sabato, Aprile 10

Obiettivo: costruire la Pace field_506ffb1d3dbe2

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Najib Tun Razak pace Filippine

Bangkok – Scende in campo anche il Primo Ministro Najib Tun Razak nel rivendicare un ruolo di primo piano della Malaysia nell’ASEAN nel suo processo di trasformazione da semplice Associazione di Stati ovvero quel che è oggi, in Stati Uniti del Sud Est Asia ovvero quel che sarà a partire dal 2015. In particolar modo per quel che riguarda la pacificazione dell’area, ancora impegnata nella risoluzione di numerose controversie confinarie sia sulla terraferma sia in mare aperto. A corroborare questo aspetto di “player” pacificatore dell’area giunge (in positivo) il ruolo svolto nell’ambito della mediazione diplomatica tra il Governo centrale delle Filippine ed il Moro Islamic Liberation Front MILF, un esito estremamente positivo nel condurre alla pace il fronte dei separatisti a lungo operativi nella regione del Mindanao ed in guerra col Governo Centrale delle Filippine, dopo 17 anni di trattative tra i due fronti e che sembravano non addivenire mai ad una soluzione congiunta.

«Quando l’ASEAN diventerà una comunità, dobbiamo dare una mano nel porre fine ai conflitti nella regione e non dobbiamo risparmiare alcuno sforzo per cercare una soluzione politica ai conflitti stessi», ha affermato il Primo Ministro in presenza dei giornalisti e degli operatori dei media prima di partire alla volta di Kuala Lumpur dopo aver partecipato alla cerimonia pubblica di apposizione delle firme all’Accordo Onnicomprensivo sul Bangsamoro (CAB) pochi giorni fa. «Questo è quel che noi intendiamo dire circa il fatto che – quando l’ASEAN diventerà una Comunità – sarà un chiaro ritratto della nostra regione in quanto area pacifica così come in pieno sviluppo», ha aggiunto il Primo Ministro.

Nelle sue parole si è constatato il fatto che, dopo la sottoscrizione dell’Accordo Onnicomprensivo che ha portato la pace tra il Governo filippino ed il fronte dei rivoluzionari separatisti del Fronte Moro, la Malaysia oggi è accreditata a pieno titolo come Nazione che non solo ama la Pace ma è anche una Nazione che vuole giocare un ruolo di interprete principale nel raggiungere questo alto scopo ovvero quello di pacificare l’intera area. Oltretutto, l’Accordo Onnicomprensivo ha una rilevanza significativa non solo in termini di stabilità regionale ma da tutto ciò potrebbe trarre effetti benefici anche la Malaysia, soprattutto nella zona di Sabah. «La popolazione di Sabah sarà capace di fruire bene di un Sud delle Filippine pacificato e la crescita economica nella regione sicuramente apporterà ulteriori impatti positivi allo Stato». Il Primo Ministro spera che la sua Nazione possa continuare ancora a svolgere questo ruolo pacificatorio nell’area sia in quanto Paese che vuole porsi tra i fattori più attivi in tale direzione sia continuando ad essere Paese Membro del Team di Monitoraggio Internazionale, aggiungendo che la Malaysia vuole anche offrire assistenza per sviluppare istituti di istruzione specifica e offrire opportunità economiche a tutta l’area del Sud delle Filippine.

La Malaysia sta facendo di tutto per ridare lustro ed immagine alla propria popolarità, non tanto a livello mondiale quanto piuttosto negli indici di affidabilità nell’area, soprattutto alla luce (nefasta) dell’incidente aereo relativo al volo MH370 e per tutto quello che ne è conseguito. Affidabilità ma anche sicurezza e capacità professionali e tecnologia applicata sono stati tutti fattori messi sotto la sferza delle critiche che sono piovute un po’ da tutto il Mondo. Insieme con la Compagnia aerea di bandiera, in questi frangenti storici, è un po’ tutto il Paese a finire nel tritacarne delle accuse e delle critiche velenose.

La Malaysia attualmente è una specie di caleidoscopio nel quale le immagini cambiano man mano che si ruota il cilindro che lo contiene: è una Nazione che si vuol proporre come elemento di spicco nei processi di pacificazione. E la risoluzione delle controversie tra il Governo centrale delle Filippine ed i separatisti del Fronte Moro certo è un biglietto da visita non trascurabile, in tal senso. Ma la Malaysia è anche la Nazione dove l’elemento politico di spicco nel fronte dell’opposizione politica interna, Anwar Ibrahim, viene fatto fuori politicamente accusandolo di sodomia e portandolo davanti al giudizio del ludibrio popolare prima ancora che nelle Aule del Tribunale. La Malaysia è la Nazione che si vuol proporre come fattore di dialogo e di mediazione ma è anche, allo stesso tempo, il Paese dove ai non-musulmani è proibito usare la parola “Allah” sia negli scritti sia nel parlato. La Malaysia è anche un Paese islamico dove però, il diritto di cittadinanza ovvero l’appartenenza alla cittadella della nazionalità comune, viene vietato ai musulmani di estrazione sciita. Insomma, la Malaysia è terra desiderosa di pace e di pacificazione ma è anche terreno di scontri su vari fronti. E tutto questo non depone a favore –tanto per fare un esempio- del Turismo sul quale si stanno già (tristemente) verificando i dati sempre più in restringimento, soprattutto all’ombra dell’aereo MH370 scomparso nelle acque dell’Oceano Indiano.

Il ruolo di Paese terzo mediatore tra Governo Centrale delle Filippine ed il fronte dei separatisti del Movimento Moro è un ottimo viatico, se si vuol giocare bene la carta di Paese pacificatore dell’area. Bisogna, però, vedere se questo ruolo sarà semplicemente delegato alla Malaysia dal resto dei Paesi Membri dell’ASEAN oppure sarà una conquista della Malaysia, se sarà il reale ed effettivo riscontro da parte di tutti del desiderio comune di voler dare il proprio genuino e sincero contributo alla creazione di una casa comune denominata ASEAN. E quindi, sarà una specie di cartina al tornasole della volontà della Malaysia nel voler primeggiare nell’essere il catalizzatore dei processi di Pace. Insomma, questo frangente storico che precede il 2015 è un periodo di test reale sulle capacità diplomatiche all’interno dell’ASEAN e dell’ASEAN stessa con interlocutori esterni come USA ed UE. E la Malaysia vuole “saggiare” il grado di rilevanza all’interno dell’ASEAN e porre qualche rimedio al muro di critiche che le sono giunte dopo il tragico incidente dell’aereo MH370.

 

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