia reazionaria costruita sulla scuola di pensiero del Wahhabismo – un movimento di riforma religioso che si autoproclama quale unica espressione pura dell’Islam. La relazione amorosa dell’Arabia Saudita con l’oppressione e la repressione ha inspirato e, in larga misura, dato licenza alle volontà dell’ISIS, di Al Qaeda e delle altre associazioni terroristiche ispirate dai Wahhabiti. Comunque si guardi l’Arabia Saudita, d’accordo o no con il suo sistema di credenze o addirittura con i suoi trucchi giudiziari, questa incarna la negazione dei principi fondatori delle Nazioni Unite, specialmente per quanto riguarda i diritti umani.

L’idea stessa che l’Arabia Saudita venga incaricata dall’ONU, non solo a rappresentare ma a perorare questioni relative ai diritti umani, è insensata – non solo, ciò la esenta, in parte, dal rispondere dei propri crimini e delle proprie violazioni di leggi internazionali.

Mentre l’ONU ha scrupolosamente mantenuto riservata la nomina dell’Ambasciatore Trad, molto probabilmente per evitare una tempesta mediatica, specialmente da quando l’Arabia Saudita è coinvolta in una campagna genocida in Yemen, UN Watch, l’associazione non governativa indipendente, è riuscita a confermare che lo scorso 17 settembre l’Ambasciatore Trad è stato in effetti eletto quale Presidente di una commissione di esperti indipendenti dal Consiglio per i Diritti Umani delle Nazioni Unite.

Ed è qui che la faccenda diventa spaventosa: quale leader di un gruppo indipendente di diplomatici, Trad avrà la facoltà di nominare degli esperti di diritti umani e incaricarli delle investigazioni per conto dell’ONU, laddove questa ha potere su tale tema.

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