mercoledì, Maggio 12

Olimpiadi Invernali: Calgary ’88, l’ oro di ‘Tomba la Bomba’ Organizzazione perfetta: 32 milioni di dollari di guadagno, e 1.423 atleti iscritti, provenienti da 57 nazioni.

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E finalmente venne la volta del Canada: al quinto tentativo, Calgary, nella sessione del CIO che avrebbe deciso la sede dei giochi 1988, riesce a prevalere sulla svedese Falun al ballottaggio grazie ai voti decisivi di chi al primo turno aveva votato per Cortina d’Ampezzo. Il Canada fornì ingenti investimenti per questa XV edizione dei giochi Olimpici Invernali, inclusi 5 dollari a testa versati dai cittadini. Organizzazione anche in questo caso, come quattro anni prima a Sarajevo, perfetta: 32 milioni di dollari di guadagno, e 1.423 atleti iscritti, provenienti da 57 nazioni. Programma olimpico allungato di 4 giorni per l’aumentare delle discipline: dalla combinata e dal supergigante di sci Alpino alle distanze lunghe del pattinaggio di velocità femminile.

L’URSS si riprese, dopo Sarajevo, la testa del medagliere ai danni della Germania Est: 11 medaglie d’oro a 9 il computo finale. Il solito Hockey, sci di fondo che presentava per la prima volta la differenza tra la “tecnica classica” con il passo alternato e la “tecnica libera” con lo scivolamento contemporaneo degli sci, pattinaggio di figura a coppie e svariate medaglie in altre discipline, tra cui il Bob, sarà il bottino sovietico, l’ultimo di questa nazione, che si sfalderà prima dei prossimi Giochi.

E proprio il Bob ha riservato la prima sorpresa di questi giochi, che si sono tenuti dal 13 al 28 febbraio del 1988: a partecipare in questa disciplina sarebbe stata anche la … Giamaica. Che la nazione caraibica potesse avere una squadra di un qualsiasi sport invernale sembrava inconcepibile. Così tanto che su questa squadra ci hanno fatto un film. Risultati modesti, ovviamente, ma la novità di vedere quattro atleti caraibici (tra cui un cantante reggae) gareggiare sopra un Bob fu uno degli eventi che rimarranno di questa Olimpiade.

Nel pattinaggio di figura, sono spettacolari le lotte nei singoli maschili e femminili. In quello maschile, la gara si risolve in un ballottaggio tra i “due Brian”: Boitano, quello statunitense, batte Olsen, il canadese idolo di casa per un solo decimo di punto; in quello femminile la sfida è invece tra le due “Carmen”, perché la musica di Bizet è utilizzata sia da Katharina Witt sia dalla sua rivale, la statunitense Debra Thomas, che però scivola e conclude al terzo posto. Per la Witt, dopo questo trionfo, si aprono le porte del professionismo.

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