sabato, Settembre 25

Obama: «Uniti distruggeremo l'Isis» Francia, Front National di Le Pen è primo partito. Venezuela, fine del chavismo, vince il Mud

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«La minaccia del terrorismo è reale, ma la affronteremo. Distruggeremo lo Stato Islamico e le altre organizzazioni che cercano di colpirci». È visivamente preoccupato il Presidente degli Stati Uniti Barack Obama che, dopo ben cinque anni dall’ultima volta, ha pronunciato un discorso ufficiale direttamente dallo Studio Ovale. Ad allarmare ancor di più l’inquilino della Casa Bianca è stato il recente attacco in California, a San Bernardino, che ha provocato la morte di 14 persone.

«La libertà è più forte della paura» ha detto Obama. «Non vinceremo abbandonando i nostri valori o con la resa alla paura. Questo è quello che vogliono i gruppi come l’Is. Vinceremo con la forza e l’intelligenza, se saremo resistenti e implacabili. E utilizzando ogni aspetto della potenza americana». Il Presidente americano ha aperto il suo discorso, onorando proprio le vittime della strage di qualche giorno fa. «Non abbiamo prove che i killer siano stati guidati da un’organizzazione terrorista all’estero», ha spiegato, «ma avevano abbracciato un’interpretazione perversa dell’Islam e hanno compiuto un atto di terrorismo, inteso ad uccidere innocenti»

Per il Governo americano si tratta di una minaccia terroristica che si è evoluta e serve una nuova fase e per combatterla. Proprio per questo Obama ha delineato una strategia contro lo Stato Islamico in quattro punti. Prima di tutto, i raid aerei americani continueranno a colpire i leader dell’Is, le loro armi pesanti, le autocisterne di petrolio, le infrastrutture. Poi, proseguirà l’addestramento e l’equipaggiamento di decine di migliaia di forze irachene e siriane che combattono l’Is sul terreno. Inoltre, gli Usa lavoreranno con amici e alleati per sgominare complotti, tagliare finanziamenti e impedire il reclutamento di combattenti. Infine, con la leadership americana verrà portato avanti un processo per giungere ad un ‘cessate il fuoco’ e ad una soluzione politica in Siria.

«Non ci faremo trascinare in una lunga e costosa guerra di terra in Siria e in Iraq» ha detto il Presidente americano, chiedendo al Congresso americano un voto che autorizzi l’uso continuato della forza militare contro questi terroristi. Obama ha poi ribadito il suo impegno a non intervenire direttamente sul terreno, per non fare il gioco di gruppi come lo Stato Islamico. «Loro sanno che non possono sconfiggerci sul campo di battaglia, ma sanno che se occuperemo terre straniere potranno mantenere per anni delle insurrezioni, uccidere migliaia di nostri soldati, drenare le nostre risorse e usare la nostra presenza per trovare nuove reclute».

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