sabato, Ottobre 23

Olio di palma, la UE interviene: informazioni, non reclame dell’assenza

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Scegliere con attenzione i prodotti da comprare, senza essere condizionati da tendenze o da slogan pubblicitari, è sempre più difficile; “non necessariamente l’attenzione equivale a consapevolezza e non necessariamente l’attenzione equivale a conoscenza”, ci spiega Maura Franchi, “nel tempo della rete c’è il rischio di adesione a meccanismi virali di certe campagne pubblicitarie”.

Il consumatore, in mezzo a un mare di consigli, slogan, nuovi prodotti, promozioni, varie pubblicità, campagne marketing, si può sentire disorientato negli acquisti; succede quindi che “un’etichetta diventa un ancoraggio di identità”, afferma Franchi, “diventa anche un ancora di rassicurazione”.

L’idea che hanno i consumatori, di saper scegliere con obiettività i prodotti che meglio li rappresentano, non è realistica; “l’attenzione non equivale a conoscenza e in un tempo di meccaniche virali molto forti il rischio di aderire alle opinioni che si trasferiscono a valanga è molto pericoloso”, ci spiega Maura Franchi, “viviamo in un tempo di espropriazione complessiva delle decisioni e di incertezza totale, per cui cerchiamo continuamente delle sicurezze”. “Come consumatori siamo propensi a fare le stesse scelte che fanno le persone del nostro gruppo di frequentazioni; soprattutto attraverso i social media che ci consentono di essere informati, ma in realtà ci arrivano, per le dinamiche stesse dei social, le informazioni che noi vogliamo ricevere”, continua  Maura Franchi, “i meccanismi dei big-data consentono di indicizzare ogni nostra parola, dopodiché quello che a noi piace ci viene detto; quindi queste scelte spesso vengono dettate da mode e tendenze influenzate da discorsi sociali che finiscono per diventare di riferimento”.

La posizione del consumatore di oggi è da ridefinirsi: “la chiamiamo consapevolezza o la chiamiamo viralità sconsiderata e meccanismo di meccaniche di massa”, “la rubrichi come decisione autonoma e alla fine hai l’impressione di aver deciso per te; questo è meccanismo potente” continua Maura Franchi, “vuoi decidere, ma allo stesso tempo decidi tutto quello che fanno gli altri”.

Il dibattito sull’olio di palma rimane aperto, mentre, a Bruxelles, la parola passa alla Commissione, a partire proprio da questa per nulla secondaria raccomandazione di passare dal reclamizzare l’assenza di olio di palma nei prodotti, a invitare i produttori a dare ai consumatori informazioni concrete.

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