martedì, Gennaio 18

Omicron nel caos dei virologi della Domenica Sono riprese le conferenze insopportabili dei virologi della Domenica. Tutti ripassati a lucido e del tutto indifferenti al bene comune. Tutti pronti a dire senza sapere

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Ora l’arrivo di Omicron proprio non ci voleva.
Innanzitutto perché, puntuali come sempre e ofane come non mai, sono riprese le conferenze insopportabili dei virologi della Domenica e, ormai, anche del Lunedì. Tutti ripassati a lucido, ripettinati con svirgole di capelli sugli occhi, o artisticamente spettinati, con foulard di gran marca, o in tenuta da combattimento (più o meno finta), ma tutti sempre pronti a parlare, a dire la loro. Sempre puntualmente senza interlocutori, ma specialmente del tutto indifferenti al bene comune, inteso come bene sociale. Convinti come sono (e badate bene che volutamente non adopero desinenze di genere, altrimenti, figuriamoci) di essere padroni della materia, e pronti a dire tutto e il contrario di tutto: l’unica cosa importante è la comparsata … oddio, alcuni addirittura la lezione! Specialmente quelli che sono ormai tutto il giorno in TV, che uno si potrebbe legittimamente chiederema quando lavorano, posto che lavorino?
Ormai nei loro salotti e salottini, studi e studioli, con divani di pelle (finta?), librerie sempre più ricche di libri, trofei vari e carabattole di varia natura, in quei salotti la telecamera è fissa, sempre accesa, forse c’è anche il cameraman … robotico. Si potrebbe, anzi, fare una sorta di grande fratello clinico: tenerli sotto telecamera tutto il giorno, magari anche di notte se hanno il tempo di dormire. Non sembra che si rendano conto -loro certamente ma specialmente i giornalisti che se li accaparrano secondo me oramai a cazzotti- per farceli vedere tutti belli tirati a lucido a dire, dire, dire. Ma cosa?

Logica vorrebbe, anzi vuole, che in un Paese normale vi sia una fonte unica e certificata che dia le notizie e le istruzioni. Non per impedire di sentire le altre campane, ma per dare ordine al caos altrimenti inevitabile. Dubito molto, anzi, sono certo, che tutti costoro non abbiano la minima idea di cosa significhi parlare in TV ad un pubblico numeroso e non sempre competente. È, sarebbe, un problema di elementare responsabilità essere cauti nell’esprimere il proprio punto di vista là dove quel punto di vista non è documentato e accettato dalla gran parte di quella che chiamano la comunità scientifica … se la gente sapesse gli odi che ci corrono in mezzo a quella comunità!
Sia chiaro: ho appena finito di scrivere che la cosa peggiore che cerca di fare e fa la scienza naturale o esatta o quello che volete, medicina inclusa, è affermare e pretendere che si affermi che esiste una verità, una sola, che è quella documentata dallascienza‘. E questa è una cosa inaccettabile, perché è esattamente il contrario della scienza: sia la verità, unica, sia l’assenza del dubbio. Ebbene, in questo caso, sembrerebbe che quella idea sia contestata a fondo: ognuno dice la sua. Il fatto è che, di fronte ad una epidemia di queste dimensioni e di questa gravità, anche gli scienziati più liberidovrebbero essere cautissimi prima di affermare cose senza adeguata riflessione.

Così, l’altra sera abbiamo sentito il mitico professore Andrea Crisanti, dire, bello papale papale, che fosse per lui, il vaccino ai bambini non lo farebbe, non comunque prima di avere visto i risultati sui bambini israeliani e statunitensi che già vengono vaccinati in massa: metti che ne viene fuori una strage! Il principio di precauzione all’incontrario. Vabbè, lasciamo correre, figuriamoci se mi metto a parlare del principio di precauzione, anche perchè, magari Crisanti direbbe che lui è proprio quello che usa dicendo di non vaccinare.
Ma tant’è. La bomba è stata gettata. E naturalmente, Milena Gabanelli in testa, il dubbio serpeggia, si spande, aumenta … Ve la ricordate la calunnia che è un venticello? ecco non la calunnia qui, la paura irrazionale. Perché la mamma che sente Crisanti (e, perdonatemi se mi permetto di sussurrare: anche il papà che in fondo un pochino conta, o no?) dice giustamente “che faccio, lo vaccino e se poi mi sta male?”.
Mettetevi nei panni di una mamma e di un papà. Voi avreste il dubbio: Crisanti non è quel tale che parla con l’altra dimensione, è trattato come una reliquia da venerare, un santo, anzi: un santone. E la mamma si preoccupa e non lo vaccina … e se poi il figlio si prende il Covid si dannerà l’anima, e se invece ha ignorato il santone e il figlio viene vaccinato e gli viene uno sturbo, anche peggio!
Non si tratta di libertà di pensiero o di lealtà scientifica. Si tratta di normale cautela, attenzione; si tratta di non creare problemi, ma di risolverli, e quindi si può aspettare una settimana prima di affermare spocchiosamente la propria verità e, nel frattempo (eh, perché questo si deve fare) andarsi a guardare sto virus, sezionarlo, confrontarlo, leggere quello che si scrive sulle riviste ‘autorevoli’ e non, e poi, magari dopo che il Ministero della Salute si sia pronunciato, dire la propria. Ma no: io intanto dico la mia.
E subito dopo, casualmente in un’altra trasmissione, solo perchè non possono essere tutti contemporaneamente nella stessa trasmissione, la supervirologa dalla svirgola bionda sentenzia: certo che i bambini si devono vaccinare. Si potrebbe chiedere anche a lei di avere il buon gusto di dire: ci penso un momento, vedo che dicono gli altri, do un’occhiata alla bestiolina e vi dico. E invece no.
E la mamma di cui sopra, col papà (che se volessi fare ironia, direi che a questo punto viene chiamato in causa in modo da poterlo incolpare dell’eventuale errore ove esso ci sia!) è ancora più nelle peste, perché la supervirologa non è proprio San Bernardo, ma quasi.
Quelli che, invece, non vengono sentiti mai, sono proprio quelli che dicono, documentatamente una cosa completamente diversa. Perchè, anche questo va detto per onestà, intellettuale innanzitutto. Ci sono varie persone che sono di opinione radicalmente diversa, pensate a Massimo Cacciari, ma che non dicono affatto di non vaccinarsi, ma pongono problemi molto più seri e di molto più lunga portata, anche se posti malamente e al momento sbagliato: e queste persone non sono chiamate mai. E non sto parlando dei soci della terza dimensione!

Insomma, siamo puntualmente al caos, un caos voluto e programmato, perché oramai, dopo due anni di questa manfrina, dovremmo avere imparato, e anche il Ministro dovrebbe, cavolo, avere imparato. Macché. Noi siamo in grado di fare il quadruplo salto mortale carpiato all’indietro senza rete. E che succede? che ‘parla’ Franco Locatelli, lui in persona, lui l’uomo del monte, dice sì. Bravo, ma non era meglio che lo dicesse solennemente la Commissione della quale è presidente? Macché, sarebbe normale!

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Sull'autore

Giancarlo Guarino, ordinario, fuori ruolo, di diritto internazionale nell’Università degli Studi di Napoli Federico II, è autore di numerose pubblicazioni su diverse tematiche chiave del diritto internazionale contemporaneo (autodeterminazione, terrorismo, diritti umani, ecc.) indagate partendo dal presupposto che l’Ordinamento internazionale sia un sistema normativo complesso e non una mera sovrastruttura di regimi giuridici gli uni scollegati dagli altri.

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