giovedì, Ottobre 28

Nuovo Super Tuesday, ancora Trump e Clinton field_506ffbaa4a8d4

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Serata delle grandi occasioni quella che si è svolta stanotte negli Stati Uniti. La corsa alla nomination per la presidenza stavolta passava da ben 5 Stati: Connecticut, Delaware, Maryland, Pennsylvania e Rhode Island. Tra i candidati, Hillary Clinton e Donald Trump tentavano il colpaccio per demolire definitivamente ogni possibile speranza degli avversari di ottenere la nomination.

Sul fronte democratico, la Clinton ha vinto 4 dei 5 Stati in palio: Pennsylvania, Maryland, Connecticut e Delaware. Bernie Sanders si è dovuto, invece, accontentare del Rhode Island.
Nei giorni che hanno preceduto le votazioni di ieri, la sfida tra i due candidati si è scontrata anche sul reale stato della corsa, con la Clinton che giudicava inevitabile e prossima la conquista della nomination, e Sanders che vedeva una competizione ancora aperta e tutta da giocare.

In Connecticut, i margini di vittoria della Clinton sono stati esigui fino all’ultimo, mentre Trump ha riportato una vittoria schiacciante.

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credits: politico.com

Con il 51,5% dei voti, la Clinton porta a casa 42 delegati, Sanders si ferma al 46,8% e conquista solo 24 delegati.
Qui, nonostante i sondaggi dessero in testa l’ex Segretario di Stato, Sanders sperava di fare un inatteso colpaccio, poiché il Nutmeg State ha sostenuto candidati più liberali in passato. Il Connecticut assegna i suoi 55 delegati su base proporzionale, e altri 16 superdelegati si sono pronunciati a favore della Clinton, ma possono anche cambiare idea in vista della convention. E su questo cambiamento si giocano le ormai esili speranze del Senatore del Vermont. Certo, la Clinton è avanti di molto. Ma vari dei suoi consiglieri prevedono che nessuno dei due candidati avrà i voti necessari per ottenere direttamente la nomination prima della convention, quindi il loro scopo è incoraggiare i superdelegati a cambiare sponda, sostenendo che Sanders avrebbe maggiori possibilità di vittoria contro qualsiasi repubblicano nelle generali.
Certo, questa sconfitta rende sempre più difficile al Senatore presentarsi come un candidato forte, in grado di ottenere la presidenza. Se fino ad oggi Sanders poteva continuare a dire che la maggior parte dei voti ottenuti dalla Clinton provenivano da Stati del Sud, e non si sarebbero tradotti in un supporto nazionale, adesso con la vittoria negli Stati del Nord la musica è destinata inevitabilmente a cambiare.

Tra i repubblicani, Trump ha riportato un ottimo 57,7%, che gli ha permesso di ottenere tutti e 28 i delegati che lo Stato metteva in palio, valendo la formula ‘winner takes all’. Adesso la speranza è quella di ripercorrere i passi di Mitt Romney e John McCain che, dopo aver vinto in Connecticut, hanno conquistato la nomination GOP. Ma il Nutmeg State sembra pendere a sinistra nelle generali: Obama, infatti, qui surclassò Mitt Romney con 18 punti di vantaggio.
Il successo di Trump è stato determinato sia dalla popolazione maschile che quella femminile, quasi in uguali proporzioni (59 a 54 rispettivamente) e dagli adulti under e over 45, tra gli individui che non possiedono una laurea, ma ottiene anche la metà dei voti di chi la possiede e il 44% dei voti di coloro che hanno ottenuto un diploma post laurea.

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