domenica, Giugno 20

Olimpiadi Invernali: Calgary ’88, l’ oro di ‘Tomba la Bomba’ Organizzazione perfetta: 32 milioni di dollari di guadagno, e 1.423 atleti iscritti, provenienti da 57 nazioni.

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E’ olandese invece la star del pattinaggio di velocità: Yvonne van Gennip, che rinverdisce i fasti del connazionale Ard Schenk a Sapporo sedici anni prima. Due mesi prima delle Olimpiadi, per lei, sembrava tutto perduto: un’infezione al piede destro ne stava pregiudicando la partecipazione. Ma recupera e vince i  1.500, 3.000 e 5.000 metri con due record del mondo nelle distanze più lunghe. Una vera fuoriclasse. Nelle altre due gare si segnala una tedesca orientale: Christa Luding vince col record del mondo i 1.500 e perde per soli due centesimi l’oro nei 500 metri dalla statunitense Bonnie Blair. Entrambe queste performance avevano abbassato il primato mondiale. Ma non è tutto: Christa dopo pochi mesi inforca la bici ai Giochi Olimpici Estivi di Seoul e conquista l’argento nella velocità su pista. Fa parte delle quattro persone finora capaci di vincere medaglie sia ai giochi invernali sia a quelli estivi, e l’unica ad averlo fatto nello stesso anno, record che rimarrà ineguagliato per lo sfasamento che attualmente c’è tra le edizioni estive ed invernali dei giochi Olimpici.

Un altro atleta è protagonista di questa olimpiade: riesce infatti nell’impresa, anche questa ancora unica nel suo genere, di vincere tutte e tre le gare di salto con gli sci (oltre al trampolino corto e lungo, si era aggiunta anche la gara a squadre). Si tratta del finlandese Matti Nykänen, che come tanti sportivi, non riuscì più a gestire correttamente la propria vita alla fine della carriera agonistica. Provò come cantante, senza troppo successo, ed anche come politico ma fu tutto vano: per racimolare denaro, ad un certo punto fu costretto ad esibirsi anche come spogliarellista. Nel frattempo i problemi di alcool lo portano dentro e fuori di prigione per continue aggressioni, anche con armi bianche, a moglie ed amici. E’ comunque così famoso in Finlandia che nel 2004 la notizia del suo arresto sui giornali ha fatto vendere più quotidiani nella nazione scandinava che non, il 12 settembre 2001, l’attentato alle torri gemelle.

Ma in Italia, se diciamo Calgary, abbiamo tutti in testa un solo protagonista: ‘Tomba la Bomba‘, ‘Alberto re dell’Alberta’; insomma, forse il più forte sciatore italiano di tutti i tempi.

Alberto Tomba era nel 1988 un ragazzino ventunenne e guascone di San Lazzaro di Savena, in provincia di Bologna, dal carattere molto diverso dai compassati “alpini” italiani, svizzeri o austriaci. Per capirci, alzava le braccia in segno di vittoria ancora prima di tagliare il traguardo, oppure annunciava spavaldo vittorie che, puntualmente, arrivavano. La sua capacità comunicativa era enorme, tanto da rendere lo sci alpino un vero “sport di massa”. In gigante vinse l’oro esultando ancora prima della fine della prima manche, ed aveva il pettorale numero 1! E’ nello slalom speciale, però, che farà il suo capolavoro. Il 27 febbraio 1988, giorno della gara, è terzo alla fine della prima manche. Quando sta per scendere, in Italia, interrompono addirittura la finale del festival di Sanremo (cosa c’è di più nazionalpopolare? All’epoca proprio Tomba!) per far vedere a tutta la nazione quelle ultime discese. Alberto compie un capolavoro, vince l’oro per soli 6 centesimi, e nel teatro Ariston sede del festival scoppia un applauso che crediamo non abbia avuto neanche Modugno. La sua popolarità, e di riflesso del suo sport, è enorme. Quell’anno, dopo essere salito sul podio da primo, assieme a Stenmark secondo, ad inizio stagione, quasi un passaggio di consegne, vincerà le coppe del mondo di slalom speciale e gigante, mancando quella generale solo all’ultima gara contro l’immenso Pirmin Zurbriggen.

Passa quasi in secondo piano il fatto che Vreni Schneider, svizzera, abbia fatto la sua stessa impresa vincendo entrambi gli slalom femminili. E’ lui il re dei giochi. A completare il medagliere italiano, l’argento di Maurilio de Zolt, 37 anni, nella 50 km. di fondo e due bronzi nello slittino. Sarebbe andata molto meglio nel 1992.

[Continua]

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