lunedì, Settembre 20

Olga, Lucia, Bernadetta: tre suore ‘martiri’ in Burundi 7 settembre 2014, tre missionarie italiane vengono barbaramente uccise a Bujumbura; dopo 3 anni c'è solo silenzio

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Pubblichiamo in chiusura la lettera scritta da Olga Raschietti 4 mesi prima della sua morte, nel maggio 2014 e pubblicata all’epoca da ‘Chiesa Viva, il mensile dell’Ufficio per la pastorale missionaria della Diocesi di Vicenza. Questa lettera è stata considerata a posteriori l’ultimo saluto della martire alla comunità vicentina.

«’Chi fa la volontà del Padre mio, è per me fratello, sorella e madre Mt.12,46-50
Fin da giovane questa frase del Vangelo mi riempiva il cuore di gioia perché essere fratello, sorella di Gesù è la pienezza della vita cristiana. Oggi si parla spesso di testimoniare il Vangelo, cioè Gesù.
Nella mia giovinezza, fin da bambina queste parole racchiudevano i miei desideri più grandi. Sentivo e sento ancora che è questo desiderio profondo che mi ha portato fino in Africa per parlare di Gesù. Per questo nel 1956 ho lasciato la mia famiglia e sono entrata tra le Missionarie di Maria saveriane per consacrarmi a Gesù per la missione e per tutta la vita. La scelta di vivere questa consacrazione è un dono, mi rende già madre con Gesù per tutto il popolo africano che amo. Attraverso la Chiesa testimonio l’amore di Dio Padre.

Nel 1968 si realizzò il sogno che avevo fin da bambina : partire per l’Africa, e sono arrivata in quella terra che è oggi R.D.Congo. L’incontro con il popolo congolese è stato ed è un’esperienza di profonda gioia che ha segnato la mia vita. Perché è un popolo gioioso che – pur terribilmente martoriato – ama la vita, ed esprime sempre questo amore con la festa e la danza. Nel mio servizio di catechista nelle comunità incontro tanti giovani, adulti, bambini che desiderano conoscere Gesù e si preparano a riceverlo nei loro cuori. Anche loro scoprono che vivere nella volontà di Dio dà pace e serenità per affrontare la vita.

Per questo riparto con gioia per l’Africa, con il desiderio di continuare a comunicare la Parola di Dio e testimoniare il suo grande amore per noi, per tutti. Sento fortemente che per una vera missione è necessaria la preghiera: occorre stare con Gesù per capire la forza del Vangelo, sola forza che può trasformare il mondo e cambiare la storia.

Io vorrei trasmetterla a tutta l’Africa con la mia presenza e con gesti semplici della quotidiana fraternità.
TUTAONANA!, arrivederci.

sr Olga Raschietti»

Il 11 settembre 2014 Olga, Lucia e Bernadetta vengono sepolte nel cimitero di Panzi a Bukavu, capoluogo della provincia del Sud Kivu, est del Congo dove le salme erano state trasportate da Bujumbura. Migliaia di fedeli congolesi e burundesi assistettero alle messe di suffragio celebrate sia a Bukavu che a Bujumbura, dove il Presidente della Conferenza Episcopale del Burundi, Gervais Banshimiyubusa, chiese al Governo l’istituzione di una Commissione indipendente che permettesse di scoprire la verità sulla brutale aggressione. Richiesta caduta nel vuoto.

Dopo il rito funebre Suor Delia Guadagnini, ex Superiora regionale delle Missionarie Saveriane per la Repubblica Democratica del Congo e il Burundi (che conosceva bene le tre suore uccise) dichiarò ai media: «Non crediamo alla pista che ci è stata fornita. L’arresto di questo pazzo è un pretesto per deviare le indagini sull’uccisione delle nostre sorelle. Non pensiamo che questo orribile crimine sia stato commesso da una sola persona. L’impressione è che sia stata più di una persona e che, è orribile dirlo, conoscessero il mestiere, oltre a conoscere molto bene la nostra casa a Kamenge. Il Signore saprà giudicare. Noi comunque andremo avanti con la nostra missione».

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