giovedì, Ottobre 21

OMS e l’allarme sui farmaci falsi e scadenti 'Medicine scadenti o falsificate non solo hanno un impatto sui pazienti e le loro famiglie, ma aumentano anche la comparsa di batteri resistenti'

0

Un farmaco su 10 in circolazione nei Paesi in via di sviluppo è al di sotto degli standard di qualità o è contraffatto, con gravi rischi per la salute pubblica. A dirlo è l’Organizzazione mondiale della sanità (Oms).

Nel 10,5% dei casi i farmaci sono inefficaci, o perché prodotti o distribuiti senza seguire le norme che garantiscono la qualità o perché falsificati deliberatamente. Il fenomeno riguarda soprattutto i farmaci antimalarici e gli antibiotici che nel complesso rappresentano il 64,5% del totale dei farmaci contraffatti.

Il fatto che circolino prodotti scadenti o contraffatti, avverte l’Organizzazione, significa che le persone assumono medicinali che non trattano o prevengono le malattie per cui sono indicati. «Non si tratta solo di uno spreco di denaro per le persone e per i sistemi sanitari che li acquistano», ammonisce l’Oms. Prodotti simili «possono causare seri danni o addirittura la morte».

«Molti di questi prodotti, come gli antibiotici, sono vitali per la sopravvivenza e il benessere», afferma Mariangela Simao dell’Oms. «Medicine scadenti o falsificate non solo hanno un impatto sui pazienti e le loro famiglie, ma aumentano anche la comparsa di batteri resistenti».

«I medicinali scadenti e falsificati colpiscono in particolare le comunità più vulnerabili», sottolinea il direttore generale dell’Oms, Tedros Adhanom Ghebreyesus. «Immaginate una madre che rinuncia al cibo o ad altri bisogni fondamentali per pagare un trattamento per suo figlio, ignara che le medicine in questione sono scadenti o contraffatte e che quel trattamento ne causa la morte. E’ inaccettabile. I Paesi hanno concordato misure a livello globale, è ora di tradurle in azioni concrete».

(video tratto dal canale Youtube di IBTimes UK)

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Condividi.
End Comment -->