lunedì, Settembre 20

Obama in Argentina, ecco le prime proteste field_506ffb1d3dbe2

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Continua la visita del presidente Usa Barack Obama insieme alla famiglia in Argentina. Il capo della Casa Bianca si è spostato in Patagonia per una gita a bordo di un battello a Bariloche, dove ha visitato il lago Nahuel Huapi. Ma per Obama, nonostante le aperture subito dichiarate al suo arrivo per ricreare un clima di fiducia con gli argentini, arrivano le prime proteste. A scendere in piazza migliaia di persone contro la visita del presidente americano nel quarantennale della dittatura. Un periodo durante il quale l’amministrazione statunitense non è stata esente da colpe e connivenze. «40 anni sono molti, indubbiamente, però, l’impatto e il seguito di questa drammatica fase storica si percepiscono ancora nella società argentina», dice Roberto Da Rin del ‘Sole 24Ore’ a ‘Radio Vaticana’. «30 mila desaparecidos, oltre ad essere un patrimonio e una perdita umana devastante, sono anche una perdita civile, perché è stata cancellata una generazione, un’intera generazione, e probabilmente anche quella più propositiva, con più voglia di fare! La classe dirigente argentina ha patito l’amputazione di una parte così pulsante della società. Ecco perché c’è ancora attualità nella vicenda dei 30 mila desaparecidos scomparsi nel periodo compreso tra il 1976 e il 1983: quindi c’è una forte componente di attualità. Una società politica ancora mutilata, che paga a tutt’oggi le conseguenze di una mancanza».

(video tratto dal canale Youtube di Associated Press)

 

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