lunedì, Settembre 20

Oman e il rebus della successione field_506ffb1d3dbe2

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Tuttavia, Qabus ha ormai 75 anni e sembra accertato che abbia un tumore, probabilmente al colon. (A luglio del 2014, il monarca si recò in Germania per sottoporsi a dei test medici, e vi rimase per ben otto mesi). La riservatezza che circonda lo stato di salute del sultano non permette di valutare quale sia la gravità della malattia che lo affligge, ma  -data anche l’età del sovrano- la questione della successione diventa sempre più pressante.

Dentice definisce la successione “un rebus estremamente difficile da risolvere”. Innanzitutto, Qabus non ha fratelli né figli e non ha designato un erede al trono. L’articolo 6 della Costituzione regola così la questione:

Il Consiglio della Famiglia Reale deve, entro tre giorni dal momento in cui il trono è divenuto vacante, scegliere il successore al trono.

Se il Consiglio della Famiglia Reale non trova un accorda sulla scelta del Sultano del Paese, il Consiglio della difesa insieme al Presidente del Majlis al-Dawla, al Presidente del Majlis al-Shura, al Presidente della Corte Suprema e a due dei suoi vice, dovranno insediare la persona designata da Sua Maestà il Sultano nella sua lettera al Consiglio della Famiglia Reale.

Nell’inevitabile messe di speculazioni sui papabili, emergono tre nomi, quelli dei tre figli dello zio di Qabus, Tariq: Assad bin Tariq alSaid, Shihab bin Tariq alSaid e Haitham bin Tariq alSaid. Tutti e tre sono molto più giovani di Qabus e sono, in termini di linea ereditaria, i successori più diretti. Ma nessuno dei tre è stato educato alla gestione di un potere tanto grande come quello di un monarca assoluto. Sono più uomini daffari che uomini di potere.
Si fanno anche altri due nomi, quello di Fahd bin Mahmud alSaid, un cugino del sovrano che riveste il ruolo di vice Primo Ministro  -il secondo del sultano – dal 1983, ormai 71enne che sarebbe essenzialmente un sultano di transizione, e quello di Taimur, 34enne figlio di Assad bin Tariq.

Ma perché Qabus ha scelto di rendere così complicata e incerta la designazione del prossimo sultano dell’Oman?
Di fatto, spiega Dentice, quella di non associare i membri della famiglia reale a ruoli di rilievo nella gestione del potere è stata una scelta molto avveduta.
È servita a salvaguardare la tranquillità del regno di Qabus, facendo sì che nessuno si affezionasse troppo al potere e nessuno decidesse pertanto di minare quello di Qabus.
Sia la decisione di escludere i membri della famiglia reale dall’Amministrazione del Paese, sia quella di non designare con chiarezza un successore, hanno concorso a tutelare la stabilità del sultanato evitando l’ombra di lotte fratricide e colpi di Stato.

Ma, constatata la finezza politica e strategica di un uomo come Qabus, che ha saputo gestire con accortezza ogni aspetto della vita omanita, viene da domandarsi cosa accadrà dopo la sua morte e cosa dovrà aspettarsi il suo successore.
Qabus ha dimostrato una grande intelligenza politica ed è certamente un uomo dotato di carisma. Gran parte dei quattro milioni di omaniti non hanno conosciuto in vita loro che il sultanato di Qabus. Un regno caratterizzato dal dosaggio sapiente di risposte forti e di liberalità.
Nei suoi quarant’anni di regno, Qabus si è guadagnato una legittimità che il suo successore probabilmente faticherà a raggiungere. Si apriranno allora nuovi scenari, ma prima che si apra la danza delle speculazioni, resta il nodo cruciale di chi sarà a sedere sul trono dell’Oman.

 

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