venerdì, Maggio 7

Olocausto ruandese: l’Immunità divina

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I 400 civili oggetti di scambio furono gli unici ad essere salvati dai Caschi Blu. La  MINUAR era stata chiaramente avvertita dallo Stato Maggiore dell’Esercito ruandese che i soldati ONU sarebbero stati abbattuti sul posto se avessero tentato di liberare i prigionieri. Il comandante in capo delle forze ONU, il Generale Romeo Dellaire all’epoca disponeva di pochissimi uomini e non era più in grado di sostenere operazioni militari offensive. Il ritiro delle forze ONU durante il genocidio fu deciso da Kofi Annan che divenne successivamente il Segretario Generale delle Nazioni Unite. Per il suo ruolo nel genocidio Kofi Annan è tutt’ora considerato persona non grata dal Governo ruandese che gli impedisce di entrare nel Paese.

Il 1 luglio 1994 le milizie genocidarie interruppero le attività presso il mattatoio, messe in fuga dalle colonne dei giovani ribelli del Fronte Popolare Ruandese, guidate da Paul Kagame, attuale Presidente del Rwanda. Sono i giorni della famosa battaglia di Kigali, durante i quali l’Esercito regolare del regime razial nazista ruandese e le milizie genocidarie, coordinate da esperti militari francesi, cercano di impedire la presa della capitale da parte dei ribelli. Una battaglia senza quartiere né pietà che costò la vita a migliaia di persone e conclusasi con la vittoria del FPR anche grazie all’intervento delle truppe d’élite dell’Esercito ugandese inviate dal Presidente Yoweri Museveni. Il ruolo attivo dell’Esercito ugandese e la presenza di consiglieri militari americani ed inglesi al fianco dei ribelli di Kagame non furono mai riconosciuti dai vincitori, così come il ruolo attivo dell’esercito francese non fu mai riconosciuto dai vinti. I giovani guerriglieri ruandesi provenienti dalla diaspora tutsi, rifugiatasi negli anni Sessanta in Uganda, entrando nella chiesa della Santa Famiglia assistettero a scene apocalittiche uguali a quelle testimoniate dai soldati sovietici che liberarono gli ebrei sopravvissuti nei campi di concentramento. Vari soldati dovettero ricevere trattamenti psicologici che durarono a distanza di anni dagli avvenimenti.

Padre Munyeshyaka riuscì a fuggire assieme alle milizie genocidarie dirigendosi prima a Giseny (cittadina ruandese al confine con il Congo) e successivamente a Goma, nello Zaire. La fuga fu facilitata dai vertici  locali della Chiesa Cattolica e dai soldati francesi secondo le indagini svolte dai servizi segreti ruandesi. Una volta giunto a Goma padre Munyeshyaka viene ospitato presso gli edifici parrocchiali da missionari belgi consapevoli dei crimini da lui commessi. Il 02 agosto 1994 padre Munyeshyaka promosse la redazione di un documento indirizzato a Papa Giovanni Paolo II: ‘Lettre des prêtres du diocèse du Rwanda réfugiés à Goma (Zaire) adressée au Très Saint Père, le pape Jean-Paul II‘ (lettera dei preti della diocesi del Rwanda rifugiati a Goma (Zaire) indirizzata al Santo Padre, Papa Giovanni Paolo II).
Nella lettera si afferma che il genocidio dei tutsi non è mai avvenuto trasformandolo in una propaganda orchestrata dal ribelle Paul Kagame e dal Presidente ugandese Museveni.
La lettera rappresenta il primo documento negazionista sull’Olocausto africano ed è stata redatta con la partecipazione attiva di missionari belgi ed italiani tuttora residenti nell’est del Congo, alcuni di essi successivamente indagati nel 2007 dalle Nazioni Unite in quanto sospettati di finanziare il gruppo terroristico genocidario ruandese FDLR.  Accuse mai provate, causa il non luogo a procedere delle autorità francesi ed italiane dell’epoca.
Quello che è certo è il supporto finanziario e la accurata preparazione della fuga offerto dal clero congolese e dai missionari europei a Padre Munyeshyaka. Un aiuto che gli permetterà di raggiungere la Francia nel settembre 1994, dove viene inviato dal Vaticano presso la cittadina di 70.000 abitanti di Gisors-Vallèe d’Epte nell’altopiano di Etrèpagny, in Normandia. Il nuovo ruolo di padre Munyeshyaka sarà di ‘parroco ausiliario’. Un ruolo utilizzato come copertura per le attività di propaganda contro il genocidio e le attività di fundraising per finanziare l’armamento delle milizie genocidarie stazionate nello Zaire (attuale Congo) che stavano tentando di riconquistare il Rwanda e portare a termine l’olocausto interrotto dalla sconfitta inflitta dal FPR. Tentativi, coordinati da consiglieri militari francesi che durarono fino al settembre 1996, quando le truppe angolane, burundesi, ruandesi e ugandesi invasero lo Zaire ponendo fine al regime di Mobutu Sese Seko e smantellando i campi profughi da dove i terroristi ruandesi lanciavano i loro attacchi.

La prova più eclatante che il Vaticano era consapevole dei crimini commessi da  Wenceslas Munyeshyaka ci giunge da una rivista cattolica francese: ‘Testimonanza Cristiana‘. In un articolo pubblicato il 4 gennaio 2007 il giornalista cattolico militante Henrik Lindell si fa portavoce dei parocchiani di Gisors-Vallèe d’Epte che manifestano la loro disapprovazione verso la scelta del Vaticano e delle autorità eclesisastiche della Chiesa Cattolica francese riguardo la protenzione del criminale ruandese.

«Quale è il limite della ospitalità della Chiesa Cattolica ? Questa domanda è spesso sollevata quando si necessita di comprendere se la Chiesa deve proteggere individui perseguiti dalla legge. Citiamo un caso frequente in Francia : gli immigrati clandestini. Il loro solo crimine è quello di essere stranieri. La Chiesa deve proteggerli, spiegano i vescovi. Questo implica il dovere di accoglierli e aiutarli nella difesa dei loro diritti. Se la Chiesa è chiamata a rispettare la legge ha comunque il dovere morale di proteggere i diritti delle persone perseguitate, come ci insegna il Vangelo di Matteo.
Ma questo diritto di ospitalità deve essere applicato anche verso le persone sospettate di orrendi crimini? Questo dilemma si deve applicare alla presenza presso la parrocchia di Gisors-Vallèe d’Epte di un prete ruandese assai ingombrante. Questo uomo si chiama Winceslas Munyeshyaka che copre attualmente la carica di prete ausiliario. Il problema che sorge non è di lieve entità. L’uomo è sotto inchiesta giudiziaria e in attesa di processo per complicità al genocidio avvenuto in Rwanda. Il 16 novembre scorso, per questo crimine, è stato condannato in contumacia nel suo paese. Ma in Francia lui è libero e protetto da un’aurea di innocenza. Questo fa di lui un caso di coscienza molto imbarazzante per la Chiesa
», si legge tra il resto.

L’articolo di Lindell e le proteste dei parocchiani non troveranno nessuna risposta presso i vescovi francesi, il Papa e le gerarchie del Vaticano preferirono il silenzio. Wenceslas Munyeshyaka occuperà il posto di parroco ausiliario a Gisors per tutto il iter giudiziario.  Arrestato il 28 luglio 1995 per ordine del Tribunale ONU Speciale per il Rwanda, viene successivamente rilasciato il 10 agosto con una prima assoluzione. Il 20 luglio 2007 viene arrestato nuovamente a seguito di un secondo ordine del Tribunale Speciale per essere nuovamente scarcerato il 1 agosto 2007. Il Tribunale Speciale e il Governo ruandese constatano allora la precisa volontà della Francia di proteggere il criminale. Volontà in cui si sospettano fortissime ed occulte interferenze da parte del Vaticano.

Il 5 settembre 2007 il Tribunale Speciale riesce a porre il prete genocidario sotto controllo giudiziario presso la Corte d’Appello di Parigi. Purtroppo la Corte d’Appello rifiuta la richiesta del Tribunale Speciale per il Rwanda di estradare il prete ruandese affermando che il sistema giudiziario francese offrirà un processo equo e migliore rispetto a quello che l’imputato potrebbe subire ad Arusha, in Tanzania da una corte sospettata di essere  già condizionata verso la sua colpevolezza. L’iter giudiziario che seguirà fino al suo quasi epilogo del 19 agosto 2015 non è altro che una protezione offerta dal Governo francese e dal Vaticano al prete genocidario di cui la sua assoluzione fu stabilita a priori da due entità statali con comprovate responsabilità storiche nella preparazione ed attuazione del genocidio in Rwanda.

 

(fine prima parte, continua)

 

 

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