venerdì, Maggio 14

Nuove tragedie sull'Everest: fatalità o inesperienza?

0

Maria Strydom, australiana, è solo l’ultima di quattro vittime in quattro giorni sull’Everest. Sulla montagna di 8.848 metri sono morti anche l’olandese Eric Arnold, che per la quinta volta tentava l’impresa della vita, il 25enne Phurba Sherpa e Subash Paul. Si tratta di nuove tragedie che arrivano a poche settimane dalla ripresa delle scalate alla vetta dopo la cancellazione di tutte le spedizioni nel 2015 dopo che una valanga l’anno precedente una valanga aveva ucciso 16 sherpa e soprattutto dopo il sisma che lo scorso anno colpì il Nepal, causando 19 morti al campo base dell’Everest. In queste settimane però la cima più alta del mondo è di nuovo sotto assedio: ben 400 le persone pronte a scalarla, ma per gran parte non si tratta di alpinisti professionisti. Infatti continua il business di parte con esperti (pagati lautamente) per arrivare in cima. E per questo si riapre il dibattito sugli standard di sicurezza e la preparazione necessaria a salire ad altitudini così elevate.

«L’Everest? Un palcoscenico per tutti quei matti che non sanno scalare e si fanno portare in cima. Non dagli sherpa, ma da tante agenzie di viaggio: turisti che pagano per fare il tour», il commento qualche tempo fa in una intervista del grande alpinista altoatesino Reinhold Messner. Che poi alla testata spagnola ‘Desnivel’ avverte: «Se prelevassero campioni al campo base dell’Everest, si scoprirebbe che il 90% degli alpinisti è dopato». E a confermarlo in parte a ‘Montagna.tv’ Eric Johnson, che è stato medico del pronto soccorso al campo base dell’Everest: «Credo che il 90% sia esagerato. Ma forse il 50% sì. Ci sono diversi tipi di droghe che purtroppo si ritiene aiutino l’acclimatamento: desomethasone, viagra, steroidi, anfetamine. Nel 2009 ho soccorso un alpinista americano che ha rischiato di morire perché aveva assunto quantità industriali di Desomethasone, secondo una folle prescrizione del suo medico. Ancora oggi il suo fisico non si è completamente ripreso. Il vero problema è che non esiste una specializzazione per la medicina d’alta quota e tutti i medici possono fare prescrizioni in merito». Forse si dovrebbe tornare a trattare la montagna e l’alpinismo per ciò che rappresenta veramente, non un semplice business o divertimento. Come dice Messner «ci presenta la nostra piccolezza. Noi siamo piccolissimi: la montagna è natura. Gli errori li fa solo l’uomo, la montagna e la natura non fanno errori. Il rispetto per la montagna non si costruisce con un’infrastruttura per portare chi ha molti soldi sulla cima dell’Everest. È un rispetto che cresce se ci avviciniamo alla montagna da soli, a mani nude».

(video tratto dal canale Youtube del The Telegraph)

 

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Condividi.

Sull'autore

End Comment -->