martedì, Agosto 3

Oh, perbacco! 604

0

renzi1_MGzoom 

Non siamo il Paese più arretrato del mondo. Quello più strangolato dalla pastoie della burocrazia, quello con i tempi più biblici per i procedimenti giudiziari, quello con un indice di libertà di stampa più basso e via discorrendo, no. Ci sono, ci saranno sicuramente da qualche parte paesi  più indietro di noi, in queste ignominiose classifiche. Non tanti magari, ma ci sono, ve lo assicuro.

C’è una classifica però, un singolare primato riguardo al quale metterei, per l’Italia, la mano sul fuoco: quella del masochismo da bassa autostima. In questa speciale graduatoria la medaglia d’oro non ci sfugge mai, è un dogma assoluto, che non ammette contestazioni.

Il ‘New York Times’, prestigioso quotidiano americano di antica tradizione “liberal”, ha parlato delle novità in pista di rullaggio per il governo italiano. E lo ha fatto rappresentando il premier incaricato Matteo Renzi nelle spoglie caravaggesche del  ‘Fanciullo con il canestro di frutta’, preconizzando per lui, col sorriso sulle labbra tipico di questa icona della stampa democratica statunitense, un destino da innovatore epocale, uno che  potrebbe verosimilmente, parole loro, «creare un nuovo senso di prosperità ed energia» nel nostro Paese.

Parallelamente invece, a dimostrazione dell’inattaccabilità indiscussa della nostra leadership nella classifica di cui dicevo prima, sembra aleggiare in Italia un sentimento di forte apprensione. In vasti settori dell’opinione pubblica infatti, è palpabile la profonda, serpeggiante preoccupazione che il nuovo governo possa davvero tenere fede alle promesse e alle dichiarazioni programmatiche con le quali si appresta ad iniziare il proprio lavoro.

“E se poi le cose dovessero mettersi bene per davvero?”  “Mio dio, vuoi vedere che fra poco, come niente riparte l’economia?” “Dannazione, adesso ci manca solo che questi facciano sul serio le famose riforme, e ci fregano alla grande”. Pensieri malamente celati, ma chiaramente leggibili nei sottotesti di centinaia di commenti sui principali social network nazionali.

Ma non solo, è tutto un proliferare da parte delle firme più prestigiose del gotha giornalistico italiano, di sofferte articolesse trasudanti pessimismo cosmico, democraticamente trasversali e senza confini di appartenenza politica. In genere, questi appassionati  editoriali si accompagnano alla denuncia di insopportabili tradimenti ideali, un po’ oscuri forse nella descrizione dei vulnera spudoratamente perpetrati, ma sempre e comunque gonfi di una vis emotiva adeguata al livello del maître à penser di turno. Non c’è da scherzarci più di tanto, e’un problema serio.

Perché laddove, dio non voglia, le previsioni di tutti questi pensatori dovessero rivelarsi fallaci, il riversarsi improvviso, inopinato, di una considerevole  massa di persone in uscita dal già fragile mercato del lavoro potrebbe avere ripercussioni non da poco, nel vasto problema generale dell’occupazione.

 

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Condividi.

Sull'autore

End Comment -->