venerdì, Dicembre 3

Nuovi ‘partiti’, Di Battista e gli altri. Ma ce n’è proprio bisogno?

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Sì.
Se, forzando la sintassi giornalistica, infrangiamo le regole iniziando lo scritto con la risposta al titolo (non si fa, in genere non si fa), dobbiamo dire sì. Sì, c’è bisogno di nuovi partiti, ancor di più di partiti nuovi. (E qui l’ispirazione sta tra l’antica gloriosa pubblicità del pennello Cinghiale “Non serve un pennello grande, serve un grande pennello”, il lancio del nuovo film di Rocco Siffredi, la canzone apocrifa della figlia di Jovanotti, alias Luca Medici-Checco Zalone, al papà). Di partiti ‘nuovi’ nel senso di rinnovati e democratici. Tutti. ‘Nuovi’ o vecchi che siano.

Prima tappa del suo Giro d’Italia politico fondativo, poi Alessandro Di Battista, già parlamentare del Movimento Cinque Stelle e soprattutto grande soggetto mediatico-comunicativo, parla con ‘TPI, The Post Internazionale’, versione settimanale. “C’è la necessità di nuove battaglie e di costruire le  fondamenta per qualcosa di concreto. Non escludo la nascita di un altro movimento”, le sue parole nell’intervista in uscita venerdì 5 novembre. L’aveva già detto a Siena il 30 ottobre scorso in occasione, appunto, del suo tour ‘Su la testa!‘. Ritiene che potrebbe esserci lo spazio politico per la nascita di un soggetto di opposizione, alternativo quindi ai Cinque Stelle. “C’è la necessità di nuove battaglie e di costruire le fondamenta per qualcosa di concreto“.

Anche altri stanno affilando le armi e calibrando le forze, ciascuno nel proprio ambito. Non pochi, e alcuni addirittura credibili. Seguiremo, vedremo, racconteremo. Ma quello che veramente serve è in primo luogo quanto abbiamo raccontato in ‘Quattro protagonisti ‘per un partito democratico” di Gabriele Della Rovere e Gabriele Paci su L’Indro di martedì 19 ottobre 2021. Ché l’Italia ha urgente bisogno di un ‘partito democratico‘. Anzi più di uno. E un autorevole gruppo di giuristi, in particolare costituzionalisti e studiosi di diritto pubblico, esperti del settore e membri delle istituzioni, politici e cittadini, si stanno impegnando su questo. Finalizzandosi ad un appuntamento pubblico in cui porre punti fermi e lanciare proposte in ordine alle modalità con cui un Partito, o qualunque altra forza politica aggregante, possa favorire realmente la partecipazione interna e la riproposizione pubblica. Un ‘partito nuovo’, un ‘partito democratico’ inteso con le iniziali minuscole, come ogni soggetto politico dovrebbe a suo modo essere.

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Sull'autore

Giornalista. Editore con ‘La Voce multimedia’

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