giovedì, Maggio 13

Omicidi … da Maestri Ieri: gli omicidi dei maestri di musica; oggi: l'omicidio della musica

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Altro omicidio musicale eccellente è quello di cui fu vittima Alessandro Stradella. Al compositore nato nel 1639 ed affermato autore di musica sacra e di cantate profane, costò cara la passione (ricambiata) per una giovane donna, Agnese van Uffele che un aristocratico veneziano (pare fosse Alvise Contarini) di cui ella era amante, gli aveva mandato per perfezionarsi negli studi musicali. Fuggirono entrambi da Venezia e, a Torino dove furono raggiunti, Stradella subì un attentato nel quale rimase ferito. Qualche anno dopo, gli fu fatale un successivo incontro con dei sicari, non si sa da chi ingaggiati, che lo uccisero a Genova in circostanze misteriose, mettendo fine ad una vita intensa, piena di successi ma anche di episodi oscuri.

Non presenta, invece, lati oscuri la vicenda in cui fu coinvolto Carlo Gesualdo principe di Venosa, conte di Conza, signore di Gesualdo e Grande di Spagna (1566–1613). Madrigalista raffinatissimo, originale ed affermato, del quale quasi dispiace dover qui parlare solo per ricordare la cruda vicenda umana della quale fu protagonista e della quale abbiamo quasi completa contezza per i molti documenti giunti fino a noi.

Aveva sposato (con la necessaria dispensa papale) la cugina di primo grado Maria D’Avalos, donna molto avvenente, più grande di lui di qualche anno, rimasta vedova giovanissima. Dal loro matrimonio era nato un figlio.

Maria aveva successivamente avviato una relazione extraconiugale con il principe Fabrizio Pignatelli Carafa e la cosa era divenuta quasi di dominio pubblico. Si pensa, pertanto, che Gesualdo sia stato fatto oggetto di pressioni per ‘lavare l’onta sul casato’. Per cui, organizzato un ritorno a casa inaspettato da una lunga battuta di caccia, sorprese i due amanti in intimità facendoli uccidere dai suoi servi.

Non ebbe a temere le conseguenze della legge, essendogli stata riconosciuta la ‘causa giusta’, ma unicamente l’ira dei parenti delle vittime, tutti di famiglie principesche, risentiti per il fatto che ad uccidere i loro congiunti non era stato Gesualdo medesimo, ma la cosa era avvenuta per mano dei servi. Questa la vicenda personale di Carlo Gesualdo da Venosa, definito da Igor Stravinskji ‘compositore tanto grande quanto inquietante’.

Dopo questo breve viaggio nel dark side of the music, comunque, non possiamo fare a meno di riflettere sul fatto che, se un lato oscuro c’è nel mondo musicale, non è certo nell’ambito del pettegolezzo o in queste crude storie di sangue di cui abbiamo parlato, tanto umane e tanto personali. L’aspetto veramente inquietante è altrove: nella corruzione diffusa, nelle rinuncia alla ricerca dell’eccellenza, nella selezione di artisti e dirigenti esclusivamente per l’appartenenza ad un determinato gruppo, nella acquiescenza di chi dovrebbe gridare la verità e invece strepita sulla menzogna, nella cloroformizzazione di un pubblico del quale viene celato o negato il giudizio. Comportamenti che oggi, purtroppo, hanno diffusione generale ed assumono aspetti di gravità nettamente superiore a quella che può derivare da un triste ma tanto misero omicidio passionale.

 

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