venerdì, Ottobre 22

Ombre cinesi sulla Volkswagen field_506ffbaa4a8d4

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In realtà, gli esperti in tematiche industriali hanno riconosciuto già – ed apertamente – che gli effetti in termini di perdita d’immagine tra i consumatori cinesi saranno notevoli sebbene nel breve termine non si possano notare scostamenti di particolare rilievo. La sua reputazione ne soffrirà – essi affermano – e l’immagine incrinata condurrà ad ulteriori e progressivi cali di vendita. Fatti avvalorati anche da Yale Zhang, Direttore del Management di Automotive Foresight, una società di consulenza che ha sede a Shanghai. Secondo i loro calcoli, la caduta di immagine e lo scandalo che l’ha generata giunge in un pessimo momento poiché il calo delle vendite delle automobili della Volkswagen AG in terra di Cina era già alquanto vistoso. Le vendite della Volkswagen in Cina nel corso dei primi sei mesi dell’anno son discese del 5.6 per cento su base annua fino a giungere a 1.74 milioni di unità. Nel 2014, le vendite di Volkswagen AG erano giunte al 12.4 per cento in tutta la Nazione.

La Cina è stata il maggior mercato in termini di vendite per la Volkswagen fin dal 2009 ed oggi annovera più di un terzo delle sue vendite globali. John Zeng, Direttore Manager della società di consulenze LMC Automotive di Shanghai, ha fatto seguito al punto di vista di Zhang, affermando anch’egli che lo scandalo colpirà ancor più duramente il Marchio Automobilistico tedesco in terra di Cina e non solo in termini d’immagine.

Ora si pone una sfida grandiosa per il Marchio Automobilistico tedesco, cioé ripristinare la propria immagine, affermano gli esperti economici e finanziari cinesi. Due settimane prima l’Amministrazione Generale delle Ispezioni per la Supervisione di Qualità e Quarantene aveva chiesto alla società collegata Volkswagen, il Gruppo FAW di velocizzare il richiamo delle auto modello Sagitar a causa di potenziali problemi alle sospensioni posteriori, dopo uno studio di valutazione durato un anno.

Il Marchio Automobilistico tedesco aveva rivelato propri piani di investimento pari a 22 miliardi di euro (circa 25 miliardi di Dollari USA) tra il 2015 ed il 2019 in Cina per consolidare la propria posizione nel Paese asiatico. Volkswagen China non ha aggiunto ulteriori commenti per chiarire alcunché a riguardo di tali piani di investimento oppure circa la velocizzazione del lancio di nuovi modelli in Cina per poi potenziare altri mercati. Ai media è stato riferito solo che ora si stanno studiando altri dettagli per approfondire l’entità dello scandalo della Volkswagen negli USA.

Il Ministro per la Protezione Ambientale non ha voluto rilasciare alcun commento a riguardo e s’è tenuto paludatissimo all’ombra dei no comment. Ma la protesta da parte di molti consumatori e acquirenti Volkswagen in Cina si sta facendo sempre più forte e l’indignazione ormai si è diffusa attraverso i media, le tv, le radio e i nuovi social media. In special modo i proprietari dei modelli Volkswagen Sagitar si son detti particolarmente scioccati dallo scandalo che è giunto dagli Stati Uniti. L’onda della vergogna e dello scandalo ormai è diffuso in tutta la Cina, un’ondata inarrestabile.

 

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