giovedì, Luglio 29

Olimpiadi Invernali: Giamaica e gli eroi del bob 30 anni fa l'esordio: sembrava una sfida impossibile, eppure alla fine il sogno si è realizzato. Domani tocca alle ragazze replicare la stessa impresa

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Domani si terranno le qualificazioni di Bob femminile e, come a Calgary 1988, una squadra attirerà di sicuro l’attenzione degli appassionati per la sua provenienza: la Giamaica è infatti riuscita, in maniera rocambolesca, a conquistare la qualificazione olimpica in questo sport tipicamente invernale. Il loro bob (dal nome – più che prevedibile – di Mr. Cool Bolt) non sarà di sicuro il favorito per una medaglia, ma per le ragazze caraibiche già il fatto di essere presenti è un successo notevole.

La storia della squadra maschile della Giamaica è ormai arcinota: trent’anni fa quattro ragazzi dei caraibi, tra cui un cantante reggae, riuscirono a competere in uno sport, come il bob, tipicamente appannaggio di nazioni ‘di montagna’, allenandosi ed organizzandosi tra mille difficoltà. Sembrava una sfida impossibile, eppure alla fine il loro sogno si è realizzato. Domani tocca alle ragazze replicare la stessa impresa.

Notevole, oltre al nome del bob, chiaro omaggio ad Usain Bolt, uno dei più forti velocisti di tutti i tempi, è la composizione della squadra: se la pilota infatti è la veterana Jazmine Fenlator-Victorian, che corse per gli USA a Sochi 2014 arrivando undicesima, la frenatrice è Carrie Russell, 27 anni, campionessa del mondo di… staffetta 4×100 ai mondiali di atletica nel 2013. Carrie non fece parte della squadra alle Olimpiadi di Rio, ma adesso eccola qui a coronare il suo sogno olimpico in questa disciplina così lontana dalle tradizioni del suo paese.

Prosegue quindi la storia lunga trent’anni, già immortalata nel film ‘Quattro sottozero’, del bob giamaicano. Magari Hollywood riuscirà tirare fuori un blockbuster anche da questa magnifica impresa sportiva, ma, anche fosse, non è questo di sicuro il successo che hanno cercato le due ragazze. Il successo lo hanno già raggiunto essendo presenti a Pyeongchang a gareggiare assieme alle campionesse della specialità.

Come nel caso della squadra maschile, le difficoltà che dovevano fronteggiare sembravano insormontabili: basti pensare che Jazmine e Carrie riescono a partecipare ai giochi solo grazie ad un crowdfunding lanciato quando erano senza allenatore e senza ancora avere la certezza di poter gareggiare. Non possiamo che augurare le migliori fortune a queste due sportive.

Il crowdfunding ha consentito ad un’altra nazione ‘improbabile’ la partecipazione a questa gara: oltre alla Giamaica, si vedrà alla partenza anche il bob della Nigeria. Con enormi sforzi, le ragazze africane – anche loro tutte con un passato nell’atletica – sono riuscite infatti a centrare la qualificazione Olimpica.

Un successo sportivo, che ha consentito alle ragazze di trovare anche uno sponsor importante che le ha sollevate dai problemi economici. Il loro sogno, come ha detto la pilota Seun Adigun, un passato da ostacolista con una partecipazione alle Olimpiadi di Londra ed il titolo di campionessa africana dei 100hs,  è di diventare le africane più forti in questo sport. Di sicuro, la loro Olimpiade l’hanno comunque già vinta.

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